A essere devastante non è solo l’inglese...

Il signor Paolo S. si è rivolto all'Accademia denunciando in generale "l'ormai narrestabile penetrazione dell'inglese" nella nostra lingua e in particolare l'uso sempre più frequente di devastante, "che non è il participio presente del nostro devastare, ma l'inglese devastating", il quale ha soppiantato termini come sconvolgente, travolgente, catastrofico, rovinoso, straziante...

Risposta

Il problema dell’invadenza degli anglicismi nell’italiano d’oggi, segnalato dal sig. S., è molto presente nel dibattito linguistico degli ultimi quindici anni, alimentato non solo dai linguisti di professione, ma anche da intellettuali e scienziati preoccupati per le sorti della nostra lingua. Presso l’Accademia della Crusca è attivo il gruppo Incipit, capitanato dal Presidente Claudio Marazzini, che lavora per fornire proposte di traduzione degli anglicismi appena entrati nell’ampio settore della comunicazione pubblica.

Dobbiamo tuttavia fare una distinzione tra step, cash e overlap, che sono prestiti integrali, estranei alla nostra compagine lessicale, e il caso di devastante, la cui forma è pienamente italiana. Come ci attestano i principali lessici (GDLI, GRADIT, Vocabolario Treccani), il verbo devastare è di origine dotta e viene dal latino devastare ‘saccheggiare’, composto da de- e vastare. La sua diffusione in italiano è precocissima e risale addirittura al XIII secolo nel volgarizzamento romanesco Storie de Troia e de Roma. Il participio presente devastante, usato in funzione aggettivale, è effettivamente più tardo. Dal GDLI si ricavano due soli esempi, l’uno, nel senso proprio del verbo, da Carlo Botta (1766-1837); l’altro, col valore figurato ‘che sconvolge l’animo’ da Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952).

La scarsità e la recenziorità della documentazione di devastante potrebbe indurre a pensare che il successo arriso all’aggettivo negli ultimi anni sia, almeno in parte, dovuto all’influsso dell’inglese devastating. Saremmo dunque di fronte a un “cavallo di ritorno”, nel senso che il latino devastare, penetrato nel lessico inglese (probabilmente attraverso la mediazione del francese), ci viene oggi restituito nella forma del calco formale. È probabile che sia così: se ci affidiamo a Google Ngram appuriamo che devastante, scarsamente documentato nello scritto fino ai primi anni Sessanta, ha avuto un’impennata già negli anni Ottanta; le sue presenze sono andate poi crescendo in modo esponenziale fino al Duemila e oltre.

Ciò nonostante, l’accusa mossa dal signor S. all’anglicismo camuffato di aver provocato la morìa di tanti sinonimi italiani pare ingenerosa. In questo caso, infatti, la colpa non è tanto da attribuire all’inglese, quanto all’abitudine (spesso incoraggiata dalla stampa, dalla televisione e da Internet) di creare dei “modismi”, ovvero delle parole alla moda che, per un certo periodo di tempo, impazzano nell’uso dei parlanti e finiscono con l’oscurare i possibili sinonimi e, con essi, le necessarie modulazioni semantiche di cui la lingua è piena. Quindi un dolore, anziché essere acuto, forte, doloroso, insopportabile, lancinante, lacerante e via di seguito, è sempre e solo devastante. Possiamo dunque proporre, almeno per questo caso, di condannare non l’inglese ma l’inerzia e la pigrizia di quanti ricorrono in ogni occasione alla soluzione più semplice e a portata di mano, impoverendo il proprio lessico e non rendendo giustizia a una lingua ricca di preziose alternative lessicali qual è l’italiano.

 

Claudio Giovanardi

 

18 aprile 2017


Agenda eventi


Avvisi

Esame di Stato. Mai più senza prove scritte

Avviso da CruscaIl nuovo Tema di Paolo D'Achille è in rete. Partecipa alla discussione

Servizi in emergenza Covid-19 - Aggiornamenti del 4 agosto 2021

Avviso dalla biblioteca

Il Presidente dell’Accademia della Crusca, in ottemperanza alla vigente normativa per il contrasto e il contenimento della pandemia da Covid-19, impartisce le seguenti indicazioni:

La Biblioteca dell’Accademia della Crusca è aperta al pubblico con gli orari consueti.
Si elencano di seguito le modalità di accesso alla sala di consultazione e alle collezioni della Biblioteca, in vigore fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. Leggi tutto

Certificazione verde Covid-19

Avviso da Crusca

Avvisiamo che dal 6 agosto 2021, come stabilito dal Decreto Legge del 23 luglio 2021 n. 105, articolo 3 comma 3 lettera c, l’accesso alla biblioteca e all’archivio, e la partecipazione a convegni, seminari, visite guidate e qualsiasi altra manifestazione, è consentito esclusivamente a soggetti muniti di certificazione verde Covid-19 (Green Pass), fatto salve le esclusioni e le esenzioni previste dallo stesso Decreto.

Il personale dell’Accademia è incaricato, all’ingresso, di accertare il possesso dei requisiti richiesti.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Il Dante della Crusca in prestito alle Scuderie di Quirinale

27 set 2021

Mostra “Della nostra favella questo divin poema è la miglior parte”. Dante e la Crusca

23 mar 2021

La parola fresca di giornata. 365 giorni con Dante

01 gen 2021

"Dentro la Crusca, dentro l'italiano": le iniziative nate dalla collaborazione 2020/2021 tra l'Accademia e UniCoop Firenze

01 gen 2021

L'Accademia della Crusca e le celebrazioni del 2021, anno dantesco

02 gen 2021

Vai alla sezione