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Carlo Negroni dantista e accademico della Crusca

L’intervento che segue è stato presentato al convegno Da Novara all’Italia. Carlo Negroni (1819-1896) nel bicentenario della nascita, svoltosi presso l’Archivio di Stato di Novara il giorno 11 ottobre 2019. Lo si pubblica qui in omaggio alla figura di un accademico della Crusca oggi ingiustamente dimenticato, e, in prospettiva, in vista delle celebrazioni dantesche del 2021, come segno di rinnovato interessamento per colui che intuì l’utilità della soluzione editoriale per il testo della Commedia di Dante poi adottata da G. Petrocchi.

Lingue: beni collettivi immateriali, che spesso, e per fortuna, si materializzano

Il giorno 5 di ottobre del 2019 si sono celebrati a Udine i 100 anni della Società Filologica Friulana. Per l’occasione, il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, è stato invitato a tenere una relazione, nel contesto di una serie di interventi rivolti al pubblico che gremiva il bellissimo Salone del Parlamento della Patria del Friuli. Gli atti della giornata saranno pubblicati nella gloriosa rivista “Ce fastu?”. Intanto, però, il prof. Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, su richiesta del prof. Marazzini, ha permesso che questo intervento fosse anticipato in una pubblicazione dell’Accademia della Crusca. In questo modo si ribadisce il legame stretto tra le due Accademie, con l’auspicio di una collaborazione fattiva e fruttuosa.

"Una donna con la D maiuscola". Analisi di "Bésame Giuda" di Carmen Consoli

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

Ornella Vanoni, "Ricetta di donna": alcune osservazioni linguistiche

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

"Io canto per me". Stereotipi e rivoluzioni della figura femminile nelle canzoni di Mina

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

"Je décline l’honneur d’être un ange". Dai tòpoi letterari ai cliché della canzone

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

Ritagli di lingua: uno sguardo sulle carte linguistiche di Franca Brambilla Ageno all’Accademia della Crusca

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

Franca Brambilla Ageno e l’Accademia della Crusca

L'articolo qui presentato è la trascrizione di un intervento tenuto durante il convegno «Una Donna con la D maiuscola». Percorsi tra parole e musica, svoltosi il 5 ottobre e curato dall'accademica Giovanna Frosini per conto dell’Accademia della Crusca all’interno dell’edizione 2019 del festival “L’eredità delle donne”. Lo pubblichiamo con l'introduzione che Giovanna Frosini ha premesso alla pubblicazione degli Atti, avvenuta sull'XI numero di "Italiano digitale".

"Per la seconda volta nel 2019 l’Accademia della Crusca ha partecipato all’iniziativa L’Eredità delle donne, il festival organizzato a Firenze con la direzione artistica di Serena Dandini: a questa manifestazione, che riunisce multiformi iniziative all’insegna della valorizzazione del patrimonio femminile, l’Accademia non ha voluto far mancare la sua voce, sempre naturalmente nel segno della sua specifica vocazione e attenzione ai fatti dello studio, della parola, della lingua.

Nell’edizione del 2019 abbiamo individuato, insieme alle collaboratrici che hanno speso le loro ricerche, una doppia linea di interesse: da un lato, valorizzare il ruolo e la presenza in Accademia di una grande studiosa, storica della lingua e filologa fra le maggiori del Novecento, Franca Brambilla Ageno; dall’altro, una linea di rappresentazione della figura femminile fra parola e musica.

Francesca De Blasi, Chiara Murru, Francesca Cialdini e Veronica Ricotta ci accompagnano in un percorso che indaga la rappresentazione della donna in musica: si soffermano così in modo particolare su stereotipi e luoghi comuni, o al contrario su immagini nuove e concetti coraggiosi, scorrendo dalla poesia medievale alle parole cantate di Ornella Vanoni, Mina, Carmen Consoli, vale a dire di tre interpreti e autrici fra le più sensibili e innovative dei nostri tempi. Se ne ricava un’immagine complessa e multiforme, di grande ricchezza anche linguistica, a cui gli studiosi guardano negli ultimi anni con crescente attenzione, come spia sensibile dell’evoluzione della società e del linguaggio. Elisabetta Benucci e Caterina Canneti ci guidano a scoprire vicende, opere e pensieri di Franca Ageno, di cui nel 2020 ricorre il cinquantesimo anniversario della nomina ad accademica corrispondente: l’eccellenza scientifica, che fu per lei una dura conquista, in un mondo severo e certo non indulgente, è ancora per noi raggiungibile e ricostruibile attraverso le sue carte depositate nell’Archivio dell’Accademia, le bozze dei suoi libri, perfino le schede dei suoi minutissimi spogli linguistici.

Con fatica l’Accademia ha fatto spazio alle donne: dopo Caterina Franceschi Ferrucci e Ersilia Caetani Lovatelli, prime socie corrispondenti nell’Ottocento, si è dovuto attendere appunto il 1970 e l’elezione di Franca Ageno per avere la prima accademica novecentesca, passata dopo venti anni a socia ordinaria: antesignana di una serie che si è fatta via via più fitta, e che ha poi conquistato anche la presidenza, con Nicoletta Maraschio.

Per questo, le collaboratrici e le accademiche che oggi percorrono e frequentano la Villa di Castello, sede della Crusca, che arricchiscono l’Accademia col loro studio, col loro impegno non solo scientifico ma anche organizzativo, devono molto a Franca Ageno, al suo coraggio, alla sua scienza e alla sua straordinaria capacità di lavoro. Per parte mia, guardando alle giovani ricercatrici, non posso che essere grata all’entusiasmo di chi ha partecipato alla manifestazione del 2019, e sperare che sempre più numerose e determinate siano le donne di Crusca.

Giovanna Frosini"

Il morire e l’ordinamento giuridico. Riflessioni linguistiche sulle parole della scelta

L'articolo costituisce la rielaborazione scritta di un intervento orale presentato all’interno dell’iniziativa “Il morire e la morte”, promossa nel febbraio-marzo 2019 dalla Fondazione culturale Niels Stensen di Firenze, con la collaborazione dell'Accademia della Crusca. All’interno del fitto programma, oltre a proiezioni di film e letture di classici, erano previste quattro conferenze a più voci, affidate a filosofi, teologi, medici, bioeticisti, giuristi, tutte introdotte da una breve riflessione linguistica sulla parola chiave del tema affrontato. Così il 2 febbraio il pomeriggio dedicato a “Il morire e la morte oggi” è stato iniziato da Ludovica Maconi che si è soffermata sulla parola morte, il 16 febbraio è stata la volta di Cristina Torchia su dignità (a introduzione del tema “Alla fine della vita”), il 2 marzo è intervenuta Matilde Paoli su eutanasia (“Che cos’è l’eutanasia”), e infine il 16 marzo chi scrive ha introdotto la discussione su “Il morire e l’ordinamento giuridico” affrontando le parole legate alle scelte.

Eutanasia

L'articolo costituisce la rielaborazione scritta di un intervento orale presentato all’interno dell’iniziativa “Il morire e la morte”, promossa nel febbraio-marzo 2019 dalla Fondazione culturale Niels Stensen di Firenze, con la collaborazione dell'Accademia della Crusca. All’interno del fitto programma, oltre a proiezioni di film e letture di classici, erano previste quattro conferenze a più voci, affidate a filosofi, teologi, medici, bioeticisti, giuristi, tutte introdotte da una breve riflessione linguistica sulla parola chiave del tema affrontato. Così il 2 febbraio il pomeriggio dedicato a “Il morire e la morte oggi” è stato iniziato da Ludovica Maconi che si è soffermata sulla parola morte, il 16 febbraio è stata la volta di Cristina Torchia su dignità (a introduzione del tema “Alla fine della vita”), il 2 marzo è intervenuta Matilde Paoli su eutanasia (“Che cos’è l’eutanasia”), e infine il 16 marzo chi scrive ha introdotto la discussione su “Il morire e l’ordinamento giuridico” affrontando le parole legate alle scelte.

Dignità

L'articolo costituisce la rielaborazione scritta di un intervento orale presentato all’interno dell’iniziativa “Il morire e la morte”, promossa nel febbraio-marzo 2019 dalla Fondazione culturale Niels Stensen di Firenze, con la collaborazione dell'Accademia della Crusca. All’interno del fitto programma, oltre a proiezioni di film e letture di classici, erano previste quattro conferenze a più voci, affidate a filosofi, teologi, medici, bioeticisti, giuristi, tutte introdotte da una breve riflessione linguistica sulla parola chiave del tema affrontato. Così il 2 febbraio il pomeriggio dedicato a “Il morire e la morte oggi” è stato iniziato da Ludovica Maconi che si è soffermata sulla parola morte, il 16 febbraio è stata la volta di Cristina Torchia su dignità (a introduzione del tema “Alla fine della vita”), il 2 marzo è intervenuta Matilde Paoli su eutanasia (“Che cos’è l’eutanasia”), e infine il 16 marzo chi scrive ha introdotto la discussione su “Il morire e l’ordinamento giuridico” affrontando le parole legate alle scelte.

Il morire e la morte oggi. Breve riflessione linguistica

L'articolo costituisce la rielaborazione scritta di un intervento orale presentato all’interno dell’iniziativa “Il morire e la morte”, promossa nel febbraio-marzo 2019 dalla Fondazione culturale Niels Stensen di Firenze, con la collaborazione dell'Accademia della Crusca. All’interno del fitto programma, oltre a proiezioni di film e letture di classici, erano previste quattro conferenze a più voci, affidate a filosofi, teologi, medici, bioeticisti, giuristi, tutte introdotte da una breve riflessione linguistica sulla parola chiave del tema affrontato. Così il 2 febbraio il pomeriggio dedicato a “Il morire e la morte oggi” è stato iniziato da Ludovica Maconi che si è soffermata sulla parola morte, il 16 febbraio è stata la volta di Cristina Torchia su dignità (a introduzione del tema “Alla fine della vita”), il 2 marzo è intervenuta Matilde Paoli su eutanasia (“Che cos’è l’eutanasia”), e infine il 16 marzo chi scrive ha introdotto la discussione su “Il morire e l’ordinamento giuridico” affrontando le parole legate alle scelte.

Il GDLI come la fenice. Che cosa ne direbbe l’ultimo grande letterato-lessicografo?

Con il consenso degli organizzatori, si pubblica qui, in anteprima rispetto agli Atti, l’intervento del Presidente Marazzini al Convegno di studi La declamazione onesta. L'attività critica di Giorgio Bàrberi Squarotti, svoltosi a Torino nei giorni giovedì 11 aprile 2019 - venerdì 12 aprile 2019, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino e dal Centro Studi Guido Gozzano - Cesare Pavese di Torino.

Dietro le quinte di ArchiDATA, dal computer del programmatore

L'articolo è la versione cartacea della relazione presentata nel corso del convegno del gruppo di ricerca nazionale dal titolo La lingua degli scienziati italiani e il VoDIM. La situazione e le proposte per il Vocabolario dinamico rispetto ai linguaggi settoriali, che si è tenuto il 16 luglio 2018 nella sede l’Accademia. Il convegno era dedicato a uno dei grandi progetti strategici dell’Accademia della Crusca: il Vocabolario Dinamico dell’Italiano Moderno (VoDIM). Il VoDIM rappresenta il ritorno dell’Accademia alla diretta attività lessicografica dopo la sospensione dei lavori della quinta impressione nel 1923, e si collega a due PRIN diretti a livello nazionale dal Presidente Claudio Marazzini: il PRIN 2012 Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano moderno e contemporaneo. Fonti documentarie, retrodatazioni, innovazioni, a cui hanno partecipato numerose Università italiane (Piemonte Orientale, Milano, Genova, Firenze, Viterbo, Napoli, Catania) e il CNR (in particolare l’ITTIG); e il PRIN 2015 Vocabolario dinamico dell’italiano post-unitario, ancora in corso, a cui partecipano le stesse Università con l’aggiunta di quella di Torino.

Approssimazioni al VoDIM

L'articolo è la versione cartacea della relazione presentata nel corso del convegno del gruppo di ricerca nazionale dal titolo La lingua degli scienziati italiani e il VoDIM. La situazione e le proposte per il Vocabolario dinamico rispetto ai linguaggi settoriali, che si è tenuto il 16 luglio 2018 nella sede l’Accademia. Il convegno era dedicato a uno dei grandi progetti strategici dell’Accademia della Crusca: il Vocabolario Dinamico dell’Italiano Moderno (VoDIM). Il VoDIM rappresenta il ritorno dell’Accademia alla diretta attività lessicografica dopo la sospensione dei lavori della quinta impressione nel 1923, e si collega a due PRIN diretti a livello nazionale dal Presidente Claudio Marazzini: il PRIN 2012 Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano moderno e contemporaneo. Fonti documentarie, retrodatazioni, innovazioni, a cui hanno partecipato numerose Università italiane (Piemonte Orientale, Milano, Genova, Firenze, Viterbo, Napoli, Catania) e il CNR (in particolare l’ITTIG); e il PRIN 2015 Vocabolario dinamico dell’italiano post-unitario, ancora in corso, a cui partecipano le stesse Università con l’aggiunta di quella di Torino.

Scritti e discorsi del Cattolicesimo sociale: tre casi lessicografici

L'articolo è la versione cartacea della relazione presentata nel corso del convegno del gruppo di ricerca nazionale dal titolo La lingua degli scienziati italiani e il VoDIM. La situazione e le proposte per il Vocabolario dinamico rispetto ai linguaggi settoriali, che si è tenuto il 16 luglio 2018 nella sede l’Accademia. Il convegno era dedicato a uno dei grandi progetti strategici dell’Accademia della Crusca: il Vocabolario Dinamico dell’Italiano Moderno (VoDIM). Il VoDIM rappresenta il ritorno dell’Accademia alla diretta attività lessicografica dopo la sospensione dei lavori della quinta impressione nel 1923, e si collega a due PRIN diretti a livello nazionale dal Presidente Claudio Marazzini: il PRIN 2012 Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano moderno e contemporaneo. Fonti documentarie, retrodatazioni, innovazioni, a cui hanno partecipato numerose Università italiane (Piemonte Orientale, Milano, Genova, Firenze, Viterbo, Napoli, Catania) e il CNR (in particolare l’ITTIG); e il PRIN 2015 Vocabolario dinamico dell’italiano post-unitario, ancora in corso, a cui partecipano le stesse Università con l’aggiunta di quella di Torino.

"Il Vocabolario dinamico dell’italiano moderno" e il linguaggio della politica. “parlamentare”. Proposta di voce lessicografica per il redigendo VoDIM

L'articolo è la versione cartacea della relazione presentata nel corso del convegno del gruppo di ricerca nazionale dal titolo La lingua degli scienziati italiani e il VoDIM. La situazione e le proposte per il Vocabolario dinamico rispetto ai linguaggi settoriali, che si è tenuto il 16 luglio 2018 nella sede l’Accademia. Il convegno era dedicato a uno dei grandi progetti strategici dell’Accademia della Crusca: il Vocabolario Dinamico dell’Italiano Moderno (VoDIM). Il VoDIM rappresenta il ritorno dell’Accademia alla diretta attività lessicografica dopo la sospensione dei lavori della quinta impressione nel 1923, e si collega a due PRIN diretti a livello nazionale dal Presidente Claudio Marazzini: il PRIN 2012 Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano moderno e contemporaneo. Fonti documentarie, retrodatazioni, innovazioni, a cui hanno partecipato numerose Università italiane (Piemonte Orientale, Milano, Genova, Firenze, Viterbo, Napoli, Catania) e il CNR (in particolare l’ITTIG); e il PRIN 2015 Vocabolario dinamico dell’italiano post-unitario, ancora in corso, a cui partecipano le stesse Università con l’aggiunta di quella di Torino.

Il "Vocabolario dinamico dell’italiano moderno" rispetto ai linguaggi settoriali. Proposta di voce lessicografica per il redigendo VoDIM

L'articolo è la versione cartacea della relazione presentata nel corso del convegno del gruppo di ricerca nazionale dal titolo La lingua degli scienziati italiani e il VoDIM. La situazione e le proposte per il Vocabolario dinamico rispetto ai linguaggi settoriali, che si è tenuto il 16 luglio 2018 nella sede l’Accademia. Il convegno era dedicato a uno dei grandi progetti strategici dell’Accademia della Crusca: il Vocabolario Dinamico dell’Italiano Moderno (VoDIM). Il VoDIM rappresenta il ritorno dell’Accademia alla diretta attività lessicografica dopo la sospensione dei lavori della quinta impressione nel 1923, e si collega a due PRIN diretti a livello nazionale dal Presidente Claudio Marazzini: il PRIN 2012 Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano moderno e contemporaneo. Fonti documentarie, retrodatazioni, innovazioni, a cui hanno partecipato numerose Università italiane (Piemonte Orientale, Milano, Genova, Firenze, Viterbo, Napoli, Catania) e il CNR (in particolare l’ITTIG); e il PRIN 2015 Vocabolario dinamico dell’italiano post-unitario, ancora in corso, a cui partecipano le stesse Università con l’aggiunta di quella di Torino.

Lezioni di vita e insegnamenti profondi dai miei incontri con Giovanni Nencioni

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

Dall’Archivio della Crusca: le carte di Nencioni presidente

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

Giovanni Nencioni

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

Nencioni Maestro

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

Ritratto di un maestro: Giovanni Nencioni

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

Per Giovanni Nencioni

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

La giornata in ricordo di Giovanni Nencioni. Una presentazione

Il contributo fa parte degli atti del convegno Giovanni Nencioni a dieci anni dalla scomparsa, svoltosi in Accademia l’11 settembre 2018 per ricordare il grande linguista e Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1972 al 2000. 

La lingua del medico

Ospitiamo volentieri l’intervento di Francesco Calamo-Specchia, docente di Igiene e Medicina preventiva presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L’articolo affronta un tema caro all’Accademia, quello della lingua dell’insegnamento universitario, e lo fa nel contesto di una riflessione sulla figura del medico e sul suo rapporto con
i pazienti.

Imprese lessicografiche e grammaticali riecheggiano tra le Dolomiti

In questo articolo, scritto in collaborazione con Silvia Randaccio, Marco Forni, studioso di ladino e lessicografo, presenta i due dizionari bilingui italiano-ladino gardenese e italiano-ladino della Val Badia e la grammatica ladino-gardenese online, in corso d’opera, dell'Institut Ladin Micurà de Rü. I dizionari, che contengono prefazioni degli accademici Tullio De Mauro Luca Serianni, di Valeria Della Valle e di Heidi Siller-Runggaldier, possiedono oggi due versioni informatiche: il sito web e l'applicazione per cellulari e tablet.

"Che complemento è?"

Rilanciamo un articolo in cui il presidente onorario dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini introduce il modello teorico-interpretativo della grammatica valenziale. L'articolo è originariamente stato pubblicato sul numero 28 della rivista La Crusca per Voi, in risposta ai dubbi di molti lettori sulla classificazione dei complementi.

Il gergo dei giochi di ruolo online

Pubblichiamo in questa sezione l'inedito di Lucia Francalanci, assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi di Firenze e collaboratrice della redazione Consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca. L'articolo delinea un quadro generale sulla lingua dei giochi di ruolo online, fornendo anche un piccolo glossario terminologico finale.

I social network e la lingua italiana, tra neologismi e anglicismi

Proponiamo un articolo di Paolo D’Achille, docente di linguistica italiana presso l’Università di Roma Tre e accademico della Crusca, per la quale è anche responsabile del servizio di Consulenza linguistica. Il testo è nato come comunicazione orale per il convegno Viva i Social, abbasso i Social. Cittadini, pubbliche amministrazioni e la "rivoluzione" dei Social Network (Firenze, 17 marzo 2016). In quell’occasione D’Achille ha affrontato il tema del rapporto tra lingua italiana e social network e presentato al pubblico alcune delle attività che la Crusca svolge in rete.

Per un’internazionalizzazione realmente plurilingue delle Università

Nell'articolo che proponiamo Michele Gazzola commenta la sentenza della Corte Costituzionale sull'insegnamento in lingua inglese nelle Università italiane, di cui parliamo anche nella sezione "Notizie" del nostro sito
Michele Gazzola è ricercatore nel gruppo “Economia e Lingua” presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione della Humboldt-Univerisität zu Berlin, ricercatore all’Istituto di Studi etnici a Lubiana e docente alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera italiana a Lugano.

Papa Francesco onomaturgo italofono 'ispirato' dallo spagnolo

Nell’articolo che proponiamo, Salvatore Claudio Sgroi si sofferma sul presunto neologismo nostalgioso utilizzato dal Papa nella sua omelia dell’Epifania. Quella che in italiano appare come nuova coniazione viene ricondotta dall’autore a un effetto tipico delle interferenze tra lingue diverse, ma sorelle nelle origini, come sono l’italiano e lo spagnolo (lingua madre di Papa Bergoglio).

Salvatore Claudio Sgroi, ordinario di linguistica generale all’Università di Catania, è autore di molti saggi e studi e fa parte della direzione del "Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani". Nel suo ultimo volume Il Linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali (Città del Vaticano, LEV, 2016) analizza l’italiano di Bergoglio nel rapporto tra regole e impatto comunicativo.

The Accademia della Crusca in Italy: past and present

Diffondiamo, in una versione ridotta, The Accademia della Crusca: past and present di Arturo Tosi, originariamente pubblicato su "Language Policy", Springer, 2011, vol. 10 (4), p. 289-303
L'articolo ripercorre la storia dell'Accademia della Crusca dalla fondazione agli anni delle presidenze di Giovanni Nencioni e Giacomo Devoto, ricostruendo le tappe dell'opera lessicografica e sottolineandone l'importanza all'interno di una prospettiva storico-linguistica.
L'autore è docente di sociolinguistica presso l'Università degli Studi di Siena e professore emerito presso la School of Modern Languages, Literatures and Cultures della Royal Holloway University of London.

Ancora sulla ludolinguistica

Diffondiamo in questa sezione l'intervista a Anthony Mollica, professor emeritus della Brock University (St. Catharines, Ontario, Canada), curata da Lua Albano per il sito INformalingua.

Anthony Mollica da anni è impegnato nell'insegnamento dell'italiano all'estero e nella promozione della nostra lingua. Ha tenuto corsi di didattica delle lingue e di Ludolinguistica, alla quale è dedicato il corso "Giocando si impara. Modelli, tecniche e strumenti per insegnare italiano a stranieri", che il professore terrà dall'11 al 15 luglio 2016 all'Università per Stranieri di Siena (maggiori informazioni sono disponibili nella sezione "Eventi" del nostro sito). In questo quadro si inserisce anche il suo recente articolo Salviamo il congiuntivo, pubblicato sul numero di settembre 2015 della rivista "Lavori in corso".

Un frutto esotico in orti, giardini e... al supermercato: il Diospyros kaki L.

L’articolo di Annalisa Nesi che pubblichiamo nasce dalle numerosissime domande arrivate alla nostra redazione di Consulenza linguistica sulla denominazione del diospero (o caco, o kaki, o...), un frutto esotico ormai diffuso e conosciuto, ma il cui nome presenta moltissime varianti e oscillazioni grafiche distribuite su tutto il territorio italiano. Proprio questa straordinaria ricchezza di termini e l’ampia documentazione a disposizione, così ben ripercorse da Annalisa Nesi, hanno trasformato quella che poteva essere una risposta di consulenza in questo articolo decisamente “polposo” proprio come il frutto di cui si parla.

Come si commenta un testo letterario?

Il problema della lettura e del commento dei testi letterari a scuola ritorna periodicamente a interrogare insegnanti, letterati e linguisti. In questo articolo (già pubblicato nel 2013 sulle pagine  del semestrale La Crusca per voi n° 47), Gian Luigi Beccaria, accademico della Crusca e illustre linguista, ci offre interessanti spunti di riflessione sul modo con cui, a suo avviso, bisogna avvicinarsi ai grandi classici della nostra letteratura. In particolare, di fronte alle ricorrenti proposte di tradurre in italiano moderno Dante, Machiavelli, Leopardi, espone una serie di ragioni per sostenere che si tratta di un’operazione che toglie molto al testo senza peraltro diminuire la fatica comunque necessaria a leggere e comprendere un’opera letteraria. L’italiano scritto, in particolare quello letterario – e qui la prospettiva si fa primariamente linguistica – gode di un innegabile privilegio: nel corso dei secoli non ha subito trasformazioni radicali, tali da renderlo incomprensibile ai lettori contemporanei; noi italiani abbiamo quindi la possibilità di accedere direttamente ai nostri classici per la cui piena comprensione, non solo di contenuti ma anche di percezione delle forme, saranno sufficienti un buon commento linguistico e un bravo insegnante.

Fiumi femminili, fiumi maschili

Sull'onda delle molte domande giunte al nostro Centro di consulenza linguistica intorno al genere degli idronimi, Massimo Fanfani, autore anche della scheda pubblicata sull'argomento nella sezione dedicata, affronta il tema in un articolo in cui dapprima analizza le motivazioni remote che possono giustificare il genere delle denominazioni tradizionali e successivamente si concentra su un caso emblematico, quello del fiume Piave, in un percorso che si snoda tra storia della lingua e storia della nazione.

Da Carlomagno in poi. La mano che scrive e l’occhio che legge

Il numero 49 del nostro periodico La Crusca per voi è uscito con un prezioso inserto, intitolato "Da Carlomagno a noi. La mano che scrive e l'occhio che legge" scritto dal noto paleografo Attilio Bartoli Langeli. Ripubblichiamo qui il testo in cui è tracciata, in una sintesi magistrale, la storia dell'attività scrittoria a partire dalla riforma culturale attuata da Carlo Magno per arrivare fino ai nostri giorni. Un percorso fondante per la civiltà europea che si è compiuto a più livelli, dall'atto creativo di letterati che hanno modificato e limato le loro opere fino a renderle capolavori, alle scritture comuni prodotte per esprimere il pensiero e operare nella società, fino alle scritture di semicolti che, proprio grazie a questo strumento, sono riusciti talvolta a superare l'emarginazione e l'isolamento. 

Serge Vanvolsem e l’Accademia della Crusca

Pubblichiamo il discorso di Nicoletta Maraschio tenuto a Lovanio il 29 novembre 2014 in occasione della Seduta accademica in ricordo di Serge Vanvolsem "...noto a chi cresciuto tra noi...".
Nicoletta Maraschio è la presidente onoraria dell'Accademia della Crusca.

«Vaghe storie dell'orso...» ovvero Intorno all'ultimo caso leopardiano: nuovi "autografi" e vecchie copie dell'Infinito

Sulla questione del falso autografo dell'Infinito leopardiano pubblichiamo un articolo di Alessandro Pancheri, già apparso su Academia.edu.
Alessandro Pancheri insegna Filologia della letteratura italiana all'Università "Gabriele D'Annunzio" di Chieti-Pescara. 

Educazione finanziaria, educazione al risparmio

Il brano che pubblichiamo è tratto dal libro di Antonio Patuelli, Banche, cittadini e imprese (Rubbettino). L'autore, riflettendo sul problema della scarsa comprensibilità dei tecnicismi e degli anglicismi che abbondano nella lingua della finanza e del diritto, arricchisce di ulteriori spunti il tema dell'impatto culturale e civico dell' "analfabetismo" finanziario e giuridico, già proposto in un suo articolo pubblicato sul sito dell'Accademia, Investire in parole chiare. 
Antonio Patuelli è presidente dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) e giornalista.

Dall'esperienza della "Lingua delle città": spunti e riflessioni per la lessicografia italiana

In occasione della presentazione dei volumi La lingua delle città. LinCi. La banca dati (a cura di Annalisa Nesi e Teresa Poggi Salani) e La lingua delle città. Raccolta di studi (a cura di Annalisa Nesi) che si terrà a Siena il 13 maggio 2014, proponiamo questo articolo uscito negli Atti del Convegno di Studi Lessicografia dialettale ricordando Paolo Zolli (Roma-Padova, Antenore, 2006), in cui le due autrici delineavano i criteri e le potenzialità del progetto che ha coinvolto in un primo tempo diciotto città (ormai diventate 31) distribuite da nord a sud su tutto il territorio italiano. Oggetto dell’indagine è l’italiano in quanto lingua di comunicazione innanzitutto parlata, corrente e informale, saggiato mediante un questionario che ha permesso di mettere a confronto parole e forme unitarie, con quelle attribuibili invece a una persistenza di usi localmente radicati.

La lingua italiana e l’economia

In merito alla discussione sul tema del rapporto fra lingua, economia e finanza, presentiamo un articolo di Alfredo Gigliobianco, capo della divisione Storia economica del servizio Studi della Banca d'Italia. L’intervento sviluppa la riflessione già proposta nel Tema, sul rapporto fra lessicografia e linguaggio specialistico, analizzando alcuni termini-chiave della lingua dell’economia.
Vi invitiamo a partecipare alla discussione sulla pagina del Tema.
 

Investire in parole chiare

Pubblichiamo volentieri questo articolo di Antonio Patuelli comparso sul "Sole 24 Ore" domenica 22 settembre 2013.
L'autore propone una riflessione sull'impatto culturale e giuridico della lingua usata nei documenti economici.
Antonio Patuelli è presidente dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) e giornalista. 

Gli italianismi nel portoghese brasiliano

L’articolo che proponiamo anticipa la pubblicazione nel sito dell’Accademia di tre diverse banche dati sugli italianismi del portoghese brasiliano. Le prime due, realizzate da Alessandra Paola Caramori*, sono costituite da un repertorio di modi di dire relativi agli animali e da una scelta di espressioni tratte dagli scritti di Gianni Rodari che trovano corrispondenza in opere della letteratura brasiliana della seconda metà del Novecento.
Entrambi i lavori sono stati svolti parallelamente a un’altra ricerca, commissionata dalla casa editrice Utet, i cui risultati sarebbero dovuti entrare nel volume collettaneo Gli italianismi nel mondo, che non è stato pubblicato. Gli autori, Alessandra Paola Caramori, Bruno Oliveira Maroneze, Ieda Maria Alves e Paola Giustina Baccin (docenti presso diverse Università brasiliane) sono felici di rendere presto disponibile questa banca dati nel sito dell’Accademia della Crusca. La loro ricerca ha avuto l’obiettivo di individuare solo gli italianismi presenti nel portoghese del Brasile, senza considerare invece i molti già acquisiti dal portoghese europeo. È noto infatti che in Brasile la lingua portoghese ha alcune specificità, tra cui quella di essere stata notevolmente influenzata, appunto, dall’italiano degli immigrati.

*Questo articolo è stato rielaborato durante la permanenza a Firenze di Alessandra Paola Caramori che ha svolto il suo post doc presso l’Accademia della Crusca da febbraio a luglio 2013, grazie a una borsa di studio CAPES (Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior). L’autrice ringrazia Raffaella Setti per la rilettura del suo testo e per gli utili consigli.

Discorrendo su... Parole di Firenze

L’articolo che presentiamo è stato letto da Annalisa Nesi nell’ambito della presentazione del volume Parole di Firenze - dal Vocabolario del fiorentino contemporaneo (Firenze, Accademia della Crusca, 2012) tenutasi il 12 maggio 2013 nella sede della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Annalisa Nesi, docente ordinario di Storia della Lingua italiana (presso il Dipartimento di Filologia e critica della letteratura dell’Università di Siena) si occupa in special modo dei rapporti tra lingua e varietà regionali e dialettali con particolare riguardo all’area Toscana. Dando spazio e voce ai suoi interessi nell’ambito dialettologico, Nesi mette in luce il particolare “incontro” realizzatosi nel Vocabolario del fiorentino contemporaneo e conseguentemente in Parole di Firenze, che ne rappresenta un primo saggio (benché di taglio particolare), tra la metodologia dell’inchiesta su campo, propria della geolinguistica, e la lessicografia dialettale, sottolineandone l’applicazione alla complessa realtà di un centro urbano che, nella fattispecie, è anche la città culla della lingua. Le riflessioni di Nesi si muovono tra la dimensione dell’analisi scientifica della linguista, la partecipazione della ricercatrice su campo e il sentire di una fiorentina per residenza ma non per origine.

Lingua sport telegiornale: trent'anni senza ripartenze

In concomitanza con il Convegno Il portale della TV, la TV dei portali (Accademia della Crusca, 8 marzo 2013) proponiamo questo articolo di Mario Piotti, uscito nel 2010 nel volume L’italiano televisivo 1976-2006 (curato dallo stesso Piotti con Elisabetta Mauroni e pubblicato dall’Accademia della Crusca) che raccoglie gli Atti di un Convegno svoltosi a Milano (15-16 giugno 2009) per illustrare i primi risultati di un progetto Prin dedicato all’italiano della televisione.
Nel suo contributo Mario Piotti individua nello sport e nel suo linguaggio un elemento costitutivo e quasi “genetico” della televisione: il rapporto tra sport e TV è trasversale a più generi, dall’informazione all’intrattenimento, dal talk show alla fiction fino addirittura ai reality show. In questo stretto legame la TV ha contribuito in modo determinante a elevare alla massima popolarità gli sport più generalisti, mentre lo sport, con i suoi grandi eventi e la costante innovazione anche linguistica, ha offerto alla TV immancabili momenti di sperimentazione.
In particolare, ritagliando una piccola parte del rapporto tra televisione e sport, Piotti prende qui in esame la lingua dell’informazione sportiva all’interno del telegiornale generalista per descriverne i tratti che maggiormente spingono nella direzione dell’oralità e della semplificazione, producendo talvolta stereotipi che, per quando semplificati e “popolari”, restano sempre forme limitanti per la ricchezza e la varietà propria delle lingue.