Articolo

Dante nella poesia del Novecento

Riproponiamo,  grazie alla gentile concessione dell’autrice e dell’editore, l’intervento di Maria Antonietta Grignani, Dante nella poesia del Novecento, al Festival Dante 2021 promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che si è svolto, nella sua prima edizione, a Ravenna nel settembre 2011. Il testo raccoglie alcune riflessioni sugli influssi di Dante nella poesia novecentesca attraverso esempi e confronti tra passi della Divina Commedia e testi poetici di Montale, Caproni, Luzi, Zanzotto, Sereni. Il lettore è condotto in un breve ma intenso itinerario di “ritorni” a Dante che, pur distorto e frantumato nella percezione e visione della complessità contemporanea, resta serbatoio inesauribile di parole e immagini che coprono una gamma sterminata di situazioni e registri diversi (il testo è pubblicato nel volume Conversazioni di Dante 2021, I/2011, a cura di Domenico De Martino, Ravenna, Longo editore, 2012, pp. 87-94).

Una palestra fiorentina per l’italiano in movimento: «io bisogna ve ne parli»

In questo articolo l’Autore esamina un costrutto tipico del fiorentino, ma non percepito come tale da chi lo usa, e che quindi può affiorare anche nel parlato “in lingua”; la sequenza in esame è il tipo io bisogna + verbo al congiuntivo: io bisogna vada, ti saluti, lo dica o ne parli. In un confronto condotto sui due versanti, quello della lingua, soprattutto parlata, e quello della varietà locale fiorentina, che con la lingua intrattiene un rapporto tutto particolare, Binazzi mette a fuoco la dinamica di pressioni reciproche tra lingua e dialetto visti nella loro complessità di aspetti, in cui peculiarità di lingua sostengono usi locali e usi locali (inconsapevoli) contribuiscono ad ampliare le potenzialità d’impiego di modalità di portata sovralocale.
Il testo è pubblicato in Giovanni Ruffino e Mari D’Agostino (a cura di), Storia della lingua italiana e dialettologia. Atti dell’VIII Convegno Internazionale dell’ASLI, Palermo, 29-31 ottobre 2009. Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani 2010, pp. 249-264.

L’italiano e le canzoni

Introduzione al concerto di Composizioni di musica risorgimentale (Teatro Goldoni di Firenze)

In occasione del IX Convegno internazionale ASLI, intitolato "Storia della lingua italiana e storia dell'Italia unita. L'italiano e lo Stato nazionale" (Firenze, 2-4 dicembre 2010), al Teatro Goldoni di Firenze, l'Ensemble corale del Maggio Formazione, diretto dal Maestro Carlomoreno Volpini, ha eseguito un concerto di Composizioni di musica risorgimentale.
Il professor Luciano Alberti, che ha curato il programma della serata, ha gentilmente messo a disposizione il testo della sua ricchissima introduzione, che con grande piacere pubblichiamo, in cui appare con grande chiarezza come la passione che animò i patrioti abbia trovato una delle sue massime espressioni nella musica e nelle parole di opere e canzoni popolari risorgimentali.

Discorso di saluto

Pubblichiamo il discorso di saluto che Alfredo Bosi, membro dell'Accademia Brasiliana di Lettere, ha rivolto ai partecipanti della manifestazione La piazza delle lingue 2010: l'italiano degli altri che si è svolta a Firenze il 27 e 28 maggio 2010.
Alfredo Bosi, in questo intervento, traccia per grandi linee i momenti fondamentali del suo incontro con la cultura e la lingua italiana, la presenza degli italiani in Brasile e la sua esperienza di studio universitario a Firenze negli anni Sessanta.

Mario Luzi e/a Castello

Il 26 febbraio scorso è stata dedicata una serata alla memoria del poeta fiorentino Mario Luzi, evento organizzato dal Comune di Firenze e dal Quartiere 5-Rifredi in collaborazione con l'Accademia della Crusca. La commemorazione si è svolta nella chiesa di San Michele a Castello, frazione in cui il poeta è nato, ha trascorso i primi anni della sua infanzia e dove poi è tornato nelle ultime fasi della vita, per poi trovarvi sepoltura.
Giuseppe Nicoletti, professore ordinario dell'Università di Firenze, è intervenuto con un bellissimo Ricordo di Mario Luzi poeta, uomo di cultura, docente universitario. Il testo che segue è un estratto di questo Ricordo che l'autore stesso ha "ritagliato" proprio per la Crusca e ha pensato di offrire perché venisse reso pubblico attraverso le pagine del sito dell'Accademia, di cui Mario Luzi era diventato membro effettivo nel 2003.

La lingua: il nostro passato e il nostro futuro. Considerazioni sull'italiano nel quadro del multilinguismo attuale

In occasione del 75° Congresso Mondiale dell'IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions, Milano, 23-27 agosto 2009) Nicoletta Maraschio, presidente dell'Accademia della Crusca, ha pronunciato la tradizionale prolusione prevista dalla cerimonia di apertura sul tema La lingua: il nostro passato e il nostro futuro. Riproponiamo le due versioni, in italiano e in inglese, del testo in cui Nicoletta Maraschio ripercorre le fasi fondamentali della storia della lingua italiana come bene materiale concretamente disponibile nel patrimonio librario, ma soprattutto come bene culturale immateriale che si è diffuso tra tutti i parlanti e gli scriventi nel territorio italiano, lasciando molte sue tracce anche oltre i confini nazionali. L'italiano poi è inserito nel quadro del multilinguismo europeo, in quella che Francesco Sabatini ha chiamato "tempesta delle lingue", una sfida recente che tutte le lingue si trovano a dover fronteggiare.

Discorso di apertura dei lavori per La Piazza delle Lingue 2009: Esperienze di multilinguismo in atto

Su gentile concessione dell'autrice siamo lieti di ospitare, in questa sezione del sito dell'Accademia della Crusca, il testo con cui Corina Casanova, Cancelliera della Confederazione Elvetica, ha aperto i lavori dell'incontro di studio con una relazione su «La Svizzera come laboratorio d'Europa». La giornata di studio si è svolta all'interno della terza edizione della Piazza delle Lingue (Firenze, 21-23 maggio 2009), realizzata quest'anno in collaborazione con l'Ambasciata di Svizzera in Italia e dedicata al tema Esperienze di multilinguismo in atto. In questa prospettiva si è posta particolare attenzione alla situazione del multilinguismo in Svizzera (vero laboratorio linguistico d'Europa), nei Balcani, in Belgio, in Italia, a Malta e in seno all'Unione Europea. Corina Casanova mette bene in luce come l'unità nella diversità conferisca al plurilinguismo elvetico una particolare valenza politica, rappresentando un importante fattore di coesione nazionale e come l'esperienza della Svizzera possa servire da modello per gli altri paesi europei che solo da pochi anni stanno affrontando sempre più da vicino la dimensione del multilinguismo.

Una politica per l’italiano: dalla scuola all’Università alle professioni

Articolo uscito sulla Crusca per voi (n° 36, aprile 2008) come introduzione ai testi di Michele Gazzola su Internazionalizzazione dell’Università e nuove sfide per la lingua italiana e di Ralph Mocikat e Hermann Dieter sull’Uso della madrelingua nelle scienze naturali

L'influsso dello spazio linguistico italiano sull'area balcanica: diacronia e sincronia

Per gentile concessione dell'autore pubblichiamo la relazione che Emanuele Banfi (Università degli studi di Milano-Bicocca) ha tenuto a Tirana il 16 ottobre 2008 in occasione del Convegno Italicità e media nei Paesi dell'Europa Sud - Orientale promosso dalla Comunità Radiotelevisiva Italofona ospite della Radiotelevisione Albanese RTSH.

Nel suo contributo Emanuele Banfi offre un'ampia trattazione in chiave storica e sociolinguistica dell'influsso dell'italiano sull'area balcanica, una zona che è stata scenario di "dinamiche linguistiche intercorrenti" in cui l'italiano ha svolto il ruolo di uno dei molti "attori" partecipanti

Autodiacronia linguistica: un caso personale

Proponiamo al pubblico il testo che Giovanni Nencioni presentò in una conferenza tenuta a Firenze nel maggio 1982 all'interno di un corso sul tema "La lingua italiana in movimento" organizzato dall'Accademia della Crusca e poi pubblicato nei «Quaderni dell'Atlante Lessicale Toscano» (1 - 1983). Si tratta di uno scavo, a ritroso nel tempo, nella sua esperienza di parlante, alla ricerca di parole, locuzioni, modi di dire, usi linguistici consueti nella sua famiglia quando lui era bambino e ragazzo e poi gradualmente persi o sostituiti da nuove forme. Nencioni mostra con grande vivacità come sia possibile anche nell'arco di una vita, certo lunga e vissuta in un secolo di profonde e veloci trasformazioni, raccogliere elementi sufficienti a costruire una storia linguistica personale.

Severina Parodi storica dell'Accademia della Crusca

Il 3 marzo di quest'anno ricorrono cinque anni dalla scomparsa di Severina Parodi (1925-2003) e gli accademici, i dipendenti e i collaboratori dell'Accademia della Crusca insieme a tutti gli studiosi che l'hanno incontrata nelle stanze dell'Accademia desiderano ricordare, in questa occasione, i suoi studi e la sua opera preziosa. Con tale intenzione si propone questo scritto in cui Bice Mortara Garavelli ripercorre, con grande precisione e partecipazione, la storia e l'attività di Severina Parodi. Il testo era stato letto nel dicembre 2005 nell'ambito dell'evento Navigare fra le parole, in occasione dell'inaugurazione ufficiale del nuovo Archivio Storico dell'Accademia e della sua intitolazione alla studiosa e accademica, per mantenere sempre vivo il ricordo di una vita dedicata alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio dell'Accademia.

Intervento al convegno Le lingue d'Europa, patrimonio comune dei cittadini europei

Il 3 luglio scorso a Firenze, nella sede dell'Accademia della Crusca, si è svolto un incontro dedicato al tema "Le lingue d'Europa, patrimonio comune dei cittadini europei" che ha aperto due giorni di incontri internazionali (a Firenze e a Bologna) dedicati al tema del multilinguismo e ai rapporti tra le lingue della Comunità Europea. L'incontro ha fatto da cornice all'iniziativa dell'Accademia della Crusca, del Comune di Firenze e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea di denominare l'ampio spazio verde che si apre davanti alla sede dell'Accademia "Piazza delle Lingue d'Europa", con l'intento di offrire un luogo ideale nel quale ogni popolo del continente possa attestare e celebrare, in armonia con gli altri popoli, la storia della propria identità linguistica e culturale. Proponiamo ai nostri lettori il testo del messaggio video di Leonard Orban, commissario europeo per il multilinguismo, nel quale sono messi in evidenza i principi che guidano la politica linguistica della Commissione europea.

Insegnare Italiano: modelli per lo studio della lingua

Il problema dell'insegnamento della grammatica a scuola è stato, negli ultimi anni, di grande attualità e ha suscitato ampi dibattiti tra linguisti e docenti di scuole di ogni ordine e grado. L'Accademia della Crusca in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale ha organizzato nell'anno 2005/2006 un corso di aggiornamento per insegnanti sul tema Insegnare Italiano: modelli per lo studio della lingua che ha suscitato grande interesse. Nell'articolo che pubblichiamo Elisabetta Tortelli e Roberta Bandinelli, due insegnanti che hanno partecipato al corso e che continuano a svolgere attività di formazione presso le scuole della Toscana, offrono una sintesi dei temi affrontati nel corso e puntano l'attenzione sull'importanza della diffusione di nuovi modelli per l'insegnamento della grammatica e sugli effetti che possono produrre nella pratica didattica.

L'onestà delle parole

La relazione qui pubblicata è stata presentata da Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale, in occasione del convegno "Lingua, cultura e democrazia. I nuovi analfabetismi nella società della conoscenza", promosso dalla Regione Toscana per presentare i risultati di una ricerca realizzata dall'IRPET (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) con la collaborazione dell'Accademia della Crusca.
La riproponiamo qui per i nostri lettori.

Aspetti della lessicografia bilingue. Presentazione del Grande Dizionario italiano-polacco

Elżbieta Jamrozik è professore in linguistica (studi in sintassi e semantica delle lingue romanze) presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Varsavia. È autrice di opere lessicografiche (Mini-słownik włosko-polski polsko-włoski, PWN 2000) e coautrice del Grande Dizionario italiano-polacco che da vari anni vede impegnato un gruppo di ricercatrici all'interno di un progetto a cui l'Accademia della Crusca ha dato il proprio sostegno.

L'uso dell'italiano nell'ambito dell'Unione europea

Jane Nystedt insegna all'Università di Stoccolma. Il discorso qui pubblicato è stato tenuto presso l'Accademia della Crusca il 29 novembre 2005, durante il Convegno La Toscana per le lingue d'Europa, nell'ambito della Festa della Toscana 2005.

La prospettiva biolinguistica 50 anni dopo

Viene qui presentato in traduzione italiana il testo della lezione tenuta da Noam Chomsky in occasione della cerimonia di assegnazione della laurea honoris causa conferitagli il 16 aprile 2004 nell’ambito dei festeggiamenti per gli 80 anni dell’Università degli Studi di Firenze. La traduzione è a cura di Vera Gheno e Federico Damonte e si è avvalsa della collaborazione di Maria Rita Manzini e Leonardo M. Savoia.
Nel formato .PDF, alla lezione tradotta viene affiancata anche la versione originale in inglese, pubblicata sulla rivista «Quaderni del Dipartimento di Linguistica», 14 (2004).
Si ringrazia il Direttore del Dipartimento di Linguistica dell’Università di Firenze Leonardo M. Savoia per averne permesso la pubblicazione sul sito web dell’Accademia della Crusca.

L'Accademia della Crusca e la lingua italiana fra Nazione e Europa

Comunicazione tenuta a Stoccolma presso l'Istituto italiano di cultura, il 20 ottobre 2003, in occasione della terza Settimana della lingua italiana nel mondo.

Le novità del lessico italiano

Giovanni Adamo (primo ricercatore del CNR e Presidente dell'Associazione Italiana per la Terminologia - Ass.I.Term) e Valeria della Valle (professoressa associata di "Lessicografia e lessicologia italiana" presso l'Università di Roma «La Sapienza») si occupano da anni di terminologia, con particolare attenzione ai neologismi della nostra lingua. Entrambi fanno parte del CLIC e nell'ambito dell'attività svolta all'interno del centro dell'Accademia hanno preparato questo articolo, che sarà prossimamente pubblicato sulla «Crusca per voi» e che offriamo qui in anteprima.
I due autori hanno insieme lavorato al volume Neologismi quotidiani. Un dizionario a cavallo del millennio (1998-2003), Firenze, Olschki, 2003, di cui l'articolo proposto traccia una rapida ma esauriente sintesi.

Per una storia del termine italiano libertà

L'intervento Per una storia del termine italiano libertà, di Nicoletta Maraschio (Vicepresidente dell'Accademia della Crusca e Prof. Ordinario di Storia della Lingua Italiana all'Università di Firenze) e Pär Larson (Ricercatore presso l'Istituto dell'Opera del Vocabolario Italiano del CNR), completa il Dizionario della Libertà, un volume promosso dalla regione Toscana e realizzato con la collaborazione dell'Accademia della Crusca.
Il Dizionario, edito dall'editore Passigli, contiene la trattazione di 27 voci (una per ogni lettera dell'alfabeto internazionale più un fonema aggiunto per l'arabo e per l'ebraico), scelte per suscitare una riflessione sul valore etico e civile, letterario e scientifico della parola Libertà. L'opera è stata presentata il 20 novembre scorso nella Sala del Cenacolo, alla Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Profili (anche linguistici) dei flussi giuridici

L'articolo Profili (anche linguistici) dei flussi giuridici di Maurizio Lupoi (Prof. Ordinario di Diritto Comparato, Università di Genova) è stato presentato dall'autore ad una riunione del CLIC e rispecchia da vicino l'interesse per la lingua giuridica che è stato particolarmente coltivato in Accademia negli ultimi anni. Ne è testimonianza anche il convegno interdisciplinare, organizzato insieme al Consiglio nazionale Forense , La lingua, la legge la professione forense (Firenze 31 gennaio-1 febbraio 2002) del quale si può leggere l'ampia recensione di Patrizia Bellucci sull'ultimo numero de La Crusca per voi (n. 24, pp. 5-7).


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