Accade? sì, ma può anche capitare

Abbiamo ricevuto vari quesiti a proposito della costruzione e del significato dei verbi accadere e capitare.

Risposta

Una prima domanda riguarda la costruzione transitiva o intransitiva di accadere. Diciamo subito che si tratta di un verbo intransitivo, come riportano concordemente i vocabolari. La questione nasce dalla presunta presenza di un complemento oggetto in frasi come “è accaduto un incidente”: nella frase appena vista l’elemento che segue il verbo è un soggetto, e con ciò si potrebbe chiudere la risposta. Il dubbio è tuttavia interessante, perché può costituire lo spunto per capire meglio il funzionamento delle relazioni grammaticali fondamentali, cioè quelle che intercorrono tra verbo, soggetto e complemento oggetto. Accadere può essere seguito da un sintagma nominale (“è accaduto un fatto insolito”) o da una proposizione soggettiva (esplicita o implicita: “accade che si arrivi in ritardo / accade di perdere il treno”). Quando è seguito da un elemento nominale, il fatto che questo non sia preceduto da preposizione e la collocazione dopo il verbo potrebbero indurre a considerarlo un complemento oggetto (alla stregua di “mangio un piatto appetitoso”).

Mettiamo da parte i vocabolari e le fonti normative e ragioniamo empiricamente: il fatto che accadere sia un verbo intransitivo si può stabilire con due semplici verifiche: 1) richiede nella coniugazione attiva l’ausiliare essere; 2) l’elemento nominale che segue il verbo determina l’accordo col predicato verbale: “è accaduto un fatto importante” / “sono accaduti (dei) fatti importanti”. Governare l’accordo col verbo è una proprietà del soggetto e non del complemento oggetto (“ho visto un concerto” / “ho visto tanti concerti”). Per comprendere ulteriormente l’origine del dubbio possiamo aggiungere che accadere appartiene a una categoria particolare di verbi intransitivi, detti inaccusativi. Il soggetto dei verbi inaccusativi condivide alcune caratteristiche proprie del complemento oggetto dei verbi transitivi, tra cui la collocazione dopo il verbo. Insomma, per dirla in parole semplici, in questi casi il soggetto ha delle caratteristiche che lo fanno assomigliare un po’ al complemento oggetto. Per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda a Giampaolo Salvi, La frase semplice, in Renzi-Salvi-Cardinaletti 1995, vol. I, pp. 47-55.

Una seconda questione riguarda l’eventuale differenza di significato tra accadere e capitare (limitatamente al significato di ‘succedere’). Una lettrice ci chiede se abbia senso una frase come “Voler bene non capita, accade”, che sembra contrapporre qualcosa di casuale e inatteso (capitare) a qualcosa di cui si creano le premesse (accadere). Ricordando che in generale la sinonimia assoluta è molto rara, possiamo dire che in questo caso i due verbi hanno in buona sostanza lo stesso significato, e cioè fanno riferimento a un evento che succede per caso o in modo inatteso, improvviso. Ma non necessariamente: possiamo infatti usarli entrambi per riferirci a conseguenze attese a partire da determinate premesse: “sono cose che capitano (o che accadono) a chi è troppo spericolato”; potremmo infatti tranquillamente sostituire capitare con accadere, mantenendo la stessa accezione, semmai con una virata verso il registro più formale.

Rimanendo sul significato, il fatto che di solito l’evento che capita (o accade) sia inatteso non esclude altre possibilità. Aiutiamoci con due esempi d’autore, tratti dal PTLLIN. Elio Vittorini in Le donne di Messina (1949), usa accadere per indicare un’azione usuale:

“Fascista!” gli gridò d’un tratto. Il giovane riaprì gli occhi subito. “M’hai chiamato fascista?” Parve semplicemente domandasse, come accade che uno domandi nel dubbio di non aver udito bene.

Poco dopo, nello stesso romanzo, l’autore usa capitare in relazione a un’azione intenzionale, compiuta o non compiuta dai diversi personaggi:

Al friulano e alla Marietta capita di scendere, per il loro commercio, anche nelle vie deserte dell’agosto di Ferrara, dove le selci non hanno che segni di bruciato dai cavalli e le ruote che le percorsero. Ma non capita mai che lo zio Agrippa scenda. Egli prosegue sempre.

Possiamo infine tranquillizzare la lettrice che esprime sorpresa per aver trovato riferimenti alla coniugazione del verbo in tutte le persone. Accadere si usa solo alla terza persona (singolare e plurale), come correttamente riportato dai dizionari. L’equivoco potrebbe essere stato generato dal fatto che alcune fonti presenti in rete (per es. il Wikizionario o Virgilio, consultati nell’agosto 2025) riportano uno schema di coniugazione “riempito” automaticamente per tutte le persone. Ma, come sappiamo, nel mondo digitale è ancor più necessario che in quello analogico valutare l’attendibilità delle fonti.

Massimo Palermo

7 gennaio 2026


  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Servizio civile regionale 2026-2027

Avviso da Crusca

È aperto il bando per il Servizio civile regionale 2026-2027.

Questionario di gradimento della Biblioteca dell'Accademia della Crusca

Avviso dalla biblioteca

Questionario di rilevazione della soddisfazione degli utenti

Avviso dall'archivio


Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Il Presidente dell’Accademia della Crusca Paolo D’Achille ospite del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”

In occasione della terza tornata del 2026, presentate due nuove pale accademiche

18 mag 2026

Ricordo di Maria Grossmann

11 mag 2026

Rielezione del presidente Paolo D'Achille e del Consiglio direttivo dell'Accademia

28 apr 2026

L'Accademia della Crusca e il Bosco degli scrittori di Aboca Edizioni

23 apr 2026

Il conferimento della laurea honoris causa a Sergio Mattarella da parte dell'Università di Firenze

10 mar 2026

I vincitori e le vincitrici dei David di Donatello “Rivelazioni italiane 2026” in visita all'Accademia della Crusca

10 mar 2026

All'Accademia della Crusca la giornata Le Ville Medicee: patrimonio UNESCO da vivere

04 mar 2026

Vai alla sezione