Come spesso accade, i lettori segnalano che nella nostra lingua “manca” una parola e propongono possibili soluzioni: in questo caso si tratta della mancanza di un aggettivo derivato dal verbo intrattenere, che sia legittimato dalla registrazione lessicografica. Le parole possibili e proposte dai lettori sono, oltre al participio presente intrattenente, gli aggettivi intrattenevole e intrattenitivo.
Esaminiamo questo caso lessicale, partendo, un po’ alla lontana ma nemmeno tanto, dal verbo intrattenere e da alcuni dei suoi derivati, anche in relazione alle lingue francese e inglese. Intrattenere è parola della nostra lingua dal secolo XV, formata da intra- (per inter- ‘in mezzo’) e tenere, come il precedente entretenir francese (sec. XII): tra i suoi diversi significati, uno importante è “Far passare il tempo in modo gradevole, tenere compagnia in modo piacevole e divertente” (GRADIT). I vari dizionari dell’uso e storici registrano i suoi derivati intrattenimento e intrattenitore, entrambe voci antiche: intrattenitore ha acquisito in anni recenti anche l’accezione di ‘attore, cabarettista’ o più genericamente di ‘chi in uno spettacolo intrattiene il pubblico in modo brillante e divertente’, come calco dell’inglese entertainer. E le voci inglesi entertainer e entertainment, entrate nell’italiano negli anni Sessanta del secolo scorso, sono registrate dai più comuni dizionari dell’uso nelle loro ultime edizioni (Sabatini-Coletti 2024, Zingarelli 2026). A questo punto, nella vicenda dei derivati di intrattenere, entra in azione l’inglese, certo responsabile, con l’aggettivo participiale entertaining (documentato nella lingua inglese dal secolo XV, cfr. OED, ma non registrato nei dizionari italiani), del senso di assenza, lamentata dai lettori, di un aggettivo italiano corrispondente.
C’è chi ci chiede (Marco D’O.) se il participio intrattenente può essere usato in funzione aggettivale in una frase come “questo film è intrattenente”, quindi, aggiungiamo, come corrispondente dell’inglese entertaining. Rispondiamo al lettore con qualche osservazione su intrattenente, participio presente non lemmatizzato, in quanto tale, dai dizionari, la cui evoluzione nell’uso scritto può essere ben documentata nella rete, con la consueta ricerca su Google libri. La ricerca ci presenta una settantina di occorrenze della parola intrattenente, la maggior parte delle quali con valore verbale (del tipo “intrattenente un rapporto di collaborazione”), a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, lungo il Novecento fino agli anni Novanta (pochissimi gli esempi successivi in funzione verbale). La funzione aggettivale, nel significato di ‘piacevole, coinvolgente, interessante, leggero’ appare documentata, oltre che in dizionari inglese-italiano (già in quello di Giuseppe Baretti alla fine del Settecento: Dizionario delle lingue italiana, ed inglese, Venezia, Pezzana, 1787), in testi di saggistica, occasionalmente dagli anni Sessanta, più stabilmente dagli anni Duemila. Si tratta quindi di un uso tendenzialmente colto. Ne estrapoliamo qualche esempio scelto tra i primi in ordine cronologico:
La sua aspirazione suprema che un lavoro teatrale fosse “intrattenente” (Verso un nuovo impegno?, “Sipario”, 1968, p. 6)
Se l’Esecuzione è un momento pratico pratico, intrattenente, e magari sonniferente, il suo carattere scritturale la esenta (Edoardo Sanguineti, Giornalino secondo: 1976-77, Torino, Einaudi, 1979, p. 63)
Sintesi armoniosa e intrattenente di finito e infinito (“Rivista di estetica”, vol. XXXI, 1991, p. 68)
Il tipo intrattenente, molto frequente nell’arte pubblicitaria odierna, sta per apparire anche nell’ambito dell’APD (annuncio pubblicitario di destinazione). (Gudrum Held, L’annuncio pubblicitario di destinazione, in Generi, forme e architetture testuali, a cura di Paolo D’Achille, Firenze, Cesati, 2004, vol. I, p. 271)
Per la rete, si vedano anche la risposta in “Treccani Magazine” alla richiesta di inserire intrattenente nel Vocabolario:
Come calco semantico dell’ingl. entertaining (che vale ‘divertente’), intrattenente ha sporadiche attestazioni, finora, forse perché adoperato più nell’italiano parlato o trasmesso, svelto e colloquiale di radio, tv – specialmente se private, con animatori e dj giovani – che nello scritto. Ringraziando chi ci ha segnalato intrattenente (che senz’altro mantiene un legame diretto anche con il verbo italianissimo di cui rappresenta la forma del participio presente, di scarso uso), mettiamo la parola in quarantena, aspettando sviluppi circa una sua eventuale più ampia e certificata diffusione.
e il commento in Slengo:
Aggettivo per indicare qualcosa che fornisce intrattenimento. Pur essendo grammaticalmente già previsto nella lingua italiana in quanto participio presente del verbo “intrattenere”, il suo uso nel linguaggio comune e informale è dovuto all’influenza della lingua inglese come calco dell’aggettivo “entertaining”, usato comunemente con lo stesso significato.
Alla richiesta per intrattenente si affiancano proposte di lettori per intrattenevole e intrattenitivo, due aggettivi che, pur non godendo di legittimazione nei dizionari, sono presenti nella Stazione lessicografica dell’Accademia della Crusca.
Di intrattenevole, due lettori, Nicole C. e Federico B., commentano positivamente le sfumature semantiche e la funzionalità, e ci chiedono se sia accettabile. Vediamone la consistenza dell’uso e poi faremo le considerazioni conclusive sulle tre parole proposte.
La Stazione Lessicografica della Crusca per intrattenevole riporta soltanto un esempio giornalistico molto recente:
Alla fine capiamo che con il suo tono intrattenevole e fantascientifico la serie parla di cose che ci riguardano da vicino, dall’equilibrio vita-lavoro alla… (Rimozione collettiva tra fiction e realtà, “la Repubblica”, 19/3/2025)
Alla ricerca della parola in rete, Google libri ci restituisce, invece, soltanto pochissime occorrenze sette-ottocentesche, e nessuna di epoca contemporanea. Il primo degli esempi ha carattere settoriale, ricorrendo in un testo di medicina: “Le cose, che precedono allo starnuto, sono un’alta ed intrattenevole inspirazione, ed un sollevamento dell’addomine” (Niccolo Graniti, Della antica e moderna medicina teorica e pratica, Venezia, Domenico Occhi, 1739, p. 90); le altre sono di àmbito editoriale e letterario: “operetta intrattenevole e morale” (“Il Messagiere tirolese”, 1830) e “È un volume al tempo stesso tanto intrattenevole e al tempo stesso spirante tanta melanconia, cui gl’Inglesi non dovrebbero aprire che esitando” (Poemi di Tommaso Gray, Venezia, Antonelli, 1847, p. 141: la stessa frase ricorre in varie edizioni di traduzioni di testi letterari inglesi del XIX secolo), certamente richiamando o traducendo l’inglese entertaining. I pochi esempi di intrattenevole sembrano dunque caratterizzarla più come voce antiquata che come voce attuale.
Passiamo infine a intrattenitivo. La lettrice che lo segnala (Rachele N.) lo dice molto usato nella lingua parlata ma anche in numerosi scritti, anche legislativi (D. Lgs. n. 127/91: “...partecipazione attiva nel caso di manifestazioni intrattenitive...”), restando però assente nei dizionari. Effettivamente, confermiamo la sua mancata registrazione nei dizionari dell’italiano dell’uso, e storici, notando che la Stazione Lessicografica della Crusca lo documenta nel corpus di rete Coliweb con una decina di esempi, e nel quotidiano “la Repubblica” con due casi recenti, uno del 2013 e l’altro del 2021, a cui possiamo aggiungere l’unico esempio offerto dall’archivio storico del “Corriere della Sera” (“hanno come valore principale quello educativo e non quello intrattenitivo”: Pierluigi Panza, Una seria democrazia peri beni culturali, 3/4/2014). Google libri, con il solito strumento della ricerca avanzata, ci restituisce una trentina di occorrenze in testi diversi, più concentrate dopo il 2000, ma qualcuna anche risalente a metà del secolo scorso: “uno spettacolo puramente intrattenitivo per le comunità negre circostanti” (Silvio D’Amico, Alessandro D’Amico, Francesco Savio, Enciclopedia dello Spettacolo, Roma, Le Maschere 1954-1962, vol. VIII, 1961, p. 477), poi nel 1973, nel 1982, negli anni Novanta e successivi. Una voce, dunque, della seconda metà del Novecento, presente nella lingua scritta giornalistica e saggistica, usata con particolare riferimento ai media e al coinvolgimento del pubblico o del singolo fruitore.
Prima di passare alle conclusioni, ci sembra opportuno fare cenno a una fonte la cui autorevolezza è controversa, non affidabile dal punto di vista della ricerca accademica, ma che è ormai difficile da ignorare consultando la rete, quella dell’Intelligenza Artificiale: una fonte che non porta dati documentari precisi, ma riassume i molti dati raccolti, in base ai quali in qualche modo fotografa una situazione e si pronuncia, offrendo una testimonianza che può modificarsi nel tempo anche molto velocemente. Per intrattenevole, AI mode (14/2/2026) riporta:
Il termine intrattenevole è un aggettivo della lingua italiana, sebbene di uso non frequentissimo, che indica qualcosa o qualcuno capace di intrattenere piacevolmente, divertire o occupare il tempo in modo dilettevole.
Ecco i punti chiave per comprenderne l’uso:
> Significato: Che offre intrattenimento; ameno, piacevole, dilettevole.
> Sinonimi: Piacevole, divertente, ameno, spassoso, gradevole.
> Esempi d’uso: “Un libro intrattenevole” (una lettura leggera e piacevole), “una persona intrattenevole” (qualcuno con cui è piacevole conversare).
> Sfumatura: Rispetto a “divertente”, suggerisce spesso un tipo di piacere più pacato
Per intrattenitivo e intrattenente, AI overview riporta (14/2/2026):
Intrattenitivo è un aggettivo utilizzato per descrivere qualcosa che ha la capacità di intrattenere, risultando piacevole, coinvolgente e capace di divertire. Derivante da “intrattenere”, descrive un contenuto o un evento (come programmi TV, spettacoli o giochi) che cattura l’interesse e offre svago al pubblico. Ecco i punti chiave:
> Significato: Si riferisce a contenuti o attività che offrono divertimento e passatempo.
> Contesto: Utilizzato per definire programmi, trasmissioni, o iniziative il cui scopo primario è il coinvolgimento del pubblico.
> Sinonimi: Divertente, spassoso, gradevole, avvincente.
Sebbene il suo uso non sia sempre formalmente canonico, è ampiamente riconosciuto nel linguaggio comune per indicare il valore di svago di un’esperienza.
E in merito alla possibile alternativa tra intrattenitivo e intrattenente, leggiamo:
Entrambi i termini descrivono qualcosa che diverte, ma intrattenente è la forma corretta come participio presente/aggettivo, mentre intrattenitivo è spesso considerato un calco meno formale o improprio. “Intrattenente” si usa per descrivere un libro, spettacolo o attività che tiene compagnia o diverte.
Punti chiave:
> Intrattenente: È il participio presente del verbo intrattenere, usato come aggettivo per descrivere qualcosa che intrattiene.
> Intrattenitivo: Sebbene talvolta usato (spesso influenzato dall’inglese o da formazioni simili), non è una forma standard o comune nel vocabolario italiano classico, preferendo “intrattenente” o sinonimi come “divertente”, “coinvolgente”, “piacevole”
In conclusione, è preferibile utilizzare intrattenente o, meglio ancora, divertente/coinvolgente.
Un ultimo tipo di informazione, o anche solo di curiosità, relativo ai tre aggettivi in questione può riguardare i corrispondenti italiani dell’inglese entertaining, che certamente, come anche ricordato dai lettori, ha incidenza sul nostro “caso lessicale”. La consultazione di diversi dizionari inglese-italiano disponibili in rete offre risultati molto chiari: nessuno dei tre aggettivi ricorre come traducente accanto agli aggettivi divertente (unico corrispondente italiano indicato dall’OED), piacevole, interessante, coinvolgente, appassionante, ricreativo, ludico. I traduttori automatici propongono generalmente divertente.
Possiamo a questo punto tirare le somme della nostra breve indagine ed esprimere un parere sui tre aggettivi proposti dai lettori, intrattenente, intrattenevole e intrattenitivo, confermandone, prima di tutto, la comune assenza di registrazione da parte dei dizionari, al momento in cui scriviamo, il che non esclude che qualcosa possa cambiare in prossime riedizioni.
Dal punto di vista della formazione, sono tutti e tre legittimi derivati dal verbo intrattenere: uno come sua forma di participio presente, con funzione verbale (“istituzione intrattenente un rapporto di collaborazione”) o anche solo aggettivale (“uno spettacolo intrattenente”), gli altri due come derivati aggettivali dal verbo mediante suffissi. Il suffisso -evole, variante della tradizione popolare rispetto al latineggiante -bile, come deverbale esprime la capacità di compiere o subire un’azione (scorrevole di contro a ammirevole), ma può anche derivare da un nome (amorevole); vitale nell’italiano antico, in quello moderno è poco produttivo: le neoformazioni novecentesche, come sporchevole e vomitevole, si contano sulle dita di una mano, e alcune sono occasionalismi poco registrati dai dizionari, come solletichevole o rimevole. Più presente nelle neoformazioni (avvolgibile, cedibile) il corrispondente -bile, anche se di tradizione dotta.
Il suffisso aggettivale -(t)ivo deriva più spesso da un verbo (con base il participio passato, come in lenitivo) o da un nome (aggressione > aggressivo), e ricorre in parole ereditate dal latino (nutritivo, transitivo) o formate per via dotta su modello latino e anche francese (es. coercitivo, lavativo) e inglese (inflattivo). Il suo significato è ampio in riferimento all’azione, e la sua produttività oggi piuttosto vivace, essendo presente, oltre che nei moltissimi aggettivi preesistenti, anche in numerose voci ottocentesche, come compilativo o evolutivo, e novecentesche come affiliativo o maggiorativo.
Relativamente all’uso dei tre aggettivi la nostra ricognizione ce li ha mostrati tutti e tre poco diffusi, ma con una certa differenza tra intrattenevole, rarissimo, e gli altri due, un po’ più documentati in anni recenti. Tenderei quindi, sulla base dei vari dati raccolti, a sconsigliare intrattenevole, se non con una sfumatura ironica e in un contesto informale e scherzoso, e a giudicare inopportuna una sua proposta come neologismo, data l’esistenza delle due alternative, voci neutre utilizzabili in ogni situazione. Tra intrattenente aggettivo e intrattenitivo darei la preferenza al secondo, ben inserito nel sistema suffissale della nostra lingua e forse favorito dalla relazione antonimica con educativo, e meno compromesso di intrattenente da una parte con la categoria burocratica dei participi presenti con funzione verbale, dall’altra come diretta traduzione della parola inglese.
Ilaria Bonomi
10 giugno 2026
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