Incontro tra congiunzione e connettivo: il caso di ma piuttosto

Diversi lettori ci hanno scritto per chiedere chiarimenti sull’espressione ma piuttosto.

Risposta

L’impiego dell’espressione ma piuttosto che ha suscitato l’interesse dei nostri lettori rientra nel più ampio fenomeno della coordinazione avversativa, cioè la relazione fra due enunciati che esprimono un contrasto o un’opposizione. La congiunzione avversativa per eccellenza è ma, che può introdurre sia un contrasto totale (“Marco a pranzo ha fatto una scorpacciata, ma a cena non ha mangiato nulla”), sia un contrasto parziale (“non ho fame, ma prendo volentieri un dolce”).

La relazione avversativa tra due frasi coordinate può anche essere espressa da connettivi come anzi, bensì, eppure, però, tuttavia. Tra questi, bensì e anzi codificano un’opposizione totale, mentre eppure, però e tuttavia esprimono opposizioni parziali. Il parlante o lo scrivente usa questi connettivi per rendere esplicita la portata dell’opposizione.

Alcuni di questi connettivi (però, bensì) possono comparire insieme a ma, dando luogo ai costrutti ma però e ma bensì. Per lungo tempo, soprattutto nell’insegnamento scolastico dell’italiano, tali accostamenti sono stati considerati scorretti per via della loro presunta ridondanza. In realtà, come ha messo in luce Mara Marzullo in una risposta per la consulenza della Crusca (2003), si tratta di un rafforzamento espressivo ben attestato anche nella letteratura: da Dante (“Lo caldo sghermitor sùbito fue; / ma però di levarsi era neente, / sì avieno inviscate l’ali sue”, Inf., XXII, 142-144) a Torquato Tasso (“sì che ne pesta al tolosan la faccia, / ma però nulla sbigottisce e lunge / ratto si svia dalle robuste braccia”, La Gerusalemme Liberata, VII, 96, vv. 764-765), da Vittorio Alfieri (“egli può giustamente riputarsi qualche cosa più; ma però ancora minore dello scrittore ch’egli ha fra le mani”, Del principe e delle lettere, III, VI) ad Alessandro Manzoni (“Non era un conto che richiedesse una grande aritmetica; ma però c’era abbondantemente da fare una mangiatina”, I Promessi Sposi, [ed. del 1840-42], VII).

L’uso è abbastanza esteso e, soprattutto in alcune tipologie di scrittura e in alcuni contesti, non va considerato un errore. Come osserva Francesco Sabatini (Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso, Milano, Mondadori, 2016), l’uso di ma però e ma bensì non è affatto ridondante, soprattutto quando occorre distinguere con chiarezza tra un contrasto totale e parziale. A conferma della vitalità di queste costruzioni, riportiamo alcuni esempi dalla stampa contemporanea ripresi dallo studio sulla frase complessa di Elisa De Roberto (La sintassi della frase complessa, Bologna, il Mulino, 2023, pp. 70-71):

In Italia la quota dei consumatori che acquista online per Natale eguaglia oramai quella degli altri Paesi europei (38% in Italia e 40% in Europa), ma però riguarda prevalentemente musica, film, informatica, viaggi e abbigliamento (Adnkronos)

Senza cadere nell’inganno di farsi comandare l’agenda da chi non ha alcun interesse a costruire ma bensì si mostra spinto a distruggere (“La Stampa”)

Il caso di ma piuttosto si inserisce nello stesso quadro: piuttosto ha tradizionalmente valore avversativo e si usa solitamente nell’accezione di anzi e invece. Sul modello di ma però e ma bensì, l’accostamento della congiunzione ma al connettivo piuttosto serve a chiarire meglio la natura dell’opposizione.

Come scrive uno dei nostri lettori: “La scoperta del fuoco non è stata tanto una rivoluzione tecnica, ma piuttosto una rivoluzione culturale”. In questo caso piuttosto mantiene il suo valore avversativo tradizionale e l’espressione ma piuttosto non è da condannare. In questa frase, infatti, la sequenza ma piuttosto entra in correlazione con non tanto e consente di limitare il peso di una dimensione per privilegiarne un’altra: non si nega del tutto la rivoluzione tecnica, ma la si ridimensiona, mettendo in risalto un altro aspetto.

L’uso di ma piuttosto è diffuso anche nella letteratura: da Giovanni Boccaccio (“Ma avendo io ferma speranza posta di dovere, come già dissi, nel futuro viaggio rivedere colui che di ciò m’è cagione, non di mitigarle m’ingegno, ma piuttosto di sostenerle”, Elegia di Madonna Fiammetta, VIII-1), a Giacomo Leopardi (“Non avere invidia a nessuno il quale tu vegga far guadagno per via d’ingiustizia, ma piuttosto ama ed onora quelli che scapitano per amore della rettitudine”, Pensieri, Moralisti greci, V-137), fino ad Antonio Gramsci (“Mi pare che Delio viva in una atmosfera ideologica un po’ morbida e bizantina, che non lo aiuta a essere energico, ma piuttosto lo snerva e debilita”, Lettere dal carcere, 223). La stampa contemporanea conferma ulteriormente l’impiego di ma piuttosto. Alcuni esempi:

Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. (ANSA, 2/11/2015)

il cambio di governance avvenuto in Start Romagna non sembra rispondere all’urgenza di risolvere i guasti del servizio, ma piuttosto alla necessità di ricollocare, accontentare, riequilibrare, solo le dinamiche interne del Partito Democratico. (“Il Resto del Carlino”, 15/7/2025)

il regime iraniano non crollerà nel caos, ma piuttosto si disgregherà naturalmente lungo linee etniche. (“ItaliaOggi”, 10/4/2025)

L’uso di ma piuttosto è quindi corretto e attestato nella lingua contemporanea. Si tratta di un fenomeno panitaliano, che ha radici nella tradizione e non costituisce un errore, purché piuttosto venga impiegato nel suo significato originario, equivalente ad anzi, invece. Tuttavia, il suo impiego non sempre può costituire la scelta più opportuna da un punto di vista stilistico: ad esempio, quando la portata dell’opposizione – totale o parziale – risulta già chiara dal contesto (“non si arresero, ma continuarono a combattere”: Ermanno Libenzi, Ragazzi della Resistenza, Milano, Mursia, 1970, p. 25), l’inserimento di piuttosto dopo ma può appesantire inutilmente il testo e renderlo anzi meno chiaro.


Carolina Venco

27 marzo 2026


  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Servizio civile regionale 2026-2027

Avviso da Crusca

È aperto il bando per il Servizio civile regionale 2026-2027.

Questionario di gradimento della Biblioteca dell'Accademia della Crusca

Avviso dalla biblioteca

Questionario di rilevazione della soddisfazione degli utenti

Avviso dall'archivio


Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Il Presidente dell’Accademia della Crusca Paolo D’Achille ospite del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”

In occasione della terza tornata del 2026, presentate due nuove pale accademiche

18 mag 2026

Ricordo di Maria Grossmann

11 mag 2026

Rielezione del presidente Paolo D'Achille e del Consiglio direttivo dell'Accademia

28 apr 2026

L'Accademia della Crusca e il Bosco degli scrittori di Aboca Edizioni

23 apr 2026

Il conferimento della laurea honoris causa a Sergio Mattarella da parte dell'Università di Firenze

10 mar 2026

I vincitori e le vincitrici dei David di Donatello “Rivelazioni italiane 2026” in visita all'Accademia della Crusca

10 mar 2026

All'Accademia della Crusca la giornata Le Ville Medicee: patrimonio UNESCO da vivere

04 mar 2026

Vai alla sezione