Know how: è possibile tradurlo?

Alcuni lettori ci chiedono un possibile corrispondente italiano di know how; uno di loro propone anche il termine esperienzativo.

Risposta

Prima di arrivare a proporre una traduzione per una qualsiasi parola inglese che impera nel nostro lessico, si rendono decisive alcune considerazioni preliminari. Se vogliamo, infatti, sottrarci a un simpatico ma infruttuoso gioco di società, dobbiamo fare una “radiografia” dell’anglicismo e arrivare a stilare una “prognosi”, fausta o infausta che sia. Il termine know how (16 milioni di risultati in italiano su Google) è così definito nel GRADIT di De Mauro: “l’insieme di conoscenze e di esperienze tecniche necessarie per usare correttamente tecnologie, macchinari, impianti industriali e sim. | estens., possesso di specifiche cognizioni che consentono di svolgere in modo ottimale un’attività, una professione, ecc.”. Da tale definizione ricaviamo alcune importanti indicazioni: a) si tratta di un termine che veicola una nozione complessa, bisognosa di una lunga perifrasi esplicativa; b) la sua collocazione iniziale è nei linguaggi tecnico-scientifici; c) ha conosciuto, nel frattempo una diffusione estensiva nella lingua comune con relativa perdita di specificità semantica. Questi tre requisiti sono tutti ostativi all’ipotesi di una traduzione di successo: risulta infatti difficile, se non impossibile, trovare un equivalente italiano che sia in grado, da solo, di sintetizzare il designato nelle sue varie sfaccettature tecniche ma anche non specialistiche. Per un banale principio di economia linguistica, è normale preferire una sola parola ad ampio spettro semantico piuttosto che dover ricorrere a più parole, ciascuna delle quali copre solo una parte del ventaglio di significati. Se prendiamo la proposta del lettore, esperienzativo (da intendere presumibilmente come sostantivo), anche a non volerne considerare il forte impatto neologico (tra l’altro, si tratterebbe di un altro anglicismo), ci accorgiamo che il vocabolo copre solo una parte dei significati di know how; in contesti di lingua comune dovremmo probabilmente usare conoscenze (o competenze, o esperienze) pregresse o qualcosa del genere.

Va inoltre tenuto presente un altro dato. Il DELI di Cortelazzo-Zolli ci dice che know how è diffuso in italiano a partire dal 1955 e che il vettore è stato la stampa periodica. La probabilità di successo di un traducente italiano è legata alla tempestività con cui viene proposto e usato. Se si dà all’anglicismo la possibilità di attecchire nella lingua (tanto più nella lingua comune) diventa difficile pensare di poterlo scalzare. Potremmo oggi sensatamente pensare di sostituire con un corrispondente italiano parole come film o sport? La risposta è no. Da tutte queste considerazioni possiamo concludere, per tornare alla metafora iniziale, che il referto della radiografia di know how sancisce una prognosi infausta per qualsiasi ipotesi di traduzione italiana.

 

Claudio Giovanardi

 

7 maggio 2019


Agenda eventi


Avvisi

Bando per l'ammissione al Dottorato di ricerca "Pegaso" in "Linguistica storica, Linguistica educativa e Italianistica", XXXVII ciclo, a.a. 2021-2022

Avviso da Crusca

Il bando (progetto Pegaso) è cofinanziato dalla Regione Toscana e gode della collaborazione dell'Accademia della Crusca e dell'Università degli Studi di Siena. Scadenza della presentazione delle domande: 2 agosto 2021. Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione "Notizie".

I risultati delle prove INVALSI 2021

Avviso da CruscaIl Tema di Rosario Coluccia è in rete. Partecipa alla discussione

Chiusura estiva dell'Archivio dell'Accademia

Avviso dall'archivio

L'Archivio dell'Accademia resterà chiuso dal primo al 31 agosto.

Premio Giovanni Nencioni per una tesi di dottorato in linguistica italiana discussa all’estero

Avviso da Crusca

La domanda di partecipazione alla X edizione del Premio Nencioni è disponibile nella sezione "Bandi".

Servizi in emergenza Covid-19 - Aggiornamenti

Avviso dalla biblioteca

Il Presidente dell’Accademia della Crusca, in ottemperanza alla vigente normativa, ed in particolare al DL n. 65 del 18 maggio 2021, impartisce le seguenti indicazioni:

la Biblioteca dell’Accademia della Crusca è aperta al pubblico con gli orari consueti e con le norme indicate nell’Avviso pubblicato il 4 dicembre 2020, tranne le seguenti novità a partire da giovedì 27 maggio 2021:

  • l’accesso alla sala di lettura avviene senza prenotazione;
  • è consentito l’accesso al ballatoio della sala dopo la sanificazione delle mani.

Chiusura estiva dell'Accademia

Avviso da Crusca

L'Accademia della Crusca resterà chiusa dal 9 al 22 agosto compresi. Gli uffici riapriranno regolarmente il lunedì 23.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Crusca e Stensen per la rassegna Come parla e com'è scritto il cinema italiano. Le varietà della lingua tra dialetti, narrativa e film

02 lug 2021

Una visita speciale all'Accademia e alla mostra “Della nostra favella questo divin poema è la miglior parte”. Dante e la Crusca

30 giu 2021

Il Purgatorio. La notte lava la mente: uno spettacolo di Mario Luzi patrocinato dall'Accademia

28 giu 2021

Una mostra virtuale su Dante e la Crusca alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana

26 mar 2021

Mostra “Della nostra favella questo divin poema è la miglior parte”. Dante e la Crusca

23 mar 2021

La parola fresca di giornata. 365 giorni con Dante

01 gen 2021

"Dentro la Crusca, dentro l'italiano": le iniziative nate dalla collaborazione 2020/2021 tra l'Accademia e UniCoop Firenze

01 gen 2021

L'Accademia della Crusca e le celebrazioni del 2021, anno dantesco

02 gen 2021

Vai alla sezione