Pantouflage o revolving doors: in italiano?

Una lettrice ci scrive chiedendo se esista una forma italiana per tradurre il termine francese pantouflage e il corrispondente inglese revolving doors usati anche in siti istituzionali.

Risposta

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha adottato la delibera n. 493 del 25 settembre 2024 che prevede, tra le misure di prevenzione della corruzione, il divieto di pantouflage, così definita nel testo delle Linee guida n.1:

ipotesi di incompatibilità successiva che si affianca e si aggiunge ai meccanismi di ‘inconferibilità’, ossia i divieti temporanei di accesso ad una carica o ad un incarico, e di ‘incompatibilità’, ossia il divieto di cumulo di più cariche o incarichi, previsti dal d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39.

Il termine pantouflage – che figura nel testo citato a partire dall’intitolato del documento: “Linee Guida n. 1 in tema di c.d. divieto di pantouflage” – identifica quindi il fenomeno del passaggio di alti funzionari statali a società private. Nel 2021, nella Relazione al Parlamento sulla sua attività nel 2021, l’ANAC indica porte girevoli come equivalente italiano di pantouflage.

Il fascino francese del termine ha la seguente storia: pantoufle assume il senso figurato nella locuzione en pantoufles (in pantofole) – come registra Émile Littré nel suo dizionario del 1873 (Dictionnaire de la langue française, Paris, Hachette) –, nel senso di ‘a proprio agio’. Intorno al 1880, la pantoufle entra nel gergo dell’École polytechnique (fondata nel 1794 col nome di “École centrale des travaux publics”), per designare la rinuncia a qualunque carriera pubblica alla fine degli studi, previsti per questo tipo di sbocchi professionali. La pantoufle indica anche la parte del costo degli studi pagati dallo Stato a ogni studente di questo percorso di studi. La pantoufle si oppone alla botte (lo stivale portato da chi entrava nell’esercito): una metafora dell’abbigliamento distingue scelte di vita e di vie professionali.

Christophe Charle (in un articolo pubblicato nelle “Annales ESC”, 5, settembre-ottobre 1987, pp. 1115-1137) ha ricostruito la storia del pantouflage in Francia, proprio a partire dal fenomeno dell’abbandono di carriere pubbliche sul finire del XIX secolo, rilevando tre tipi di pantouflage, a inizio, metà e fine carriera. Riferendosi all’abbandono della carriera pubblica a favore di quella privata, il termine si generalizza applicandosi anche ad altre prestigiose istituzioni superiori, come le Écoles normales supérieures (ENS) e dal 1945 anche l’École nationale d’administration (ENA). Via via che la pratica si diffonde nel funzionariato pubblico, il pantouflage abbraccia le transizioni dal pubblico al privato, accompagnate dal commento ironico che il termine porta in sé, come passaggio professionale per mettersi in pantofole. L’immagine è molto chiara e ben compresa da tutti: una sorta di “fuga di cervelli”, che – ha osservato Charle – a lungo andare ha portato a una messa in discussione in Francia del ruolo delle élites formate nelle carriere degli affari e in quelle delle Hautes Écoles.

Il pantouflage applica le sue azioni anche nell’altro senso. Alti funzionari, spostatisi nel privato, rientrano nella funzione pubblica: in francese viene chiamato rétro-pantouflage, e da qui portes tournantes (le citate revolving doors inglesi), a indicare l’andata e ritorno tra pubblico e privato… e ci sono anche gli ouvreurs des porte, coloro che aprono le porte o le preparano aperte. Il termine francese è ben insediato nell’uso, e l’acquisizione del senso della deriva fraudolenta è il passo finale.

In testi divulgativi relativi a questo tema, l’anglismo revolving doors e/o l’equivalente italiano porte girevoli accompagnano – spesso tra parentesi – pantouflage, il cui uso prevale nella documentazione istituzionale. L’equivalente italiano porte girevoli è diffuso nelle pratiche discorsive, anche se bisogna riconoscere che il termine, calco dall’inglese, non risulta particolarmente trasparente.

L’affermazione del francesismo specialistico pantouflage si consoliderà in italiano se l’uso lo riproporrà come termine dominante per il concetto designato, ma tale non pare dagli usi attualmente diffusi nell’area politico-amministrativa: l’attestazione definitiva del termine prevalente si consacrerà grazie alle scelte praticate dagli usi professionali. Resta difficile cogliere quale termine sia più trasparente per la lingua italiana: il francesismo è solo presente da più tempo, il termine italiano porte girevoli è pronto per essere scelto e ricorrere come unico designante il fenomeno a cui si riferisce.


Maria Teresa Zanola

25 luglio 2025


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