Vitale ed esistenziale

Un lettore chiede un parere sull’uso dell’aggettivo esistenziale in luogo dell’aggettivo vitale.

Risposta

Partiamo, come sempre, da una ricognizione dei due termini registrati nei principali dizionari della lingua italiana (Garzanti, GDLI, GRADIT, Sabatini-Coletti 2024, Vocabolario Treccani online, Zingarelli 2026). Tutti i repertori citati concordano, con impercettibili differenze l’uno dall’altro, nel dare per le due voci significati che proveremo a sintetizzare. Per vitale vengono registrati due significati fondamentali: il primo è ‘della vita, relativo alla vita’, e, con uso figurato, ‘di primaria, decisiva importanza’; il secondo è ‘che possiede le caratteristiche biologiche atte ad assicurare la vita’; e, con valore figurato, ‘efficiente, funzionale, dinamico’.

Anche per esistenziale i dizionari riportano due significati: il primo, ‘che riguarda l’esistenza, la vita’; il secondo, di àmbito filosofico, ‘relativo all’esistenza come realtà vissuta, come modo di essere caratteristico dell’uomo’. Alcuni dei repertori citati (Zingarelli e GDLI) segnalano anche il significato particolare dell’aggettivo nella concezione filosofica di Martin Heidegger (1889-1976), cioè ‘che si riferisce al modo in cui l’uomo si rapporta alla propria esistenza quando si interroga su di essa’; il GDLI e il GRADIT aggiungono anche il valore di ‘che è in rapporto con l’esistenzialismo, filosofico o artistico’.

Il confronto lessicografico tra i due aggettivi riguarda due parole di diversa portata semantica. Esistenziale si riferisce all’esistenza nel suo significato più astratto, cioè l’esistere, l’esserci; riguarda l’esistenza in quanto valutata, considerata da chi vive; vitale si riferisce, invece, alla vita e alle attività fondamentali di un organismo e a quanto è necessario e indispensabile alla vita, alla sopravvivenza. Solo nel primo significato comune, quello di ‘relativo alla vita, relativo all’esistenza’ i due aggettivi potrebbero essere intercambiabili, legati da un rapporto di sinonimia, ma gli esempi delle locuzioni registrate mostrano una separazione e una differenza nell’uso fraseologico. Per questo significato di vitale i dizionari registrano come esempi d’uso le locuzioni forza vitale; energia vitale; spirito, istinto vitale; fenomeni, processi vitali; esigenze, necessità vitali; organi vitali. Alla voce esistenziale per lo stesso primo significato si citano, invece, disagio esistenziale; problemi, rapporti esistenziali; crisi esistenziali.

La richiesta del lettore a proposito della legittimità di esistenziale in luogo di vitale nasce probabilmente dalla constatazione di un uso esteso del primo aggettivo nel linguaggio comune, con tendenza a coprire gli spazi del secondo. A questa sovrapposizione potrebbe aver contribuito la preferenza per l’uso di un termine avvertito come meno comune e di presunto sapore più colto e più tecnico: oltre che nella filosofia di Heidegger, infatti, l’aggettivo esistenziale è usato in psicoterapia, con riferimento all’analisi esistenziale fondata dal neurologo e psichiatra Viktor Emil Frankl (1905-1997). In particolare, esistenziale è usato, come ben spiega lo Zingarelli, con riferimento a “tutto ciò che coinvolge l’individuo a livello di vissuto personale”. Una ricerca in Google permette di rintracciare gli usi frequentissimi del termine con varie sfumature riferibili a questo significato, nelle locuzioni angoscia esistenziale, condizione esistenziale, danno esistenziale, depressione esistenziale, dubbio esistenziale, paura esistenziale, precarietà esistenziale, scelta esistenziale, scompenso esistenziale, sofferenza esistenziale, traiettoria esistenziale, vuoto esistenziale.

Per quanto riguarda il parere richiesto dal lettore in merito all’aggettivo esistenziale usato in luogo di vitale, possiamo rispondere che gli àmbiti d’uso dell’uno e dell’altro sono e devono restare ben distinti. Esistono tuttavia casi nei quali il confine tra i due termini sembra non essere così netto, finendo per sfumare verso la dimensione dell’altro. Come negli esempi che seguono:

L’uomo moderno, separato dal sogno per l’incalzare della società esterna, si rifugia sempre più spesso nella memoria, il suo spazio esistenziale (Edoardo Boncinelli, Schacter: viaggio nei segreti della memoria, “Corriere della Sera”, 12/5/2001, p. 33)

La Repubblica resta lo spazio vitale. Resta un ponte verso l’Europa, che è il nostro destino e la nostra opportunità nel mondo globale. (Sergio Mattarella, La scelta repubblicana nella ricostruzione della democrazia, “ItalianiEuropei”, 2-3, 2016)

L’Europa unita è il nostro spazio vitale. Lo spazio politico e istituzionale che ci consente una crescita futura. (Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura della XLI assemblea annuale dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Torino, 20/11/2024)

Le periferie non sono solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali, fatte di emarginazione ed esclusione sociale. (Le periferie finestre sulla totalità, sul discorso di Papa Francesco, “L’Osservatore Romano”, 3/6/2023)

Ricordiamo, infine, che la possibile competizione tra vitale e esistenziale segnalata dal lettore ha un precedente nella discussione ottocentesca sull’uso della parola esistenza in luogo di vita. Grazie alla consultazione del DEI sappiamo che Niccolò Tommaseo, s.v. esistenza, ne condannava l’uso come sinonimo di vita, segnalandola con una croce e con queste parole: “Dicono alla fr[ancese] esistenza per vita, segnatam[ente] con agg[iunta] di male, per far apparire più impr[oprio] il modo, penosa esistenza, pochi anni di esistenza”. Dopo aver deprecato la moda francese, Tommaseo aggiungeva un commento finale moraleggiante, come spesso faceva: “Il popolo non si vergogna di nominare e sentire la vita” (cfr. Tommaseo-Bellini). E Giuseppe Rigutini, nei Neologismi buoni e cattivi (Firenze, Barbera, 1898) s. v. esistere avvertiva che “conforme ai sensi del fr[ancese] exister, oggi se ne abusa da molti […] ed è pure improprio l’usarlo per vivere, detto di persona”. Ancora nel 1905, nella prima edizione del Dizionario moderno (Milano, Hoepli), Alfredo Panzini osservava che “esistenza per vita è ripreso dai più rigorosi puristi come gallicismo”.

La risposta potrebbe chiudersi qui. Ma disponiamo di un’informazione in più sulla maggiore diffusione di esistenza rispetto a vita, grazie alla consultazione del progetto VIVer (Vocabolario dell’Italiano Verista, dizionario digitale avviato nel 2017 dalla Fondazione Verga e dall’Accademia della Crusca), nel quale sono registrate parole, modi di dire, espressioni contenute nei romanzi e nelle novelle degli scrittori veristi. Alla voce lotta per l’esistenza si segnala che la locuzione di matrice darwiniana è attestata per la prima volta in Giovanni Verga (I Malavoglia, 1881), e successivamente in Marco Praga (La biondina, 1893) e Paolo Valera (La folla, 1901). Gli scrittori veristi, dunque, scelsero di ricorrere nei propri romanzi non a lotta per la vita, ma a lotta per l’esistenza, che compariva nel titolo della prima traduzione italiana del testo di Charles Darwin (Sull’origine delle specie per elezione naturale, ovvero Conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, trad. curata da Giovanni Canestrini e Leonardo Salimbeni, Modena, Zanichelli, 1864). Nel testo originale darwiniano (On the origin of species, by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life, London, John Murray, 1859) era presente sia l’espressione struggle for existence sia struggle for life; e nelle traduzioni francesi dall’inglese sia lutte pour l’existence sia lutte pour la vie. Gli scrittori veristi, che lessero il testo darwiniano grazie alla citata traduzione italiana dall’inglese, optarono nei propri scritti per la formula lotta per l’esistenza, contribuendo alla diffusione della locuzione del lessico scientifico nella lingua comune.


Valeria Della Valle

17 luglio 2026


  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Chiusura estiva dell'Archivio

Avviso dall'archivio

L'archivio dell'Accademia della Crusca resterà chiuso al pubblico per tutto il mese di agosto.

Questionario di gradimento della Biblioteca dell'Accademia della Crusca

Avviso dalla biblioteca

Questionario di rilevazione della soddisfazione degli utenti

Avviso dall'archivio


Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Due riviste dell'Accademia tra le pubblicazioni periodiche riconosciute come di elevato valore culturale dal MIC

03 lug 2026

L'Accademia della Crusca partecipa al progetto di formazione "ForGlobe" - Seconda edizione

30 giu 2026

Il Presidente dell’Accademia della Crusca Paolo D’Achille ospite del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”

In occasione della terza tornata del 2026, presentate due nuove pale accademiche

18 mag 2026

Ricordo di Maria Grossmann

11 mag 2026

Rielezione del presidente Paolo D'Achille e del Consiglio direttivo dell'Accademia

28 apr 2026

L'Accademia della Crusca e il Bosco degli scrittori di Aboca Edizioni

23 apr 2026

Il conferimento della laurea honoris causa a Sergio Mattarella da parte dell'Università di Firenze

10 mar 2026

Vai alla sezione