Gli Accademici Vittorio Coletti e Gian Luigi Beccaria presentano le loro pale

Mercoledì 17 dicembre si è tenuta la quinta tornata accademica del 2025 intitolata Ricordo di Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla morte, con interventi di Maria Careri, Rosario Coluccia e Paolo D’Achille.

Al termine dei lavori sono state presentate le nuove pale degli accademici L’Incantato (Gian Luigi Beccaria) e Incerto (Vittorio Coletti). Dagli anni Ottanta del Novecento infatti gli Accademici della Crusca hanno ripreso a far dipingere la loro impresa accademica, rinnovando così in chiave moderna l’antica tradizione. Con questi due nuovi arrivi le pale “moderne” sono oggi diciannove.

Incerto

Pala dell’accademico Vittorio Coletti (Socio dal 19 maggio 1995, Accademico dal 25 maggio 2010)

L’Incantato

Pala dell’accademico Gian Luigi Beccaria (socio della Crusca dal 1995, accademico dal 2003)


Incerto, Vittorio Coletti

La Pala commenta visivamente il nome accademico scelto (Incerto) e il motto che lo ha ispirato ("né sì né no nel cor mi sona intero", Petrarca, RVF CLXVIII v. 8): le due pagine del volume mostrano due paesaggi pressoché opposti, uno quasi notturno e montano, l’altro mattutino e prossimo al mare, entrambi proposti, però, sullo stesso supporto: un libro, perché in comune tra di loro c’è la lingua che li descrive, specie quella scritta e letteraria. L’incertezza insita nel nome accademico è rappresentata dall’ombra dimidiata di qualcuno per il quale il sì e il no, il corretto e l’errato non sono, neppure in grammatica, così nettamente distinguibili come si vorrebbe.
Vittorio Coletti è socio della Crusca dal 1995, accademico dal 2010 e ha fatto parte per due mandati del Consiglio direttivo. È autore della Nuova grammatica dell’italiano adulto (il Mulino 2021) e con Francesco Sabatini e Manuela Manfredini dirige il Dizionario italiano Sabatini Coletti (Hoepli 2024).

Massimo Gilardi, imperiese, artista per tradizione familiare e intensa vocazione, è autore poliedrico che si esprime con il disegno, la pittura e la scultura. Premiato ripetutamente a SaturArte 2018, 2021, 2022, 2023 e alla Biennale di Genova 2019, 2021 e 2023, ha esposto in mostre personali e collettive, oltre che a Genova (Palazzo Stella), a Milano, Barcellona e Montecarlo.

L’Incantato, Gian Luigi Beccaria

La pala ritrae un paesaggio reale di colline e vigneti, un fiume, un albero al centro che fiorisce di bianco in primavera, accesi i colori, giallo un campo di grano o di stoppie: è il paesaggio dove sono cresciuto.
Ma di un’immagine importa meno l’oggetto, di più il messaggio che trasmette. Il nome accademico scelto (“L’incantato”) esprime gli “incantamenti” che nella vita mi hanno ammaliato: in età giovanile la musica, poi le lettere, attraverso le parole di un maestro incantevole e dotto (ad esse poi dedicai anch’io le cure: “parole… ove soavemente il cor s’invesca” recita appunto il cartiglio, da Petrarca, RVF CCXI, vv. 10-11). La mia attività fu in effetti “invescata” prima dai suoni, in seguito dalla materialità della lingua: non volli più uscire da quel vischio vitale.

L’amico filosofo-pittore, Cesare Pianciola (allievo di Pietro Chiodi, il professore al Liceo di Alba di Beppe Fenoglio; Chiodi, mio amato collega a Torino, fece da collante nella rete espressiva che ci lega) ha voluto dedicarmi questa “pala”, molto gradita per la modernità dell’esecuzione. La maestria gli proviene da una lunga esperienza di pittore, che ha messo a frutto la frequentazione dei corsi liberi di Filippo Scroppo all’Accademia Albertina di Torino e le tecniche apprese dagli amici Marcolino Gandini e Nino Aimone. Ringrazio Cesare del suo dono.