Minacciata la chiusura dei corsi di laurea in italianistica all’Università del Saarland

Riportiamo di seguito l'appello al Ministro e al Sottosegretario degli Affari Esteri contro la chiusura degli insegnamenti di italianistica all'Università del Saarland redatto dall'Accademia della Crusca e dall'ASLI - Associazione per la Storia della lingua italiana.

 

Al Ministro degli Affari Esteri, on. Paolo Gentiloni
e al
Sottosegretario, on. Maro Giro

 

L’Università del Saarland (Saarbrücken), per far fronte ai tagli ministeriali, progetta di estinguere gli insegnamenti di italianistica in ogni percorso universitario. Sia la lingua sia la letteratura italiana sarebbero eliminate dai corsi di laurea in Romanistica (Bachelor und Master Romanistik) di primo e di secondo livello oltre che da corsi di laurea in Linguistica e in Letteratura comparata e traduzione (VergleichendeSprach- und LiteraturwissenschaftsowieTranslation). La decisione si presenta tanto più grave dal punto di vista politico se si pensa che avviene in un Land caratterizzato da una forte presenza di famiglie di origine italiana. La stessa politica della Commissione europea delle Lingue, che ha di recente ribadito l’importanza del plurilinguismo e della diversità delle culture per la crescita del progresso civile, ne verrebbe fortemente compromessa.

Il danno sarebbe tanto più grave se si pensa all’importanza che la Universität des Saarlandes riveste per tutti gli studi linguistici in particolare per le ricerche sul lessico italiano e sulla sua storia. Generazioni di studiosi, che spesso si sono affermati come linguisti di chiara fama, in Italia e all’estero, si sono formati a Saarbrücken, nel laboratorio del Lessico Etimologico Italiano (LEI) fondato da Max Pfister e oggi diretto da Wolfgang Schweickard. È bene ricordare, tra l’altro, che la monumentale opera di lessicografia, che ha avuto tanti riconoscimenti, anche dalla presidenza della Repubblica italiana, è finanziata dall’Accademia di Magonza e, che pur fruttando ogni anno 350.000 euro all’Università del Saarland, potrebbe essere a rischio di chiusura a seguito della scomparsa delle cattedre di Lingua italiana.

L’estinzione dell’italianistica nell’Università del Saarland sarebbe dunque un danno gravissimo per la ricerca scientifica, per la politica culturale italiana ed europea e per la nostra stessa economia, se è vero, come è stato giustamente ribadito nei recenti Stati generali della lingua italiana, che l’italiano è una risorsa ancora non adeguatamente e interamente sfruttata.

Ci indirizziamo pertanto a Voi, onorevoli Ministro e Sottosegretario perché vi rivolgiate alle autorità accademiche del Saarland e alle autorità politiche competenti cercando di fare tutto ciò che è in vostro potere per far rientrare questa decisione.


Testo dell'appello in formato PDF

 

 

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo seguente, redatto in occasione della notizia dei previsti tagli delle cattedre di italianistica all'Università del Saarland:

 

"L’Italiano in pericolo. Minacciata la chiusura dei corsi di laurea in italianistica all’Università del Saarland.

L’attuale pianificazione economica dell’Università del Saarland (Saarbrücken) prevede la completa scomparsa dell’Italianistica dai programmi accademici: allo stato attuale non si intende rinnovare né la cattedra di letteratura, né quella di linguistica. Eliminando l’italiano dai corsi di laurea triennale e magistrale in Romanistica (Bachelor und Master Romanistik) nonché dai corsi di laurea in Linguistica e Letteratura comparata e Traduzione (Vergleichende Sprach- und Literaturwissenschaft sowie Translation),  l’italiano non sarà più presente in alcun corso di laurea dell‘Università del Saarland. In un Bundesland caratterizzato da una forte presenza di immigrati di origine italiana e nella cui università la collaborazione europea è prioritaria, l’eliminazione dell’italiano costituirebbe un taglio estremamente doloroso.

 

Un centro di eccellenza per la ricerca linguistica

Grazie alla sua pluriennale tradizione di ricerca linguistica e alla sua fitta rete di collaborazioni con colleghi italiani di diversi atenei, il Dipartimento si pregia di essere uno dei centri più importanti dell’italianistica in Germania. I tagli proposti metterebbero in pericolo diversi progetti italianistici di primaria rilevanza a livello internazionale. La principale è il monumentale Lessico Etimologico Italiano (LEI). Non si tratta solamente del più attendibile dizionario etimologico dell’italiano: ogni articolo raccoglie tutti gli esiti storici della totalità delle voci italoromanze (in tutto il loro spettro diacronico, diatopico e diafasico), secondo un ordinamento del massimo rigore ma adattabile all’evoluzione formale e semantica particolare di ogni famiglia lessicale. Nessuna lingua occidentale può vantare un repertorio di tale imponenza e rigore scientifico. La conclusione dei lavori, iniziati nel 1968, è prevista per il 2033. Fino a questo momento sono stati pubblicati 136 fascicoli in 15 volumi (lettere A–C e parti della D, della E e dei Germanismi).È bene ricordare che il LEI, finanziato dall’Accademia di Magonza, frutta all’Università del Saarland 350.000 € all’anno, finanziamento che in seguito alla valutazione positiva recentemente effettuata è stato confermato fino al 2033.Nei lunghi anni della redazione, presso Max Pfister, affiancato a partire dall’anno 2001 da Wolfgang Schweickard, si sono formate e sono state direttamente coinvolte nella redazione degli articoli del LEI decine di italianisti. Nel 2006 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha premiato Max Pfister e il LEI con il “Diploma di 1 Classe con Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte”.

Saarbrücken è un im­portante punto di riferimento per giovani dottorandi italiani che nell'Isti­tuto di Romanistica possono consultare materiali utili alla preparazione delle loro tesi. Dal centro di ricerca saarlandese sono passati molti studiosi che hanno nel frattempo compiuto brillanti carriere accademiche in Italia (molti sono oggi professori associati e ordinari) e, in parte, continuano a garantire l’eccellenza dell’opera rivedendo a titolo gratuito gli articoli firmati da lessicografi più giovani. Aciò si aggiunge che più di una ventina di giovani studiosi e professori che hanno conseguito l’abilitazione scientifica nazionale nella tornata 2012 a ruoli di professore di seconda e prima fascia hanno compiuto periodi di studio e di collaborazione (molti ancora in corso) al Lessico Etimologico Italiano.

Si può senz’altro affermare che l’officina del LEI è stata per decenni una scuola difficilmente eguagliabile per numerosi filologi, linguisti e lessicografi italiani e che questo magistero prosegue ancora oggi: un recentissimo seminario tenuto presso l’Accademia della Crusca ha selezionato mezza dozzina di dottorandi che attualmente collaborano alla redazione di diversi articoli. Quanto ai direttori, alcune tra le maggiori università italiane hanno finora conferito loro in tutto ben sei dottorati honoris causa. Da una costola del LEI si è sviluppato il Deonomasticon Italicum (DI), che, sotto la direzione di Wolfgang Schweickard, raccoglie e interpreta etimologicamente la documentazione relativa al lessico italiano derivato da nomi propri. I primi quattro volumi che riguardano i toponimi sono stati pubblicati fra il 2002 e il 2013. Consistono in 4 volumi di più di 3000 pagine complessive. A questa sezione dell’opera, in sé compiuta, si aggiungerà nei prossimi anni quella relativa ai derivati dai nomi di persona, che verrà elaborata sotto la comune direzione di Francesco Crifò e Wolfgang Schweickard.  

Tre professori del dipartimento, i proff. emeriti Max Pfister e Karlheinz Stierle e il prof. Wolfgang Schweickard, sono stati inoltre eletti membri dell'Accademia Nazionale dei Lincei (Roma), cosa che conferisce un prestigio particolare a tutta l’Università. I proff. Pfister e Schweickard sono inoltre soci stranieri dell'Accademia della Crusca.

Nei due anni scorsi sono inoltre stati portati a termine 5 dottorati in linguistica italiana, due dei quali hanno vinto, nel 2012 e nel 2013, il premio Giovanni Nencioni bandito dall’Accademia della Crusca in riconoscimento dei migliori lavori di dottorato in linguistica italiana conseguiti in università straniere.

 

Organico

Ai progetti di ricerca in ambito linguistico sono legati 7 posti di ricercatore, che vengono ad aggiungersi alle due cattedre di Lette­ratura Italiana (Prof.ssa Kleinert) e di Filologia Romanza (Prof. em. Pfister / Prof. Schweickard) e ai 2,5 posti di assistente e collaboratore ad esse con­nessi. Un ruolo importante nella di­dattica è svolto dai lettorati (Dr. Bisanti, lettrice, membro del direttivo dell’ADI - Associazione dei docenti d’italiano in Germania), e dott.ssa Sciarrino (lettrice del Ministero degli Affari Esteri).

 

Scambi

Il Dipartimento di lingue e letterature romanze ha attivato da molti anni programmi SOCRATES / ERA­SMUS con le Università di Bari, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Salerno, Siena, Viterbo e con l'Università e l'Istituto Orientale di Napoli e uno scambio con la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Si rammenta inoltre che proprio per tale taglio internazionale e per il prestigio dell’italianistica dell’università del Saarland, è in cantiere da oltre sei mesi il progetto di attivazione di un Master binazionale italo-tedesco, “Studi interculturali italo-tedeschi // interkulturelle deutsch-italienische Studien”, che prevede una collaborazione fra l’università del Saarland e l’università di Salerno e che in seguito ai tagli prospettati verrebbecompletamente vanificato e annullato.

 

Offerta formativa

Nell’ambito della didattica sono attivati diversi corsi di studio. L’insegnamento tradizionale di lingua, letteratura e civiltà italiane viene impartito nei corsi di laurea breve (Bachelor, 3 anni), di laurea specialistica (Master, 2 anni) e nei corsi di laurea per la formazione di docenti di lingua italiana nei licei (Staatsexamen, 5 anni). Oltre a questo, è possibile studiare l’italiano anche all’interno di un corso di specializzazione: il Master di Comunicazione interculturale avviato a partire dall’anno accademico 2012/13. I corsi di studio di comunicazione interculturale sono molto richiesti dagli studenti in una prospettiva di sempre maggiore collaborazione politica e culturale tra gli Stati europei: la partecipazione dell’italianistica a questo corso di specializzazione ha pertanto come obiettivo quello di intensificare la diffusione degli studi d’italiano. Il Dipartimento offre, inoltre, in collaborazione con il Centro Linguistico di Interfacoltà, diversi corsi di lingua e cultura italiana per studenti di altre facoltà e affianca l’attività di docenza dell'Istituto per traduttori ed interpreti dell’Università del Saarland.

 

SINOSSI

(ultimo aggiornamento: 25.11.2014)

numero studenti semestre estivo 2014

numero studenti semestre invernale 2014/15

Corso di laurea in Italiano

47

44

Master in Lingua e Letteratura Italiana + Staatsexamen (formazione professori d’italiano)

48

34

Dottorato di ricerca in italianistica

       9

      8

Dipartimento strutturato di Italiano in totale:

104

86

Istituto traduttori

137

129

Corsi d’italiano per studenti di altre facoltà (Centro Linguistico di Interfacoltà)

253

262

TOTALE:

494

477

 

Conclusione

In seguito ai tagli strutturali ordinati dal governo del Saarland l’università del Saarland intende ora cancellare integralmente le due cattedre di linguistica e di letteratura italiana e di conseguenza chiudere tutti i corsi di laurea in italiano (Bachelor, Master, Lehramt, Traduzione, Comunicazione Interculturale). Senza poter continuare ad offrire i corsi di laurea in italiano non sarebbe neanche possibile mantenere una ricerca in italianistica di qualità e di alto livello come è stato finora.

Tutto ciò sarebbe una perdita grave: per l’università del Saarland, a cui i progetti di ricerca dell’italianistica fruttano centinaia di milioni di euro all’anno, per la Germania, che demolirebbe uno dei suoi più gloriosi istituti di italianistica, per l’Italia, che negli studi di linguistica e storia della lingua italiana perderebbe uno dei centri di ricerca di riferimento e di formazione, per l’Europa perché ancora una volta l’integrazione di lingue e culture resta solo spot pubblicitario sulla carta, mentre nei fatti neppure l’eccellenza e la qualità della ricerca e degli insegnamenti umanistici riescono a scalfire un’impostazione fortemente incardinata in puri calcoli finanziari. Con tagli di questo tipo e chiusure di tali istituti è in pericolo la costruzione di un’Europa unita nei valori intellettuali e culturali."

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