Ambito d'uso: cucina, ristorazione
Ambito d'origine: cucina, ristorazione
Categoria grammaticale:
sost. inv. m. (meno frequentemente f.)
1. (nella cucina asiatica) pentola calda posta al centro della tavola, in cui i commensali intingono e/o cuociono diversi tipi di ingredienti (carne, pesce, vegetali); per estens. la vivanda che vi si prepara; anche la tecnica di cottura. 2. (nei paesi nordici) piscina all’aperto di piccole o medie dimensioni piena di acqua bollente o calda, usata a scopi terapeutici o di rilassamento.
Prestito integrale dall’inglese hot pot ‘pentola calda’.
1. 2005; 2. 2015
1. "In una via laterale di Quienmendaje sono specializzati in Hot Pot, la così detta bourgignonne [sic] cinese, fatta col brodo e accompagnata da ogni tipo di verdura e carne. Guardate i vostri vicini di tavolo ed indicate cosa volete mangiare così fate prima! Praticamente nessuno in quella via parla inglese o altro ed i[l] menù [è] solo in cinese". (Un piccolo pezzo di Cina 2005, virna.it)
2. "#Islanda: bagno caldo nelle hot pot naturali, usanza che affonda le sue origini nel Medio Evo" (post di @GuideMarcoPolo su X.com del 21/5/2015)
Periodo di affermazione:
2016-2018
Nessuna
Diffusione al: 30 giugno 2025
Google: 271.000 r.
"Corriere della sera": 14 r. nel sign. 1 (1973; 3 r. 2018; 2021; 2022; 6 r. 2024; 2 r. 2025)
"la Repubblica": 9 r. nel sign. 1 (3 r. 2016; 2 r. 2019; 3 r. 2020; 2024); 1 r. nel sign. 2 (2017)
"La Stampa": 3 r. nel sign. 1 (2 r. 2020; 2024)
La parola hot pot (anche nelle varianti grafiche hotpot e hot-pot) è un termine inglese che nasce nella cultura occidentale per tradurre il cinese huǒguō, letteralmente ‘pentola di fuoco’, con cui si indica una pentola piena di brodo caldo in ebollizione (grazie a particolari fornelli) posta al centro della tavola, in cui i commensali possono cuocere o insaporire diversi cibi. Con lo stesso significante ci si può riferire, nei paesi anglosassoni, a un particolare tipo di spezzatino o stufato cotto in una pentola calda. In italiano, a differenza dell’inglese, il sostantivo hot pot non è registrato in nessun dizionario, sebbene conti nelle pagine in italiano di Google ben 271.000 risultati, indicando più spesso la grande pentola orientale e, per estensione, la vivanda che vi si cuoce dentro, nonché la tecnica di cottura per immersione, chiamata in giapponese anche shabu shabu (termine di origine onomatopeica, che sta penetrando anch’esso nel nostro lessico). La parola hot pot comincia a comparire nei testi in lingua italiana intorno ai primi anni del Duemila, quando, in alcuni resoconti di viaggi nell’Asia orientale, si descrive il “rituale” della pentola calda condivisa, spesso associata, a titolo esplicativo, ad altre preparazioni più note che prevedono la condivisione di un piatto centrale, come la bourguignonne o la fonduta. Dal 2018 il termine comincia a circolare maggiormente: compare sui quotidiani e in alcune guide turistiche dedicate ai paesi asiatici. Fino al 2020 la crescita del numero delle attestazioni è abbastanza costante, seppur contenuta, e si mantiene stabile, se non in lieve calo, negli anni della pandemia, quando i ristoranti sono rimasti chiusi a lungo (infatti l’hot pot è proponibile con una particolare attrezzatura propria dei ristoranti specializzati). Dal 2022, e soprattutto dal 2024, il termine ha visto un considerevole aumento delle occorrenze. Attualmente la parola, oltre a essere usata come nome comune, è spesso nome proprio di ristoranti orientali, spesso associata a un toponimo.
Si registrano anche diverse occorrenze in cui hot pot si riferisce a una piccola piscina all’aperto di acqua calda o bollente, spesso termale, tipica dei paesi nordici, in particolare dell’Islanda, in cui viene chiamata heiti potturinn. È difficile capire se, in questo caso, hot pot nasca dall’associazione della piscina d’acqua bollente con la preparazione asiatica o dall’associazione di pot ‘pentola’ con la vasca; e risulta altrettanto difficile stabilire se l’islandese heiti potturin sia un calco dall’inglese o una parola autoctona. Comunque sia, con questo significato, la parola, seppur meno diffusa, è attestata già dal 2015 circa.
Dal punto di vista morfologico rileviamo che il termine è, nella maggior parte delle attestazioni plurali, invariabile, sebbene si registrino alcuni casi marginali in cui è presente la -s finale tipica del plurale inglese (soprattutto quando si riferisce alla piscina d’acqua calda). Il genere grammaticale è di solito maschile (un hot pot), ma non mancano alcune occorrenze al femminile, soprattutto quando ci si riferisce alla pentola più che al contenuto.
20 novembre 2025
Evento di Crusca
Collaborazione di Crusca
Evento esterno
Mercoledì 24 giugno la Biblioteca resterà chiusa per festività patronale.