urbex

Ambito d'uso: giornalismo, rete, social media

Ambito d'origine: social media

Categoria grammaticale:

sost. m. inv.; agg. inv.

Definizione

Che, chi esplora strutture e luoghi in stato di abbandono, spesso fatiscenti.

Etimologia

Prestito integrale, acronimo della loc. ingl. urb(an) ex(ploration) ‘esplorazione urbana’.

Prima attestazione

2011
"Meno comune, e talvolta anche meno legale, esplorare la città seguendo un appassionato di «urbex», exploration urbaine, che estende la curiosità dei cataphiles per le catacombe ai tetti parigini (toiturophilie) o ai luoghi abbandonati. Per saperne di più, UrbexFrance.fr" (Stefano Montefiori, Parigi, sotto la Tour con l’Autolib’, “Corriere della Sera”, 1/12/2011, p. 33)

Periodo di affermazione:

2019-2020

Presenza sui dizionari

Nessuna

Diffusione al: 24 aprile 2025

Google: 85.700 r.
“Corriere della sera”: 34 r. (p.a. 2011)
"la Repubblica”: 63 r. (p.a. 2011)
“La Stampa”: 71 r. (p.a. 2014)

Note

L’acronimo urbex (che si trova anche nelle grafie Urbex o UrbEx), derivato, come detto, da ur(ban) ex(ploration), locuzione coniata nel 1996 da Jeff Chapman (cfr. Alessandro Spennato, Esplorazione urbana. Il fenomeno “urbex” come luogo di ricerca, “AND. Rivista di Architetture, Città e Architetti”, XL [2021], 2), è lemmatizzato soltanto nel dizionario inglese Collins Dictionary, insieme a Urbanex (formazione ottenuta con l’aggiunta a urban di ex da exploration, attestata con la data 19/02/2004), e nell’Urban Dictionary, un repertorio online di neologismi e altri vocaboli dello slang anglosassone.

Le prime attestazioni in italiano risalgono al 2011. Possiamo suddividere l’andamento della sua progressiva crescita nell’uso sulla base del grafico fornito da Google Trend (cfr. articolo di approfondimento), in quattro momenti: il primo corrisponde al 2011-2015, il periodo di iniziale circolazione; il secondo al 2016-2018, il periodo di attecchimento, con una significativa crescita della sua frequenza rispetto all’arco cronologico precedente; il terzo al 2019-2022, il periodo di avvenuta diffusione; infine, il quarto al 2023-aprile 2025, il periodo di espansione degli àmbiti d’uso, soprattutto per la pervasività nei social (in particolare Instagram e X), dove è molto utilizzato l’hashtag #urbex con riferimento a immagini di luoghi abbandonati.

L’ordine diverso delle parole in italiano, che porrebbe l’aggettivo urbana, associato al sostantivo esplorazione, dopo di esso (come in francese: v. supra), non ne assicura la comprensione da parte di chi non conosce l’inglese, che potrebbe pensare a un latinismo, come duplex (entrato peraltro dal francese) o a un marchionimo, come Permaflex.

Tra i vari significati assunti da urbex vi è, oltre a ‘esplorazione urbana’, anche quello di ‘esploratore urbano’ (nome d’agente, ricavato da urban explorer, che costituirebbe dunque un caso di omonimia), nonché le accezioni – meno diffuse – di ‘genere o settore della moda in cui gli scatti fotografici vengono fatti in luoghi abbandonati’, ‘disciplina che consiste nell’esplorazione dei luoghi abbandonati’ e ‘movimento e pensiero culturale volto all’esplorazione di luoghi abbandonati’. È in uso, negli ultimi anni, anche la locuzione urbex squad ‘attività che consiste nell’effettuare sopralluoghi in edifici abbandonati e considerati insicuri’, che è pure il nome di un noto canale YouTube, a cui sono collegate pagine Facebook e Instagram.

Esempi d'uso

  • L’associazione, con la sua attività, rappresenta la parte emersa e legale di un fenomeno in crescita che ha anche una componente clandestina nei gruppi “urbex”, da urban exploration, cioè esploratori di luoghi abbandonati che vi entrano di nascosto e senza autorizzazioni, forzando i lucchetti o le sbarre quando serve. (Franco Giubilei, Manicomi, ville e parchi dismessi. Quei tour nei luoghi dell’abbandono, lastampa.it, 1/5/2016)
  • Altra cosa è il movimento “Urbex” che indica l’attività di esplorazione urbana, una pratica diffusa in tutto il mondo. (Marco Cusumano, La moda tra i giovanissimi: usare le app per scovare i luoghi abbandonati, ilmessaggero.it, 9/5/2023)
  • La fotografia di luoghi abbandonati, conosciuta anche come Urbex, si è affermata come un genere fotografico intrigante e in continua espansione. Attraverso l’obiettivo dei fotografi, questi luoghi assumono una nuova vita, raccontando storie silenziose di decadenza e bellezza nascosta. Come tutti i generi fotografici, anche l’Urbex ha le sue regole e i suoi codici, che vanno rispettati per cogliere appieno l’essenza di questa forma d’arte. (Giovanni Rossi Filangieri, Uscita Fotografica Urbex, alla Scoperta di Castelpoto, net [Federazione Italiana Associazioni Fotografiche], 10/4/2024)
  • Possiamo cominciare riannodando i fili del discorso là dove si era interrotto nel capitolo precedente, parlando di quella “esplorazione urbana” (UrbEx) ormai sempre più diffusa nelle città e nelle campagne. Un’attività innamorata, come lo erano i Romantici, delle rovine, le strutture abbandonate, i luoghi decaduti, disabitati o infestati. (Rudi Capra, Filosofia del viaggio. Modi, tempi, spazi, sensi del viaggiare, Sesto San Giovanni, Mimesis Edizioni, 2024, e-book)
  • Quando i carabinieri li hanno fermati per essere identificati, hanno giustificato la loro presenza raccontando di trovarsi in quel luogo per svolgere un’attività denominata “urbex” – “urbex squad”, che consiste nell’effettuare sopralluoghi in edifici abbandonati e considerati insicuri. (In un ex outlet con mazze, tirapugni e picconi: “Siamo appassionati di Urbex”. Denunciati 6 bergamaschi, ilgiorno.it, sez. Bergamo, 31/1/2025)

Andrea Riga

Approfondimenti e link

10 dicembre 2025