A proposito di resede

Maurizio F. di Firenze, Antonella B. di Ponsacco, Gianluca C. di Carmignano, Rosaria B. e Gabriele M. hanno interpellato il servizio di consulenza linguistica riguardo alla parola resede.

Risposta

A proposito di resede

 

Il termine resede, pronunciato /resède/ (plurale resedi) è registrato, accanto a resedio/risedio, almeno da un decennio nei principali dizionari italiani. Il GRADIT lo considera un sostantivo maschile appartenente a un ambito particolare della lingua del diritto, con due significati: "nell'uso notarile, fabbricato accessorio a un edificio" o "terreno erboso che circonda una casa colonica o che si trova tra il muro di un fabbricato e il confine della proprietà". La parola è registrata anche nello ZINGARELLI, nel Devoto-Oli e nel Sabatini-Coletti, con qualche differenza in questi ultimi due. Per Il Devoto-Oli è resedio a essere variante non comune di resede, sostantivo maschile, mentre il Sabatini-Coletti considera resede sostantivo femminile, sinonimo di resedio solo nel suo primo significato, ovvero quello di "edificio accessorio di altro edificio, fabbricato o terreno, compreso tra il muro di un edificio e il confine del possedimento" ma non nel secondo, cioè "spazio di terreno erboso vicino a una casa colonica o compreso tra il muro di un fabbricato e il confine del possedimento".

 

Secondo i dizionari, la parola è di uso recente in italiano: dal XIX secolo per il GRADIT, da prima del 1955 per il Devoto-Oli e il Sabatini-Coletti; sulla sua etimologia non c'è, tra i vari dizionari consultati, pieno accordo. Sempre per il GRADIT essa deriva dal latino medievale resēdĭu(m), proveniente a sua volta da residēre 'risiedere'; il Devoto-Oli la fa risalire a resedere come variante di risiedere, mentre il GDLI e il Sabatini-Coletti  ritengono che l'etimo sia incerto e che la voce potrebbe provenire da un incrocio di residuo con un derivato di sede.

 

Per quanto riguarda la Toscana si trovano attestazioni molto anteriori, che fanno ipotizzare una prima diffusione del termine in questa regione. Secondo il DEI resede, come variante di resedio, deriva dal pisano, ed effettivamente la parola si ritrova, nella forma resèdio, nel Vocabolario pisano di Giuseppe Malagòli (Firenze, R. Accademia della Crusca, 1939) con il significato di "nome dato a un fabbricato minore, accessorio dell'edifizio principale. È voce usata dai notai nei loro atti, ma non nell'uso parlato"; come pure, proprio sotto forma di resede, nel Dizionario tecnico dell'architetto e dell'ingegnere civile ed agronomo compilato dal collegio degli architetti ed ingegneri di Firenze (vol. 2, Firenze, Stabilimento tipografico di C. Civelli, 1884): "zona di terreno che in alcuni luoghi usasi lasciare fra il muro esterno di una fabbrica ed il confine del vicino, per servirsene in occasione di restauri al fabbricato. E piccola superficie di terreno incapace di proficua destinazione; ritaglio di terra, che si lascia sodo erbato nelle adiacenze d'una casa colonica e d'una strada, fuori della sezione libera e regolare della medesima"; le due opere, quindi, registrano ognuna uno dei due significati.

 

L'ipotesi di una provenienza toscana del termine pare confermata dalla sua odierna diffusione: prima di tutto, la maggioranza delle domande che lo riguardano provengono proprio da questa regione; d'altro canto, sul motore di ricerca Google la parola compare 151.000 volte in contesti italiani e, scorrendo le prime pagine di risultati, sembra che la parola venga effettivamente impiegata soprattutto in Toscana, ma senza una reale alternativa nel resto d'Italia: anche resedio è assolutamente minoritario nell'uso (536 occorrenze).

 

In ogni caso, resede compare in ambiti circoscritti, quasi esclusivamente negli annunci immobiliari, con tutte le oscillazioni registrate dai dizionari: il termine risulta usato ora al femminile (probabilmente proprio perché da taluni viene ricondotto a sede) ora al maschile, e quindi si parla di resede lastricata o privata ma anche di piccolo o ampio resede o resede ammobiliato; compaiono anche locuzioni dalle quali non si evince il genere della parola, come resede tergale ('corte posteriore al fabbricato') oppure resede di pertinenza. La parola, come si può vedere dagli esempi citati, viene usata con entrambi i significati: sia quello di spazio esterno pertinente a un edificio, giardinetto sia quello, sostanzialmente, di dépendance; talvolta, soprattutto in area toscana, si rinviene il sintagma resede rurale, in riferimento all'insieme di elementi che, oltre alle abitazioni, costituiscono un podere (aia, pozzo ecc.).

 

Questi dati porterebbero a pensare che l'uso della parola, originariamente limitato alla Toscana, abbia superato i confini della regione in mancanza di un sinonimo sentito come altrettanto preciso, fino a diventare una parola panitaliana, seppure di uso circoscritto a contesti precisi e quindi ancora poco conosciuta al largo pubblico.

 

A cura di Vera Gheno
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

26 marzo 2010


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