Ci rilassiamo alla spa?

Alcuni utenti ci chiedono quale sia l’origine della forma spa usata per indicare un ‘centro per il benessere’ o una ‘stazione termale’: si tratta di un acronimo per l’espressione latina salus per aquam o invece è il nome di una città? E qual è la corretta grafia? Si scrive con l’iniziale maiuscola o minuscola? Oppure, essendo un acronimo, dobbiamo scrivere SPA

Risposta

Chiunque abbia mai avuto a che fare con una spa, sia nel senso di stazione termale sia in quello più ampio di centro benessere (con o senza una fonte termale), ha sicuramente sentito menzionare che il significato della parola spa sarebbe legato alla locuzione latina salus (o sanitasper aquam (o per aquas), cioè 'salute attraverso l'acqua/le acque'. Secondo questa interpretazione (accolta anche nel GRADIT e citata nel Devoto-Oli, seppure come secondaria), il termine spa sarebbe un acronimo, e anche per questo motivo lo si trova sovente scritto tutto maiuscolo: SPA.

Questa affascinante ricostruzione etimologica, tuttavia, va considerata una specie di etimologia popolare, ossia una ricostruzione a posteriori della storia di una parola: si parte dal suo significato attuale per costruire una narrazione che giustifichi tale significato. Infatti, per quanto gli antichi Romani fossero notoriamente assidui frequentatori delle terme, l'espressione in questione, seppure formalmente corretta e plausibile, non è testimoniata in autori latini, ed è quindi di invenzione più recente: in generale, le attestazioni antiche di acronimi sono davvero scarse, anche se esistono delle eccezioni. In questo caso, di spa non si trovano esempi in libri italiani prima degli anni Duemila.

Il GRADIT dà, come data di ingresso in italiano della parola, il 2003; lo ZINGARELLI 2018 invece il 1995. Negli archivi di “Repubblica” si trova una prima attestazione nel 1995, seppure in riferimento a un centro specifico, lo Spa' Deus di Chianciano Terme (il cui nome è scritto, peraltro, con l'apostrofo), mentre occorre aspettare il 2000 per rinvenire attestazioni dell'impiego del termine come nome comune sulle pagine di questo quotidiano. Questa datazione viene confermata anche dal carotaggio sull'archivio del “Corriere”, dove le attestazioni si fanno via via più fitte a partire dai primi anni Duemila.

 

Nei vocabolari degli anni Novanta del secolo scorso, generalmente la parola non è presente (lo ZINGARELLI la registra dall'edizione del 2005), a ulteriore testimonianza del fatto che si tratta, per l’italiano, di un’acquisizione recente: prima, le persone andavano semplicemente alle terme o al centro benessere.

Ma da dove deriva, realmente, questa parola? Come riportano ad esempio lo ZINGARELLI e il Devoto-Oli, il termine spa, che oggi porta il significato di ‘stazione termale’ o ‘centro benessere’ in molte lingue del mondo, viene da un toponimo: il nome di una cittadina belga situata in provincia di Liegi, Spa, appunto, ricca di sorgenti termali, conosciuta come centro termale già ai tempi dei Romani (cfr. ad es. Treccani) e diventata popolare soprattutto dal XV secolo.

In inglese, spa come nome comune e non più come mero toponimo appare attorno al 1620 con il significato di ‘fonte medicinale o minerale’ (cfr. Online Etymology Dictionary; il Merriam-Webster dà come prima datazione il 1610 e l'Oxford English Dictionary, che registra la parola già nell'edizione del 1913, fornisce un'attestazione del 1616) e acquisisce il significato di ‘impresa commerciale che offre trattamenti di salute e bellezza’ attorno al 1960. Nelle altre lingue spa compare successivamente: 1981 in francese (cfr. Encyclopédie Universelle), primi anni Duemila in tedesco. Pare quindi di poter dire con ragionevole sicurezza che il passaggio da toponimo a nome comune sia avvenuto in inglese, per poi espandersi nelle altre lingue, tra cui l’italiano.

Insomma, spa non è un latinismo, come molti possono essere stati indotti a pensare, ma un'acquisizione dall'inglese. E adesso, a chi ne ha la possibilità, non resta che… rilassarsi alla spa senza ulteriori indugi!

 

Foto: Scacchisti in una vasca termale dell'antico stabilimento Széchenyi, a Budapest
[Immagine dell'Ente del Turismo Ungherese].

 

A cura di Vera Gheno
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

19 settembre 2017


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