Contemporaneamente, allo stesso tempo, al contempo e altre concomitanze

Ci sono giunte molte domande riguardanti l’avverbio contemporaneamente e la sua semantica.

Risposta

Sollecitati da alcune domande arrivate in redazione, ci interrogheremo sulla sintassi e sulla semantica dell’avverbio contemporaneamente. Nel descriverlo, allargheremo via via lo sguardo a espressioni che hanno significati vicini: in contemporanea, nello stesso momento, allo stesso tempo, al tempo stesso, a un tempo, simultaneamente, insieme, congiuntamente, nel contempo, al contempo (su questi ultimi due avverbiali, si veda la consulenza di Rita Librandi, pubblicata nel maggio 2020). Non si tratta di sinonimi in senso stretto: se così fosse, dovrebbero essere sistematicamente interscambiabili, fatto che non è vero; si tratta piuttosto di espressioni che in alcuni contesti possono avere lo stesso uso. Dal punto di vista dei metodi, quando si vogliono definire parole semanticamente sfuggenti come gli avverbiali o le congiunzioni, costruire un insieme di forme vicine, eventualmente anche in altre lingue, e tenere sullo sfondo del ragionamento la rete dei loro rapporti è una strategia molto costruttiva.

1. Sintassi (e registro)
Per quanto riguarda la sintassi, in generale, gli avverbi o gli avverbiali – sintagmi che si comportano come avverbi, come per esempio allo stesso tempo – possono occupare tre posizioni diverse: possono essere interni al nucleo sintattico della frase, nel qual caso agiscono tipicamente sul predicato (“si comporta scorrettamente”); essere esterni al nucleo in posizione circostanziale (“qui stiamo tutti molto bene”); modificare la frase intera (“probabilmente arriverà in ritardo”).

L’avverbio contemporaneamente dispone di tutte e tre le possibilità, come mostrano nell’ordine gli esempi seguenti:

(1) Maria e Giuseppe sono arrivati contemporaneamente

(2) Contemporaneamente, lui è arrivato e lei se n’è andata

(3) È indubbio che l’Occidente stia attraversando un periodo di profonda crisi. Contemporaneamente, occorre ricordare però che l’Europa è ancora depositaria di valori importanti, più forti di quanto ogni tanto ci viene da pensare.

Il nostro avverbio può avere inoltre la funzione di una preposizione cosiddetta impropria, cioè di una preposizione che deriva da una parola appartenente a un’altra categoria morfologica e che svolge anche altre funzioni sintattiche (cfr. Jansen 2011). Ciò è illustrato dal seguente esempio tratto dal Vocabolario Treccani online:

(4) Contemporaneamente alla mia uscita dall’ufficio, è cominciato a piovere.

Basta una rapida ricognizione per constare che non tutte le alternative di contemporaneamente proposte nella parte introduttiva hanno le stesse possibilità. Per esempio, insieme è adatto solo per l’enunciato (1); in contemporanea pare poco appropriato per quanto riguarda (2) ma va bene per (4); allo stesso tempo è davvero idoneo solo per l’enunciato (3), e lo stesso sembra valere per al contempo. Nel caso di (4), sostituendo al sintagma una proposizione subordinata, al posto di contemporaneamente si può scegliere – allargando la lista iniziale – la congiunzione mentre, come si suggerisce in una domanda giunta in redazione:

(5) Mentre uscivo dall’ufficio, è cominciato a piovere.

Le possibilità e impossibilità di sostituzione che abbiamo (in parte) suggerito sono legate soprattutto a ragioni sintattiche e a ragioni semantiche, su cui torneremo. Ma va menzionato anche il registro. Così, tra (4) e (5) meglio la seconda soluzione: in un’enunciazione il cui contenuto è tipico del parlato, contemporaneamente non suona del tutto bene, per via della sua pesantezza morfologica e del fatto che seleziona un costrutto nominale con testa deverbale, estraneo alla fluidità della comunicazione orale. Certamente di registro elevato è poi a un tempo, a cui in varietà linguistiche più vicine allo standard si preferisce insieme o allo stesso tempo o nel contempo:

(6) È una persona gentile e a un tempo/insieme/allo stesso tempo/nel contempo diffidente.

In generale, contemporaneamente è più frequente nello scritto (perlomeno, in quello di registro formale o neutro) che nel parlato. Lo mostra il confronto tra i dati del corpus CORIS, costituito esclusivamente da testi scritti di diversi tipi e generi testuali, e quelli di KIParla, dedicato invece al parlato. Nel primo l’avverbio ricorre con una frequenza di circa 35 occorrenze per milione di parole, valore circa triplo rispetto a quello registrato in KIParla, dove contemporaneamente occorre appena 12 volte ogni milione di parole.

2. Semantica: uno sguardo ai dizionari
Per definire la semantica del nostro avverbio, conviene cominciare col dare uno sguardo ai principali dizionari. In tutti, per contemporaneamente è registrata anzitutto l’accezione strettamente temporale di ‘nello stesso momento, tempo, epoca’, ‘nel medesimo tempo; a un tempo’: così, rispettivamente, il Zingarelli2026, che lemmatizzano l’avverbio sotto la voce contemporaneo. In questa prima e fondamentale accezione, i repertori propongono esempi come:

(7) Siamo arrivati a casa contemporaneamente.

In alcuni dizionari, accanto a questa prima accezione ne viene indicata una seconda, non temporale, in cui l’avverbio può essere sostituito da “congiuntamente, insieme, nella stessa circostanza o situazione” (GDLI), “insieme” (GRADIT 2000), “insieme, a un tempo” (Vocabolario Treccani 2017):

(8) È una stanza che serve contemporaneamente da studio e da camera degli ospiti (GRADIT 2000).

Le definizioni proposte dai dizionari sono senz’altro utili, ma non sono che un primo passo nel territorio semantico di una parola e di una rete di parole, che si presenta come particolarmente ricca e articolata.

3. Semantica: il tratto della concomitanza e le sue coniugazioni
L’avverbio contemporaneamente può assumere significati diversi, in funzione del contenuto dell’enunciato che lo accoglie e del suo contesto di apparizione. Questo dato è confermato dall’analisi di un campione di usi reali tratto dal corpus DIA (cfr. Mastrantonio et al. 2024): un corpus che raccoglie testi di àmbito accademico appartenenti a tre generi testuali (voce enciclopedica, articolo scientifico, manuale universitario) e rappresentativi dell’intero spettro dei settori disciplinari (scientifico, giuridico-economico, umanistico), per un totale di oltre un milione di parole.

A ben guardare, tali significati possono essere sistemati riconoscendo alle diverse accezioni di contemporaneamente un tratto semantico comune, e un paradigma ordinato di sue manifestazioni. Il tratto comune può essere identificato con la proprietà della concomitanza, la quale può essere di natura denotativa, cioè riguardare aspetti degli eventi evocati (azioni, processi, stati, atti, accadimenti), oppure di natura enunciativa, nel qual caso verte sugli atti linguistici del locutore. Il primo caso può essere illustrato dall’esempio (1) già visto sopra, il quale indica la concomitanza spazio-temporale dell’evento “arrivo di Maria” e dell’evento “arrivo di Giuseppe”:

(1) Maria e Giuseppe sono arrivati contemporaneamente.

Per il secondo caso, si può tornare all’esempio (3):

(3) È indubbio che l’Occidente stia attraversando un periodo di profonda crisi. Contemporaneamente, occorre ricordare però che l’Europa è ancora depositaria di valori importanti, più forti di quanto ogni tanto ci viene da pensare.

Qui, ad essere simultanee sono infatti le due enunciazioni compiute dal locutore, che dapprima concede ma poi asserisce, in una contemporaneità ideale, un contro-argomento che ritiene importante.

4. La concomitanza denotativa
4.1. Quando opera in una prospettiva denotativa, il nostro avverbio indica spesso una concomitanza temporale tra eventi, come in:

(9) [tra gli anni Trenta e gli inizi degli anni Cinquanta] furono poste le basi, teoriche e pratiche, per la determinazione dei pesi molecolari medi e fu chiarita la costituzione dei più importanti polimeri. Contemporaneamente, veniva chiarito, negli aspetti essenziali, il meccanismo chimico della polimerizzazione […]. (Corpus DIA)

Co-occorrenza non sta necessariamente a significare sovrapposizione totale dei tempi, come abbiamo quando due eventi hanno la stessa durata, o iniziano o finiscono nello stesso momento; si possono riscontrare anche relazioni di incidenza temporale, come nel caso in cui un evento inizia mentre l’altro è in corso:

(10) Per molti anni il progresso delle conoscenze sulle cellule rimase sostanzialmente limitato agli aspetti strutturali. Contemporaneamente cominciò anche lo studio dei caratteri funzionali, soprattutto biochimici, condotto su preparazioni ottenute attraverso la frammentazione di cellule (omogenati), su estratti o composti purificati. (Corpus DIA)

Si può anche fare riferimento a una concomitanza non avvenuta o “quasi” avvenuta:

(11) È in questo quadro di rinnovato interesse per il linguaggio e la comunicazione che, con la prefazione di Norberto Bobbio, fu tradotto in italiano il Traité de l’argumentation. […] Quasi contemporaneamente, esce in versione italiana (L’antica retorica, 1972) un volumetto dello strutturalista e semiologo Roland Barthes, L’ancienne rhétorique (1970). (Corpus DIA)

Finora, abbiamo visto casi in cui asserire la concomitanza degli eventi costituisce l’obiettivo primario del movimento testuale, ma la relazione di concomitanza può anche essere incassata all’interno di una connessione logico-argomentativa di livello superiore:

(12) Il re allora si inginocchiava per pronunciare una dichiarazione di innocenza davanti al dio: soltanto a questo punto gli venivano restituite le sue insegne, ma contemporaneamente veniva schiaffeggiato sul volto dal sacerdote. Era questo un rito di espiazione che aveva il fine di purificare il re e la città e di rinnovare la regalità. (Corpus DIA)

4.2 Nei suoi usi denotativi, contemporaneamente può anche indicare concomitanze che non sono di natura temporale: ma riguardano persone che svolgono la stessa azione, entità che hanno le stesse caratteristiche, la stessa funzione ecc. Ciò accade nell’esempio (8) visto sopra, ricavato dal GRADIT (2000); e nell’esempio reale seguente:

(13) Una funzione biettiva (o anche biezione, o corrispondenza biunivoca) è una funzione che è contemporaneamente iniettiva e suriettiva. (Corpus DIA)

Qui, a essere comunicato non è tanto che due eventi avvengono in contemporanea dal punto di vista temporale, bensì che un referente, la funzione biettiva, deve possedere congiuntamente due caratteristiche per essere tale, ossia, il fatto di essere sia iniettiva che suriettiva.

5. La concomitanza enunciativa
5.1. Come abbiamo detto, la concomitanza indicata da contemporaneamente può riguardare anche l’enunciazione, cioè il fatto stesso di dire. Lo abbiamo visto con l’esempio (3); lo illustra ancora il seguente esempio reale:

(14) Esistere significa prima di tutto apparire, manifestarsi, darsi. Contemporaneamente, occorre anche riflettere sulla natura del pensiero. (Corpus DIA)

In casi come questi, il nostro avverbio assume la funzione di connettivo, cioè di elemento che offre istruzioni sulla struttura del testo sul piano logico-argomentativo (Ferrari 2024). Quando contemporaneamente funge da connettivo, a essere presentate come concomitanti non sono due eventi ma due asserzioni, di cui il locutore chiede al destinatario di tenere conto nello stesso momento, nello stesso punto della costruzione del discorso.

Detto questo, definita cioè la possibilità di contemporaneamente di fungere da connettivo, i dati reali mostrano tuttavia che si tratta di un suo impiego piuttosto raro.

Quando è in gioco l’enunciazione, la preferenza viene data ad altri “sinonimi”, in particolare allo stesso tempo, al tempo stesso o nel contempo, come illustrato dall’esempio seguente:

(15) L’uso delle virgolette segnala che si sta riportando l’opinione altrui e chi legge inferisce che tale opinione coincide con una valutazione negativa. Allo stesso tempo, questa interpretazione è rinforzata dal fatto che la citazione è inserita in una costruzione di tipo concessivo (avrà anche corso “con quelle scarpe lì”). (Corpus DIA)

Più precisamente, se la concomitanza riguarda l’enunciazione, possono disegnarsi due diverse strategie comunicative. Nella prima, il connettivo introduce un dato che, rispetto al precedente è co-orientato: è il caso dell’esempio (15) visto qui sopra. Nella seconda strategia, il connettivo si combina con una contro-argomentazione, nella fattispecie una concessione o un’opposizione; in tali sequenze può essere accompagnato da connettivi come ma, però, tuttavia, comunque, come nell’esempio (3) visto sopra o in:

(16) Per quanto riguarda gli studi di linguistica tedesca bisogna riconoscere al volume curato da Braun, Schaeder e Volmert […] il merito di aver riportato questo tema al centro della discussione scientifica e di aver tentato una nuova definizione degli studi sugli internazionalismi. Ma è necessario al contempo segnalare il ruolo pionieristico che i linguisti della ex Repubblica Democratica Tedesca e ancor prima i linguisti russi hanno giocato in questo campo. (Corpus DIA)

A proposito delle sequenze contro-argomentative, un dato interessante è che spesso il connettivo di concomitanza può essere eliminato senza guastare la coerenza del testo. Ora, se è così, viene naturale chiedersi quale sia l’apporto specifico che l’avverbio offre all’argomentazione. Uno studio sul francese che si occupa di en même temps (cfr. Vaguer 2018), che è il traducente di al tempo stesso ecc., suggerisce che la sua presenza indebolisce la forza argomentativa che la sequenza avrebbe se non ci fosse. L’idea è che se si dice:

(17) Giuseppe ha un brutto carattere; però è un gran lavoratore.

si sposa decisamente l’argomento positivo mettendo in secondo piano quello negativo. Invece, se si dice:

(18) Giuseppe ha un brutto carattere; allo stesso tempo/nel contempo è però un gran lavoratore.

si attribuisce ai due argomenti maggiore equilibrio, pur sottolineando maggiormente il secondo per via della sua posizione finale. Il locutore contro-argomenta, certo; ma mette in scena un atteggiamento più neutro, più incerto, che lascia al destinatario un margine maggiore di valutazione.

5.2. In francese, nella conversazione spontanea, il connettivo en même temps conosce un impiego – che i francofoni considerano come molto naturale – in cui la contro-argomentazione si indebolisce fino a diventare semplice ripensamento. Due esempi significativi a questo riguardo sono:

(19) Oh la la, j’ai à nouveau oublié mes clés. En même temps, pourquoi ce serait un problème?

(20) Tu vois, il a à nouveau été agressif. En même temps je m’en fous…

Qui, con en même temps si torna sul primo enunciato per disinnescarne la rilevanza comunicativa, senza che vi sia in gioco una vera e propria argomentazione pianificata. È una sorta di correzione che viene effettuata in fieri, di ripensamento di quanto si è appena detto. Tecnicamente, la linguistica direbbe che in casi come questi siamo di fronte a un cosiddetto segnale discorsivo, cioè a un’espressione linguistica semanticamente molto povera la cui funzione sta tipicamente nel marcare le dinamiche degli scambi conversazionali; e che dunque nel suo complesso en même temps può funzionare come un avverbio con valore denotativo, come un connettivo o come un segnale discorsivo tipico del parlato informale (Ferrari 2021). Ora, nessuna delle espressioni italiane che stiamo analizzando può svolgere in modo davvero naturale quest’ultima funzione: certo non contemporaneamente, in contemporanea, insieme, congiuntamente, nello stesso momento. Le espressioni meno inaccettabili sembrano al tempo stesso, allo stesso tempo e nel contempo:

(21) Che noia, ho di nuovo dimenticato le chiavi. Al tempo stesso/nel contempo, non vedo perché è un problema…

(22) Vedi, è stato di nuovo aggressivo. Al tempo stesso/nel contempo chi se ne frega…

A ben guardare, non c’è tuttavia una vera naturalezza: questo non tanto per via della semantica, quanto piuttosto a causa del registro. Una traduzione italiana più consona di (22) potrebbe essere:

(23) Vedi, è stato di nuovo aggressivo. Ma poi chi se ne frega…

Interessante, in questa formulazione, il fatto che ci sia il connettivo di opposizione ma e che l’indicazione temporale riguardo all’enunciazione non sia di concomitanza ma di susseguenza (poi).

6. Conclusioni
In questo intervento abbiamo proposto una prima risposta alle domande che vertevano sul significato dell’avverbio contemporaneamente sistemandone gli usi principali nell’àmbito dell’italiano contemporaneo. Gli abbiamo riconosciuto dapprima un significato stabile di fondo, riconducibile alla nozione di concomitanza, già ben indicato dai dizionari. Abbiamo poi individuato due suoi usi fondamentali: un uso denotativo, in cui la concomitanza riguarda gli eventi evocati dal testo; e un uso che abbiamo chiamato enunciativo, nell’àmbito del quale la concomitanza concerne invece gli atti linguistici compiuti dal locutore. Come emerge chiaramente dalla sistemazione proposta, l’analisi è stata condotta in una prospettiva doppiamente contrastiva, da una parte tenendo sullo sfondo il paragone con espressioni linguistiche affini, come nello stesso tempo, nel contempo, al tempo stesso, e dall’altra aprendo a un confronto con il francese en même temps. Che sia intralinguistica o interlinguistica, quando si è di fronte a insiemi di parole semanticamente affini, l’analisi contrastiva è una strategia particolarmente costruttiva per coglierne gli aspetti comuni e le differenze. Nel caso di contemporaneamente, la prospettiva intralinguistica ci ha permesso di osservare che, rispetto ai suoi “sinonimi”, il nostro avverbio è più a suo agio nello scritto che nel parlato, e che si presta poco all’uso enunciativo, in particolare quello contro-argomentativo, il quale preferisce nel contempo, al tempo stesso ecc. Preferisce insomma funzionare da avverbio predicativo o frasale piuttosto che da connettivo. Quanto alla prospettiva interlinguistica, essa ci ha mostrato che le nostre espressioni – anche quelle aperte all’enunciazione – fanno fatica a svolgere il ruolo molto particolare che en même temps assume nella conversazione spontanea francese: quello di marcatore di ripensamento, di retromarcia enunciativa rispetto a quello che si è appena detto. È un cammino verso lo svuotamento di senso che i connettivi italiani non hanno ancora percorso.

Nella nostra analisi, ci siamo attenuti all’italiano contemporaneo. Rimane da indagare come si sia arrivati, in diacronia, alla situazione attuale, sia riguardo a contemporaneamente sia riguardo ai suoi “sinonimi”. In questa prospettiva, un primo, prezioso spunto è offerto dalla citata risposta di Rita Librandi su questa stessa rubrica, che ha fatto luce sulle modalità di ingresso nell’italiano standard degli avverbiali nel contempo e al contempo.

Nota bibliografica:

  • Jansen 2011: Hanne Jansen, Preposizioni in Raffaele Simone (a cura di), Enciclopedia dell'Italiano, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana G. Treccani, vol. II, 2021, pp. 1151-1154.
  • Ferrari 2021: Angela Ferrari, Segnali discorsivi e connettivi, in “Lingua e stile” LVI/1, 2021, pp. 143-150.
  • Ferrari 2024: Angela Ferrari, Piano logico-argomentativo, in Angela Ferrari (a cura di), Dizionario di linguistica del testo a uso delle scienze umane, Roma, Carocci, 2024, pp. 78-79.
  • Mastrantonio et al. 2024: Davide Mastrantonio, Abdelmagid Sakr, Michela Dota, Serena Nardella, Il progetto PRIN 2022 PNRR “Dizionario dell’italiano accademico: forme e funzioni testuali (DIA)”: prime acquisizioni e prospettive, in “Italiano LinguaDue”, XVI, 2, 2024, pp. 564-605.
  • Vaguer 2018: Céline Vaguer, En même temps, Dans le même temps, marqueurs temporels de simultanéité, in Angelina Aleksandrova, Céline Benninger, Anne Theissen, Fabrice Marsac e Jean-Paul Meyer (a cura di), Consécutivité et simultanéité en linguistique, langues et parole, Paris, L’Harmattan, 2018, pp. 259-280.


Ferrari Angela
Piantanida Giovanni

19 giugno 2026


  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Chiusura della biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Mercoledì 24 giugno la Biblioteca resterà chiusa per festività patronale.

Questionario di gradimento della Biblioteca dell'Accademia della Crusca

Avviso dalla biblioteca

Questionario di rilevazione della soddisfazione degli utenti

Avviso dall'archivio


Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Il Presidente dell’Accademia della Crusca Paolo D’Achille ospite del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”

In occasione della terza tornata del 2026, presentate due nuove pale accademiche

18 mag 2026

Ricordo di Maria Grossmann

11 mag 2026

Rielezione del presidente Paolo D'Achille e del Consiglio direttivo dell'Accademia

28 apr 2026

L'Accademia della Crusca e il Bosco degli scrittori di Aboca Edizioni

23 apr 2026

Il conferimento della laurea honoris causa a Sergio Mattarella da parte dell'Università di Firenze

10 mar 2026

I vincitori e le vincitrici dei David di Donatello “Rivelazioni italiane 2026” in visita all'Accademia della Crusca

10 mar 2026

All'Accademia della Crusca la giornata Le Ville Medicee: patrimonio UNESCO da vivere

04 mar 2026

Vai alla sezione