Da costa a costola

Costa e costola sono sinonimi? E se è così, quale dei due è il termine più “corretto”? Queste le domande di alcuni nostri lettori.

Risposta

La “Lingua italiana” Treccani ha pubblicato, nel 2010, una domanda simile a quella rivolta dai nostri utenti in merito all’uso di costola e costa in riferimento agli esseri umani e agli animali. Nella risposta si dice che costa ‘osso piatto, curvo, della cassa toracica’ è attestato per la prima volta nell’italiano scritto nel XIII secolo, in Brunetto Latini, e che viene direttamente dal latino cōsta(m) ‘costa, costola, fianco’. Nel DELI si legge che costola, nel significato anatomico che qui interessa, è documentato a partire da un volgarizzamento trecentesco della Bibbia e deriva da costula(m), un tardo diminutivo latino di cōsta(m). Si tratta di due sinonimi di significato trasparente e noti entrambi sia agli specialisti, sia ai parlanti comuni. Tuttavia, secondo l’autore o l’autrice della risposta della Treccani, è necessario fare una distinzione che riguarda la distribuzione nella frequenza d’uso: parlando del corpo umano o di un paziente, chi ha familiarità con il linguaggio specialistico userà indifferentemente costa e costola, mentre il resto dei parlanti preferirà costola, sia con riferimento al corpo umano, sia relativamente agli animali. Infatti, nella lingua comune, si parlerebbe di coste ‘ossa della cassa toracica’ soltanto in macelleria e in cucina.

Vediamo di aggiungere qualche informazione: ad esempio, che cosa dicono, in merito, i dizionari dell’uso contemporaneo?
Nel Vocabolario Treccani online si legge:

còsta s. f. [lat. cŏsta, col sign. anatomico, e fig., al plur., «coste (delle navi, ecc.)»]. – 1. a. In anatomia, ognuna delle ventiquattro ossa dell’uomo (dodici per ciascun lato), di forma allungata, piatta e incurvata, che, con lo sterno e la porzione dorsale della colonna vertebrale, formano la cosiddetta gabbia toracica; anche, nome delle omologhe ossa degli altri vertebrati (in macelleria, comprende anche la relativa carne: coste di vitellone, di maiale; bistecche di costa, spuntature di costa, ottenute dalle ultime sette costole, tagliate quindi nel quarto anteriore). Nel linguaggio corrente è forma meno com. di costola, la quale è quasi esclusiva in molte locuz. di uso fam.

Parallelamente, nella stessa opera la costola è registrata come ‘sin. di costa nel sign. anatomico; è forma meno com. nel linguaggio medico ma più diffusa nel linguaggio corrente’. Si trova sulla stessa linea anche il Nuovo Devoto-Oli, in cui di costola si dice che è il corrispondente, nel linguaggio comune, del termine tecnico dell’anatomia costa; il significato indicante ‘la parte della lombata dell’animale macellato, tolto il filetto’, è separato dal precedente e contrassegnato con la marca d’uso ‘macell.’. Si noti, invece, che all’interno della definizione contrassegnata come ‘anat.’ di costa viene individuato anche un uso regionale romano, ‘parte della schiena della bestia macellata’.           

Nel Nuovo De Mauro costa col significato di costola è registrato con le marche d’uso ‘comune’ e ‘tecnico-specialistico’, mentre costola è registrato con la marca d’uso "alta disponibilità" nel significato di ‘ciascuna delle dodici ossa piatte e di forma allungata che collegando la spina dorsale con lo sterno formano la cassa toracica, costa’ e "comune" nel significato ‘di animale macellato, spec. bovino, parte della lombata sopra il filetto’.

Il GDLI e lo Zingarelli 2022 registrano sia costa sia costola, con marca d’uso “anat.”, col significato suddetto; nel GDLI all’interno della voce costola compare anche il significato di ‘parte della lombata sopra il filetto (di un animale macellato)’.

Infine, il Garzanti lemmatizza costa come “(anat.) costola” e “(ant., lett.) fianco del corpo; più generalmente, lato, parte”, riportando due esempi danteschi: “né mosse collo, né piegò sua costa” (Inferno, X, 75); “Ed ecco due da la sinistra costa” (Inferno, XIII, 115). Anche il lemma costola ha la marca d’uso “anat.”; non si fa riferimento al suo uso più comune rispetto a costa.

Il maggiore ricorso a costa rispetto a costola nell’àmbito dell’anatomia e della medicina si evince, oltre che dalle marche d’uso presenti nei dizionari contemporanei consultati, anche dalla sua presenza esclusiva in dizionari tematici come il Dizionario di Medicina moderna e il Dizionario medico Larousse.

In àmbito culinario si rileva anche l’uso di costina (di maiale, di vitello), forma diminutiva di costa, e costoletta, diminutivo di costola. Entrambe le forme sono lemmatizzate col significato di ‘costola di animale macellato con la carne che vi aderisce’, con minime variazioni, nel Garzanti, nel GDLI, nello Zingarelli 2022, nel Nuovo De Mauro (entrambe con marca d’uso comune). Nel Vocabolario Treccani online e nel Nuovo Devoto-Oli, invece, con il medesimo significato è registrata soltanto la forma costoletta.

Si noti che il termine cotoletta, ‘fetta di carne impanata e fritta’, ben diffuso in cucina (specie per la cotoletta alla milanese) è un adattamento del francese côtelette, dim. di côte ‘costa, costola’ e quindi perfettamente corrispondente a costoletta; nel DELI, al lemma cotoletta, è riportata una citazione dai Neologismi buoni e cattivi più frequenti nell'uso odierno di Giuseppe Rigutini (1891): “Così dicono coloro che mangiano e parlano alla francese. Chi parla italianamente dice costoletta”.

Dall’interrogazione del corpus Italian web 2016 costituito a partire da testi contenuti sul web, risulta che costa, nelle sue circa 275.000 occorrenze come nome, è associato a verbi quali frastagliare, lambire, bagnare, risalire, costeggiare, devastare, pattugliare, esplorare, punteggiare, percorrere e ad aggettivi come adriatico, adriatica, tirrenico, orientale, ionico, atlantico, occidentale, meridionale, settentrionale, roccioso, libico, ligure. Non sembra ci siano, dunque, occorrenze di costa con il significato anatomico, mentre la costola (poco più di 15.000 r.) è associata a verbi come fratturare, incrinare, fracassare, ammaccare, stritolare, rompere, trapassare, frantumare, rimediare, spezzare, spaccare, sporgere, formare, mancare, appartenere e agli aggettivi rotto, sporgente, arcuato, prominente, spezzato, dolorante, radiale. Nel corpus ci sono anche 59 occorrenze di “costoletta di” (maiale, vitello e agnello) e 21 di ‘costina di’ (la maggior parte riferita a maiale, ma alcune anche a viscosa, in quanto l’espressione “a costine” si riferisce anche ad alcuni tipi di tessuto).

In conclusione, costa e costola sono sinonimi, ed entrambi possono essere usati per indicare le parti che costituiscono la gabbia toracica; costa però è tipico del lessico tecnico-specialistico dell’anatomia. Tra i due, nell’uso quotidiano è più diffuso costola, anche se l’alternanza tra i due termini esiste e potrebbe essere soggetta a variabili diatopiche, in particolare quando si indicano le parti macellate degli animali, in macelleria o in cucina. I diminuitivi dei due lemmi, costina e costoletta, godono entrambi di attestazioni d’uso specialmente in àmbito culinario, ma costoletta, al pari del nome da cui deriva, sembra essere maggiormente diffuso.

Dalila Bachis

11 luglio 2022


Agenda eventi

  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Nuovo regolamento per gli utenti della Biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Dal 3 gennaio 2023, per gli studiosi che accedono alla Biblioteca è in vigore un nuovo regolamento.

Ordine di servizio

Avviso da Crusca

In ottemperanza alla normativa vigente, si raccomanda a tutti coloro che frequentano, a vario titolo, la Villa medicea di Castello, l’osservanza delle seguenti regole da adottare per il contenimento dei consumi energetici:
- all’interno della Villa l’esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale è consentito per 11 ore giornaliere dall’8 novembre al 7 aprile (art. 1 comma 2 del Decreto del Ministro della Transizione ecologica del 6 ottobre 2022);
- la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti di ciascun locale della Villa per la climatizzazione invernale non deve essere superiore a 19 gradi centigradi, più 2 gradi centigradi di tolleranza (art. 19-quater del Decreto legge n. 17 del 1° marzo 2022);
- l’apertura delle finestre per il ricambio dell’aria deve essere limitata allo stretto necessario;
- regolare la luminosità della luce artificiale a seconda della luminosità esterna;
- spegnere le luci, il monitor del PC e il fancoil quando ci si allontana dalla propria postazione di lavoro e al termine del proprio orario di lavoro;
- non stampare mail o altri documenti, se non strettamente necessario.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Scomparsa l'accademica Bice Mortara Garavelli

26 gen 2023

Antichi maestri: un allestimento teatrale appositamente pensato per la Crusca

11 nov 2022

Scomparso lo storico della lingua Andrea Dardi

02 nov 2022

Due spettacoli teatrali alla villa medicea di Castello

26 ott 2022

Scomparso l'accademico Luciano Agostiniani

20 ott 2022

L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo: il libro edito dall'Accademia in occasione della Ventiduesima Settimana della lingua italiana nel mondo

15 ott 2022

Tre visite guidate riservate ai soci UniCoop Firenze e Amici dell'Accademia della Crusca

10 ott 2022

Sao ko kelle terre. Piccola storia della lingua italiana: al MUNDI uno spettacolo dedicato alla lingua italiana

23 set 2022

Vai alla sezione