E’ v’abbaia la volpe

Un lettore di Verona chiede informazioni sull'origine e sul significato “profondo” del detto e’ v’abbaia la volpe che conosce come riferito a un luogo dove è pericoloso andare.

Risposta

Il detto e’ v’abbaia la volpe, cioè ‘lì abbaia la volpe’ è attestato in questa forma, con e’ pronome neutro impersonale rafforzativo tipico della tradizione toscanista, in autori di questo filone letterario: è registrato come proverbio nel Vocabolario degli Accademici della Crusca, già a partire dalla prima edizione del 1612, ed è documentato in opere di autori toscani quattro-cinquecenteschi del filone comico, Giovanni Maria Cecchi, Luca Pulci e altri, come riportano Tommaseo e Bellini nel loro Dizionario della lingua italiana chiosando “di luogo dove è pericoloso l’andarvi”.

Una locuzione simile è documentata anche oggi in aree dialettali settentrionali, ma, secondo l’analisi di Ottavio Lurati nel bello e utile Dizionario dei modi di dire (Lurati 2001, s.voce volpe, p.1039), ha un significato ben diverso, quello di ‘prendere una sbornia’: “A Campo Val Maggia si parlava di ciapà la volp oppure si spiegava la boia la volp nel significato di ‘prendere, avere una sbornia’: letteralmente ‘prendere la volpe’ e ‘abbaia la volpe’” (si noti il tempo passato, a indicare un uso non più attuale). Al riferimento alla sbornia viene poi da Lurati associato il riferimento alla fame: “U baiava la volp ‘abbaia la volpe’, mi spiegava qualche anno fa (1986) in Vall’Anzasca un montanaro che ricordava di essere stato tormentato per tre giorni dalla fame per essersi perso nella neve”, con l’aggiunta, che mi pare importante, della frequente commutazione, nei modi di dire, di volpe e lupo, per cui “il motto sulla volpe compare all’interno dell’area di diffusione del tipo locuzionale il lupo abbaia nel senso di ‘i morsi della fame mi attanagliano’”.

Dunque, possiamo da queste testimonianze lessicografiche prendere atto dell’esistenza del detto e’ v’abbaia la volpe nella tradizione letteraria toscana a indicare un luogo di pericolo, forse a partire dall’avvicinamento tra la volpe e il lupo come abitanti di boschi e luoghi selvaggi. Ma notiamo anche che un detto molto simile è documentato in tempi recenti in area dialettale settentrionale con un significato diverso, dato che alla parola volpe viene associato il significato di ubriachezza o di fame: due significati lontani tra loro ma accomunati da un senso di negatività, come negativo, del resto, è il senso di pericolo del detto antico toscano.

Aggiungerei forse che il pericolo è evocato anche, in aggiunta, dal verbo abbaiare, che accentua l’aggressività del verso della volpe, già di per sé inquietante: il verbo preciso per il verso della volpe è guaiolare, mentre abbaiare si può considerare il suo sinonimo più comune (Vocabolario Treccani online s.v. abbaiare: “Il verbo è adoperato anche per indicare la voce della volpe, in quanto simile a quella del cane: Avevano finalmente visto arrivare la volpe, che andava abbaiando e uggiolando tra le macchie [Capuana]”).


Ilaria Bonomi

29 settembre 2020


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