Pedàncola

Un lettore ci segnala l’uso di pedàncola, come sinonimo di passerella, nella segnaletica stradale del cuneese, e ci chiede se si tratti di un piemontesismo.

Risposta

Pedàncola è effettivamente un termine dell’italiano del Piemonte, equivalente a passerella; indica cioè un ponte leggero e di sezione ridotta, temporaneo o permanente, destinato al transito dei pedoni su un corso d’acqua (o su altri ostacoli).

Il termine è formato per mezzo del suffisso atono derivazionale -ol-, di valore originariamente alterativo, a partire da una radice lessicale anch’essa di area piemontese, pedanca. Il GDLI glossa il regionalismo pedanca come ‘trave o asse di legno gettata da una riva all’altra di un ruscello o di un fosso, per consentirne l’attraversamento’ e ne riconduce l’etimologia all’incrocio di due voci del latino tardo, *pedanĕa (derivato di pes, pedis ‘piede’) e planca (‘asse, tavola’). Si può aggiungere che con il significato di passerella esiste anche il panitaliano palancola: il termine ha la stessa derivazione suffissale del piemontesismo pedancola ma è formato a partire dalla base lessicale palanca (continuatrice del latino *palanca; dal greco phálagga, accusativo di phálagks ‘tronco, bastone’), che ha propriamente il valore di ‘trave lunga e robusta’ (Vocabolario Treccani; ancorché, specie nel linguaggio marinaresco, possa indicare essa stessa un ponticello mobile, v. ad es. GRADIT e Sabatini-Coletti).

I regionalismi pedancola e pedanca poggiano sul dialetto piemontese, che annovera termini variamente consimili. In torinese ad esempio è presente pianca, di etimo discusso (una possibilità è certamente che derivi dal latino tardo *planca ‘asse, tavola’; cfr. Attilio Levi, Dizionario etimologico del dialetto piemontese, Torino, Paravia, 1927; Anna Cornagliotti, a cura di, Repertorio etimologico piemontese, Torino, Centro studi piemontesi, 2015), che ha i significati di ‘passatoio, palancola, tragetto’ (Michele Ponza, Vocabolario piemontese-italiano e italiano-piemontese, Torino, Le livre precieux, 1967; ristampa dell’edizione: Pinerolo, Lobetti-Bodoni, 1877) e può quindi corrispondere, nell’uso, sia a pedancola che a pedanca. In altre varietà dialettali, pianca equivale più specificamente a pedanca; è così ad es. in monferrino, dove ha il valore di ‘asse posto a cavalcioni sopra un ruscello per attraversarlo’ (Giuseppe Ferraro, Glossario monferrino, Sala Bolognese, Forni, 1976; ristampa dell’edizione: Torino, Loescher, 1889). Inoltre, la stessa forma pedanca può comparire non soltanto nell’italiano regionale ma anche in dialetto; è attestata ad es. in valsesiano, nel senso di ‘travicello che serve a passare le acque dei fossati o dei torrentelli’ (Federico Tonetti, Dizionario del dialetto valsesiano, Bologna, Forni, 1967; ristampa dell’edizione: Varallo, Camaschella-Zanfa, 1894).

Di pedancola e pedanca si hanno occorrenze nelle opere letterarie di scrittori piemontesi, tra cui Nuto Revelli, v. ad es. “Lungo la discesa che porta alla pedancola di Sant’Anna incontriamo mia sorella” (La strada del davai, Torino, Einaudi, pag. 177), e Beppe Fenoglio, v. ad es. “Passò sulla pedanca fradicia e sbilenca. Il paese oltre il greto era sempre perfettamente silenzioso, formicolava di silenzio” (Una questione privata, Torino, Einaudi, pag. 79); oltre che in testi di altro tipo. Fra questi mette conto citare almeno la cronaca giornalistica. Se ne dànno qui alcuni esempi, tratti dalle pagine locali della “Stampa” e da periodici a diffusione provinciale; da cui emerge, tra l’altro, come pedancola e pedanca possano essere usati intercambiabilmente con lo stesso significato: “Accordo fra Cuneo e Boves per la pedancola sul Gesso” (“La Stampa”, Cuneo, 5.06.2018); “Sotto la pedancola Vassallo c’è gente che bivacca” (“La Stampa”, Cuneo, 19.03.2019); “Sulla piazza Cariolo di Dronero, non lontano dal ponte del diavolo, un cartellone pubblicizza la nuova pedancola sul Maira” (“Corriere di Saluzzo”, 18.04.2019), “L’incidente sulla provinciale […] all’altezza della pedanca sul Maira” (“La Stampa”, Cuneo, 21.10.2015). Tutti i passaggi, si sarà notato, fanno riferimento a notizie della provincia di Cuneo; proprio nel cuneese, difatti, pedancola e pedanca parrebbero più diffusi.

È significativo, inoltre, che le due voci regionali compaiano in testi giornalistici, poiché questi sono spesso rappresentativi dell’uso medio dell’italiano (e più in generale di una lingua; v. Ulrich Ammon, “On the social forces that determine what is standard in a language and on conditions of successful implementation”, in Sociolinguistica 17, 2003, pp. 1–10); per pedanca, un ulteriore indizio del carattere non marcato del fenomeno è l’attestazione lessicografica (giacché i dizionari documentano tutto ciò che è ‘normale’ negli usi di una comunità; cfr. Eugenio Coseriu, “Sistema, norma y habla”, in Id., Teoría del lenguaje y lingüística general. Cinco estudios, Madrid, Gredos, 1967 [1952], pp. 11-113). Ben inteso, la possibilità di interpretare pedancola e pedanca come termini di uso medio vale soltanto in area piemontese, se non più specificamente cuneese, e non su scala nazionale.

Infine, non è da escludere che queste stesse forme siano presenti in qualche misura anche altrove. I tipi pianca e pedanca sono del resto attestati in vari dialetti italo-romanzi (cfr. Wilhelm Meyer-Lübke, Romanisches etymologisches Wörterbuch, Heidelberg, Carl Winter, 1911, §§ 6343, 6455) e non mancano denominazioni analoghe a quelle piemontesi in altre parti d’Italia, come la Pedanca sull’Entella a Chiavari (GE) (www.pinterest.it/pin/577375614700845118) o la Pedanca del Buso ad Ampezzo (UD) (www.ampezzo.org/turismo/itinerari/pedanca). Ma la diffusione di pedancola e pedanca oltre l’area piemontese è ancora tutta da esplorare.

Massimo Cerruti

 

Piazza delle lingue: La variazione linguistica

1 ottobre 2019


Agenda eventi


Avvisi

Prestiti esterni

Avviso dalla bibliotecaI prestiti in corso e in scadenza si considereranno naturalmente prorogati fino alla riapertura della Biblioteca.

Sospensione Incontro dell'ultima domenica di marzo

Avviso da Crusca

ATTENZIONE: AVVISIAMO GLI INTERESSATI CHE, A CAUSA DELL'EMERGENZA LEGATA ALL'EPIDEMIA DI COVID-19, DOMENICA 29 MARZO 2020 L'ACCADEMIA NON SARÀ APERTA AI VISITATORI PER IL CONSUETO INCONTRO DOMENICALE.

Il Tema

Avviso da Crusca

In margine a un’epidemia: risvolti linguistici di un virus: il nuovo Tema di Claudio Marazzini. La discussione è aperta.

Chiusura temporanea della sede dell'Accademia

Avviso da CruscaSi comunica che, allo scopo di contrastare il diffondersi dell'epidemia COVID-19, in attuazione del DPCM 22 marzo 2020, l’Accademia della Crusca resterà chiusa fino al 3 aprile 2020 (salvo nuove indicazioni).

"Italiano digitale" IX, 2019/2 (aprile-giugno)

Avviso da Crusca

Il nuovo numero è disponibile nella sezione "Pubblicazioni".

Biblioteca dell'Accademia - Donazioni

Avviso dalla biblioteca

La Biblioteca accetta in dono unicamente opere attinenti ai propri ambiti disciplinari.
Le opere inviate non saranno comunque restituite al donatore.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

25 marzo, ore 18: appuntamento al balcone per il primo Dantedì

24 mar 2020

Due speciali su Dante di Rai Cultura

22 mar 2020

25 marzo 2020: il primo Dantedì

21 mar 2020

Claudio Marazzini intervistato su Nev.it

06 mar 2020

L'accordo tra l'Accademia della Crusca e il Ministero della Pubblica amministrazione

16 feb 2020

Un museo della lingua italiana a Firenze: la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

21 gen 2020

Istituito il Dantedì. Ogni 25 marzo Dante Alighieri sarà celebrato a livello nazionale

19 gen 2020

I manifesti futuristi dell'archivio Crusca-Memofonte al programma televisivo "Passato e presente"

Vai alla sezione