Stigmatizzare

Alcuni lettori ci chiedono se il verbo stigmatizzare, oltre al valore negativo di ‘biasimare, dispprovare’ ne abbia anche uno “neutro” assimilabile a evidenziare, sottolineare, marchiare.

Risposta

Già nel mondo latino il sostantivo stigma, analogamente al greco stìgma da cui deriva, voleva dire ‘bollatura’, ‘marchio’ (spesso con riferimento al segno impresso sul corpo degli schiavi), e quindi, in senso figurato, ‘marchio d’infamia’. Nella latinità esisteva pure, sebbene molto raro, il verbo stigmare ‘marchiare a fuoco’.

Al suo primo apparire, nel secolo XIV, la neoformazione verbale italiana stimmatizzare, costruita sul neutro plurale stigmata con cui si indicavano le piaghe di Cristo, ebbe accezione prettamente religiosa (‘portare nella carne i segni delle stimmate, le ferite subite da Cristo nella Crocifissione’). Più tardi, muovendo da stigma nel senso di ‘marchio d’infamia’, il verbo prese il significato laico e figurato di ‘bollare con parole di forte biasimo’, ‘criticare aspramente’ e in tal senso, a partire dal secolo XVII, è attestato prima in Francia (stigmatizer) e poi in Italia, ancora nelle forme stimmatizzare o stimatizzare, che raggiungono una certa diffusione a partire dalla metà dell’Ottocento, specie nel linguaggio politico. È rimasto agli atti l’uso che ne fece Camillo Benso conte di Cavour in un suo discorso parlamentare nel 1857: “Sono fatti … che devono essere stimmatizzati da tutti gli uomini savi, e massimamente da quanti hanno a cuore l’onore e l’interesse italiano” (Discorsi parlamentari, Torino, 1863, XIII 237). Ma è soprattutto nel corso del Novecento che il verbo, rimodellato sul nesso etimologico -gm-, guadagna terreno tanto da entrare nel GRADIT come voce “comune” nel senso di “biasimare energicamente, disapprovare con asprezza”, accanto al significato primitivo “segnare qualcuno con le stimmate” e per estensione “segnare, marchiare”, che è invece retrocesso a voce di basso uso.

Venendo ai quesiti rivolti dai lettori, possiamo senz’altro rispondere che i due significati, quello più concreto, conforme all’etimologia, e quello traslato, divenuto molto più comune del primo, coesistono nell’italiano. Ma proprio in virtù del significato oggi prevalente, che possiede una decisa connotazione negativa, appare improprio forzare il significato primario di ‘segnare’, ‘marchiare’ verso una connotazione positiva, che, oltre a non avere nessuna giustificazione etimologica, risulterebbe dannosa e forviante.

Paola Manni

17 luglio 2020


Agenda eventi

  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Chiusura dell'Accademia

Avviso da CruscaLa sede dell'Accademia resterà chiusa il 29 marzo 2024.

Il restauro degli infissi dell'Accademia per il concorso Art Bonus 2024

Avviso da CruscaMaggiori informazioni sul concorso e su come votare sono disponibili nella sezione "Notizie".

Visita dell'ultima domenica di marzo

Avviso da Crusca

ATTENZIONE: Per concomitanza con le feste, la visita all'Accademia della Crusca dell'ultima domenica del mese di marzo si terrà domenica 24 marzo 2024 ore 11.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Giornata Internazionale della lingua madre: il contributo video del presidente dell'Accademia Paolo D'Achille

21 feb 2024

"Sao ko kelle terre... Piccola storia della lingua italiana": la Compagnia delle Seggiole in scena alla Villa medicea di Castello con uno spettacolo dedicato alla storia dell'italiano

25 gen 2024

Il restauro degli infissi dell'Accademia per il concorso Art Bonus 2024

25 gen 2024

Scomparso l'Accademico Angelo Stella

15 dic 2023

Corso di formazione per insegnanti Le parole dell’italiano: idee e pratiche efficaci per insegnare e apprendere il lessico

15 nov 2023

25 ottobre 2023: il Collegio della Crusca nomina 10 nuovi accademici

27 ott 2023

Aspettando la Piazza delle lingue: quattro incontri all'Accademia della Crusca

05 ott 2023

L'Accademia della Crusca distribuisce gratuitamente il libro della Ventitreesima Settimana della lingua italiana nel mondo

02 ott 2023

Vai alla sezione