Fruibile da...? O fruibile a...? E se fosse fruibile per...?

Sergio G. e Valentino C., entrambi dalla provincia di Pisa, Vittorio G. da quella di Perugia, Alice C. da quella di Genova e Marina P. da Roma ci pongono domande intorno all'aggettivo fruibile: se ne sia legittimo l'uso e, soprattutto, quale sia la preposizione che regge.

Risposta

Fruibile da...? O fruibile a...? E se fosse fruibile per...?

 

Il suffisso -bile concorre spessissimo, in italiano, a formare aggettivi che derivano da verbi. Basti, a dimostrarlo, un esperimento realizzabile (cioè ‘che può essere realizzato’) da chiunque: il numero di aggettivi uscenti in -bile che s’incontrano consultando un qualunque dizionario a stampa o in rete – da abbattibile ‘che può essere abbattuto’ a voltabile ‘che può essere voltato’ – è alto (il Sabatini-Coletti 2008 ne annovera oltre un migliaio), ed è arricchibile (cioè ‘può essere arricchito’) da molti altri aggettivi che sfuggono alla registrazione lessicografica, ma che un parlante può creare utilizzando lo stesso modello di derivazione: arricchibile, non attestato nei dizionari, è per l’appunto uno di questi. Gli esempi finora addotti avranno chiarito che il significato che questo suffisso dà all’aggettivo che forma è reso, generalmente, con la perifrasi ‘che può essere x’, dove x è il participio passato del verbo da cui l’aggettivo deriva: realizzato da realizzare, abbattuto da abbattere, voltato da voltare, arricchito da arricchire. Dato che “essere x” è una forma verbale passiva, questo tipo di aggettivo non può derivare da tutti i verbi, ma solo da quelli transitivi, che ammettono il passivo. Per lo stesso motivo, qualunque aggettivo in -bile dovrebbe essere sempre completato da quello che l’analisi logica indica come complemento d’agente e/o di causa efficiente, introdotto dalla preposizione da.

 

Ma, come segnala Davide Ricca nella più ampia ricerca che finora sia stata dedicata al suffisso -bile, entrambe le indicazioni appena date hanno le loro eccezioni.

In primo luogo, aggettivi come fermentabile, franabile, galleggiabile derivano da verbi intransitivi “monovalenti” (vuol dire che sono completati dal solo soggetto: il vino fermenta, il terreno frana, la barca galleggia), e infatti hanno un significato non passivo ma attivo: ‘che può deperire, fermentare, franare, galleggiare’. Altri aggettivi, come appellabile, disponibile, dubitabile e appunto il nostro fruibile, derivano da verbi intransitivi “bivalenti” (completati, oltre che dal soggetto, da un complemento indiretto introdotto da preposizioni che possono variare: a, di, su, ecc.). In questi aggettivi il valore passivo è delegato a una perifrasi col pronome si: appellabile vale ‘a cui ci si può appellare’, disponibile ‘di cui si può disporre’, dubitabile ‘di cui si può dubitare’, eccepibile ‘su cui si può eccepire’ e fruibile ‘di cui si può fruire’. 

In secondo luogo, diversi aggettivi in -bile possono essere completati non solo dalla preposizione da in funzione agentiva, ma anche da altre preposizioni come a, per (che però, ricorda Reidar Vendar, non hanno una funzione agentiva) e dalla locuzione preposizionale da parte di (che invece ha una funzione agentiva). Eccone alcuni esempi, tratti proprio dall’indagine di Ricca:

 

aggettivo

Da

da parte di

per

a

accettabile

X

X

X

X

comprensibile

X

X

X

X

controllabile

X

X

 

 

percorribile

X

X

X

 

raggiungibile

X

X

X

 

temibile

 

 

X

 

utilizzabile

X

X

X

 

visibile

X

X

X

X

 

 

E fruibile? Oltre che dire e scrivere fruibile da (sulla cui correttezza non ci sono dubbi) è possibile dire e scrivere anche fruibile a? Il GRADIT arricchisce la voce relativa con un esempio che implicitamente suggerisce l’uso di da: “beni fruibili dalla collettività”; e in una pagina del portale Treccani dedicata allo scioglimento di dubbi linguistici si legge: “È corretto dire e scrivere fruibile da qualcuno. L’aggettivo, derivato dal verbo fruire, mantiene il valore conferito dal suffisso -ibile, originariamente passivo come il corrispettivo suffisso latino -ibile(m), adoperato per formare aggettivi derivati da verbi transitivi, con il significato di ‘che può essere…’ (in italiano: fattibile ‘che può essere fatto’, indicibile ‘che non può essere detto’, potabile ‘che può essere bevuto’; si ricordi la sequenza manzoniana violabile violabilissimo bastonabile bastonabilissimo)”. 

 

Per il resto, però, se non ho visto male, le più importanti grammatiche e i più importanti vocabolari che descrivono l’italiano contemporaneo non danno indicazioni di merito. Così stando le cose, poco o nulla dovrebbe ostare a che, nell’uso concreto della lingua, fruibile rientri fra gli aggettivi in -bile che ammettono più reggenze, come accettabile, comprensibile e altri.

In effetti, una rapida ricerca nell’archivio online del “Corriere della Sera” consente di trovare esempi in cui fruibile è completato non solo da da (che è il caso più ricorrente), ma anche da da parte di, da a e da per:

 

“La sala, con circa 120 posti, sarà fruibile dai ricoverati” (22.3.2015); “All’esterno c’è un giardino che sarà fruibile dal pubblico” (14.4.2015);
“il libro può costare molto poco (si pensi ai classici offerti anche a cinque euro) ma vale – sempre – molto. Oltre a essere fruibile da parte di più persone” (2.1.2014); “Il nuovo portale quindi cercherà di essere immediatamente fruibile da parte dei giovani: per esempio, in tempo di crisi finanziaria, cercherà di spiegare come avere accesso al credito” (21.1.2013);
“Per Trebeschi il patrimonio culturale di Verdi, Mozart e Beethoven non deve rimanere appannaggio di pochi, ma essere fruibile a tutti” (8.3.2015);  “«In mancanza di un varco di accesso fruibile al pubblico situato a non oltre 150 metri da uno stabilimento, - dice l’ordinanza – l’accesso alla battigia […] è consentito fino alle ore 22»” (25.4.2015);
“Ecco, è così che ho continuato a muovermi per Milano e ho scoperto che, tutto sommato, è una città abbastanza fruibile anche per un disabile” (1.2.2015); “L’ingresso ai cani sarà vietato anche nel nuovo ristorante con vista sul Parco Sempione che sarà fruibile anche per chi non vuole visitare il museo” (22.4.2015). 

 

Se dunque diremo (o piuttosto scriveremo) che qualcosa è fruibile da qualcuno, avremo optato per la soluzione più frequente; in alternativa, potremo anche affermare che quel qualcosa è fruibile da parte di qualcuno, per qualcuno e anche a qualcuno. 

 

 

Per approfondimenti:

 

  • Davide Ricca, Il suffisso -bile, in La formazione delle parole in italiano, a cura di Maria Grossmann e Franz Rainer, Tübingen, Niemeyer, 2004, pp. 422-429.
  • Reidar Veland, L’argomento esterno degli aggettivi con suffisso -abile/-ibile, in “Cuadernos de filología italiana”, 17 (2010), pp. 65-77.

 

 

Giuseppe Patota

20 luglio 2015


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