Giochiamo con il lego, con i lego o con le lego?

Federico F. da Verona ci chiede se sia preferibile usare lego, inteso non come nome della nota azienda, ma come “insieme di pezzi plastici assemblabili”, al maschile o invece al femminile; la stessa domanda ci fanno Alessandra C. da Cagliari, Paolino Z. dalla provincia di Vicenza, Mariangela M. da quella di Ancona, Cecilia F. da quella di Monza, ponendo una questione di numero: in dipendenza del verbo giocare è meglio usare il lego o i lego

Risposta

 

Giochiamo con il lego, con i lego o con le lego?

Il nome LEGO è un acronimo ricavato dalle sillabe iniziali delle due parole danesi leg godt ovvero in italiano "gioca bene”. Si tratta di un nome proprio di un prodotto (marchionimo) che, come spesso avviene, è usato anche come nome comune e quindi con la lettera minuscola. La lessicografia che registra la forma (ZINGARELLI, già dall’XI edizione del 1983, Palazzi-Folena, GRADIT, Sabatini-Coletti, Devoto-Oli) è concorde nel far risalire il suo ingresso in italiano al 1965, nel considerarlo sostantivo maschile invariabile e sostanzialmente nella definizione di “gioco infantile di costruzioni costituito da mattoncini a incastro, di plastica colorata, con cui si possono realizzare oggetti vari” (GRADIT). Nessuno dei dizionari specifica se il termine possa essere riferito al singolo mattoncino né fornisce esempi di contesto. Le uniche differenze tra le testimonianze dei dizionari di lingua riguardano il grado di apertura della vocale tonica e l’iniziale maiuscola o minuscola: è Lègo in tutte le edizioni di ZINGARELLI, lègo o légo in Palazzi-Folena, Légo in Sabatini-Coletti e légo negli altri vocabolari.

Resta comunque il fatto che la forma viene comunemente usata anche per indicare i pezzi del gioco, almeno presi nel loro insieme; e in questo senso si può aver a che fare con il lego, i lego o le lego.

Come alcuni dei nostri lettori suggeriscono e come pressoché ognuno di noi sa, per essere stato a suo tempo, o per essere ancora oggi, un appassionato “fruitore” del gioco, dietro al genere di lego stanno due possibili denominazioni: costruzioni (che è anche il nome dell’antenato di legno i cui pezzi non erano dotati degli incastri cilindrici) e mattoncini. Diamo il risultato di un semplice sondaggio in rete per quantificare il rispettivo peso di queste due forme: “i mattoncini lego” ha dato 56.500 risultati in italiano e “le costruzioni lego” 30.400 (7.9.2017). Nel sito dell’azienda – che così si autodefinisce “IL LEGO GROUP: LEGO Group è un’azienda privata a conduzione familiare con sede a Billund, in Danimarca…” – i singoli pezzi vengono chiamati sistematicamente mattoncini (bricks nella versione inglese) o parti (parts/pieces), specie se in riferimento a DUPLO, la versione del gioco per i più piccoli; l’insieme dei pezzi contenuti nella confezione è un set anche in italiano. La forma mattoncini nel sito è usata ben 1770 volte (tutte le ricerche indicate si sono svolte tra il 6 e l’8 settembre 2017), mentre costruzioni ha prodotto 655 risultati; la forma compare sia nella denominazione del prodotto proposto – “Scatola costruzioni creative LEGO®”, “Scatola delle costruzioni rosa LEGO® DUPLO® Tutto-in-Uno” – sia in riferimento all’operazione fatta per giocare e al suo risultato: “ogni tua costruzione è una creazione perfetta!”, “Tutte le costruzioni sono belle!”, “Scarica le idee per la costruzione gratuita e condividi i tuoi progetti creativi!”, “Carica e condividi le tue creazioni nella galleria. […] Condividi le tue costruzioni creative”.

La ricerca nello stesso sito delle sequenze proposte dai nostri lettori ha dato (come era prevedibile) esito negativo: la sequenza “il lego” ha prodotto 55 risultati tutti riferibili all’uso aggettivale inglese di lego davanti a un sostantivo (Il lego system, il lego police department…); analoga risposta, seppur molto meno produttiva, ha dato la ricerca di “le lego” i cui tre risultati sono costituiti per due volte dalla sequenza le LEGO® Friends, ovvero le cinque minidoll Andrea, Mia, Emma, Olivia e Stephanie, e da le LEGO® Power Functions. La ricerca di “i lego”, solo 6 occorrenze, ha restituito per 4 quattro volte la sequenza i LEGO games e in un caso i LEGO mindstorms: quindi, ancora un uso aggettivale. Ma un risultato è pertinente: quello che troviamo nella sezione “notizie” del sito, in un testo che pubblicizza un evento organizzato da un gruppo italiano attribuibile, quindi, a persone esterne all’azienda.

 

Vi aspettiamo il 25, 26 e 27 aprile a Latina presso il Museo di Piana delle Orme
Oltre 600.000 mattoncini e 2.000 minifigures, più di 100 baseplates da 48x48 disposte a formare un rettangolo largo 2,3m e lungo 11,8m per un totale di ben 27,3 m²: questi sono solo alcuni dei numeri che hanno generato 8 AFOLs (appassionati adulti di LEGO® [in inglese Adult Fan Of Lego, ndr]) che insieme hanno costruito il più grande diorama castle d'Europa ispirato alla saga "Il trono di spade". L'avventura è iniziata nei primi mesi del 2013 grazie alla passione in comune per i LEGO e la saga tv di Marco, Jonathan, Jody, Marcello, Maurizio, Luca, Manuel e Federico; ma non finisce qui perché i ragazzi sono ancora all'opera ed entro la fine di quest'anno promettono ulteriori sviluppi.

 

Se usciamo dai limiti del sito di LEGO le cose cambiano; da ricerche effettuate semplicemente “in rete” sembrerebbe proprio che l’uso del maschile plurale sia dominante; del resto come abbiamo già visto mattoncini (ma potrebbe essere anche pezzibricks usato in italiano al maschile) è una forma molto utilizzata in rapporto ai singoli elementi ed è probabilmente quella che “sta dietro” quest’uso.

Diamo un po’ di numeri.

 

[un clic ingrandisce l'immagine]

    

 

Con l’unica eccezione della sequenza con il possessivo, in cui prevale l’uso del singolare maschile, è evidente la maggior frequenza dell’opzione al maschile plurale.

Tutti i contesti cercati possono riferirsi all’insieme del gioco e non necessariamente ai singoli elementi. Per esempio le + agg. possessivo + lego nel brano che segue è da intendersi come ‘le proprie/sue costruzioni/realizzazioni fatte con il LEGO’.

 

ricordo a tutti che ritiro lego usate e set anche vintage. Sono disposto a valutazione direttamente a casa vostra e pago in contanti. Perché vendere le proprie lego? il motivo migliore è per liberare spazio e magari monetizzare per reinvestire in qualche cosa d’altro. Spesso e volentieri faccio anche cambi con altri set o altre cose. Ad esempio qualche giorno fa un ragazzo voleva delle carte magic abbastanza importanti e le abbiamo scambiate con delle sue lego che non usava più. (http://legozio.giulianoandreani.com/?p=180)

 

Per verificare se l’uso in riferimento ai singoli pezzi è possibile abbiamo provato con altri contesti. Così "un lego rosso" ha dato il consistente risultato di 408 occorrenze (ridimensionato dalla frequente ripetizione dell’identico testo); “un lego blu” otto occorrenze, “un lego verde” e “un lego giallo” sei; “una lego rossa/blu/verde/gialla” non ha dato risultati; “un lego bianco” e “una lego bianca” hanno dato un risultato ciascuno, entrambi in forum di appassionati di videogiochi.

 

ho trovato un lego bianco sopra quello celeste con i pippiolini mobili, uno verde sul pavimento, uno celeste e uno rosso. trovato pure il cacciavite. sono sola? [Nello stesso forum si trovano anche “un lego giallo” e “un lego verde” ndr]

 

E comunque, uno che ha una lego bianca chiamata "hiro" e mette le sue foto su twitter (del pezzo di lego xD), per me è solo un genio (magari incompreso xD)

 

Ed ecco un paio di esempi di altro colore.

 

Oggi al mare, al Lido degli Estensi, mentre raccoglievamo le conchiglie, io e Pietro abbiamo trovato… un LEGO rosso tra le conchiglie e i detriti!

 

tre successioni aventi per modulo rispettivamente un tappo e due bottoni, un lego rosso e due blu, un grido e due salti possono essere rappresentati con la medesima codifica ABB. (http://www.progettoaral.it/2015/07/21/codifica-simbolica-verso-la/)

 

Al plurale e precedute da un numerale da due a dieci (per evitare il rumore prodotto dall’uso aggettivale di lego in casi come “basi lego rosse/mattoncini lego blu”) le sequenze “lego rosse/gialle/bianche/verdi” e i corrispettivi al maschile non hanno prodotto alcun risultato.

Sembrerebbe quindi che l’assunzione da parte di lego dell’accezione ‘singolo pezzo del gioco’ sia un processo appena abbozzato; inoltre le testimonianze sono così episodiche da non permettere neanche previsioni su una possibile futura affermazione. Del resto la natura stessa del gioco, che potremmo definire allo stesso tempo “uno e plurimo”, non dà spazio a un’opposizione chiara tra singolare e plurale. A questo proposito riportiamo gran parte di un articolo apparso su “Repubblica” il 16 agosto di quest’anno in cui si trova il Lego inteso come gioco e i Lego sono invece le singole confezioni, set secondo l’azienda produttrice.

 

"Emergenza Lego in oncologia pediatrica": e sui social si scatena la gara di solidarietàdi Rosario Di Raimondo.
BOLOGNA - "Abbiamo un'emergenza Lego". Vi sembra un problema da poco in un reparto di oncologia pediatrica? L'associazione Ageop, che da 35 anni assiste i bambini malati di tumore e le loro famiglie al policlinico Sant'Orsola di Bologna, nei giorni scorsi ha pubblicato un appello su Facebook perché i giochi in corsia, e in particolare i famosi mattoncini amati dai più piccoli, sono pochi.
Sui social si è scatenata una gara di solidarietà, con tantissime persone che hanno promesso l'invio tramite corrieri o la consegna a mano di giochi nuovi. Ed è la stessa associazione a ringraziare, con le parole di Francesca Testoni: "In tanti ci hanno annunciato la spedizione. I dipendenti della Regione Emilia Romagna stanno facendo una raccolta. Una vera manna per i bambini, il Lego è il gioco più richiesto in assoluto".
"Cari amici, abbiamo un'emergenza Lego, li abbiamo praticamente finiti perché sono molto richiesti - questo il messaggio iniziale dell'Ageop -. Per i bimbi ricoverati in oncologia pediatrica non c'è differenza tra estate e inverno; per loro, chiusi in ospedale, costruire una macchina, un robot o un'astronave è sempre un gioco meraviglioso per passare il tempo e far volare la mente. Sappiamo chei lego di qualsiasi tipo e per qualsiasi età sono costosi, però per motivi igienico-sanitari possiamo accettare solo giochi nuovi. Chi ci vuole aiutare? Grazie da Ageop Ricerca Onlus, via Massarenti 11, pad 13 quarto piano pediatria S.Orsola".
Il post è stato così riempito di commenti. Molti annunciano l'invio dei Lego nuovi […].

 

Rispondiamo quindi ai nostri lettori: in lingua si gioca con il lego, con le costruzioni lego o con i mattoncini lego, ma la cosa veramente importante è che tutti i bambini possano continuare a giocare.

 

A cura di Matilde Paoli
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

 

3 ottobre 2017


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