Il genere di showroom

Victoria T., che ci scrive da Milano, si dice "curiosa di capire" se showroom sia di genere maschile o femminile. Poiché altre persone ci hanno già posto la stessa domanda pensiamo sia utile rendere pubblica la risposta.

Risposta

Il genere di showroom

Analizzando il forestierismo showroom, “ambiente che, nel sistema distributivo di un’azienda di prodotti industriali, costituisce punto di esposizione e talora di vendita promozionale” (ZINGARELLI 2014), si incontrano non poche difficoltà nella determinazione del genere grammaticale. Già sfogliando le pagine dei più moderni e aggiornati dizionari, ci accorgiamo come ancora non sia del tutto uniforme l’attribuzione di genere alla parola: ZINGARELLI 2014 e Devoto-Oli 2014 marcano il sostantivo come invariabile rispetto al numero e di genere sia maschile sia femminile (con prima attestazione nella lingua italiana nel 1979); diversamente Treccani 2012,Sabatini-Coletti 2008 e GRADIT 2007 classificano il lemma come un anglicismo  di genere maschile.

Di norma siamo portati ad attribuire alle forme straniere entrate nella nostra lingua il genere del traducente italiano più immediato; per showroom, composto di show ('spettacolo', 'esposizione') e room ('stanza', 'ambiente') il parlante italiano ha più possibilità: potrebbe scegliere 'esposizione', ma anche 'reparto' e forse soprattutto 'salone', dato lo stringente legame del vocabolo con il contesto o l’ambito  industriale e commerciale. Questo comporta l’attrazione di showroom verso il genere maschile; orientamento certo condizionato anche da show 'spettacolo', ormai profondamente radicato nella nostra lingua.

Considerando il comportamento più generale di tutti i composti di room (dove questo termine costituisce la testa semantica del composto e non la parte aggettivale), di norma il genere del composto segue il significato dominante attribuito, a seconda dei casi, alla testa. Così accade per forme come control room, family room, panic room, poker room, situation room, shooting room classificate nei dizionari (GRADIT, Sabatini Coletti 2008, Vocabolario Treccani 2012) come femminili, per cui il significato prevalente di 'stanza', 'porzione limitata di spazio' determina l’orientamento di genere del composto. Lo stesso avviene per chat room che si interpreta come area informatica, 'partizione di uno spazio online' associabile a una 'stanza virtuale'. Al contrario dining room, living room, grill room risultano maschili perché intesi in senso più generico come 'spazio', 'ambiente'.

Il comportamento visto per queste locuzioni è riscontrabile anche nei composti che hanno show come testa, classificati in italiano come maschili o femminili a seconda che siano interpretati come 'spettacolo' o 'presentazione': così la parola tradeshow è classificata nel GRADIT come femminile perché legata al significato di 'anteprima', 'presentazione' attribuito alla testa semantica. Altre forme, come reality show, road show, talk show, sono considerate invece di genere maschile perché messe in relazione con l’accezione di 'spettacolo': rispettivamente 'spettacolo (televisivo basato sulla riproduzione) della realtà', 'spettacolo di strada', 'spettacolo televisivo (basato su interviste e dibattiti)'.

Consultando alcuni dei più importanti corpora online si ottiene un più chiaro inquadramento del composto showroom: in CODIS/CORIS (Corpus di Riferimento dell’Italiano Scritto e Corpus Dinamico dell’Italiano Scritto, a cura del Dipartimento studi linguistici e orientali dell'Università di Bologna) si osserva quanto registrato da Devoto-Oli e ZINGARELLI: showroom è testimoniato, infatti, anche di genere femminile  in contesti come “le showroom di moda”, “una showroom virtuale”. È comunque importante rilevare come tali casi siano estrapolati da fonti precedenti il 2001. Un'indicazione più recente viene fornita da RIDIRE Le risorse dinamiche dell’italiano in rete, messo a disposizione da LABLITA (Unità di Ricerca del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze): nelle occorrenze di showroom in associazione a un aggettivo si riscontra la decisa preponderanza delle forme di accordo al maschile. Scendendo più nel dettaglio delle singole attestazioni, la tendenza viene confermata: su 97 occorrenze di showroom milanese solo 7 mostrano articolo (o preposizione articolata) femminile. Anche  le testimonianze rintracciabili in Google Libri, successive al 2001, mostrano la progressiva affermazione del genere maschile. Passando poi all'analisi dei materiali offerti dalla stampa nazionale, nell'archivio della "Repubblica" le attestazioni al maschile si contano nell'ordine delle centinaia (lo showroom 309, gli sh- 115, uno sh- 348), mentre i corrispondenti femminili non raggiungono le due decine (15, 5, 16). Nell'archivio del "Corriere della Sera", showroom è considerato praticamente sempre di genere maschile (i numeri questa volta sono 82, 44, 95), con le uniche eccezioni di tre occorrenze di le showroom e i due hapax di la e una showroom. Riportiamo, perché particolarmente indicativo, il brano di un articolo in cui sono forse ravvisabili tracce di un intervento redazionale a favore del maschile:

Fantinel e gli showroom del vino Una nuova era della comunicazione, fatta come per i marchi della moda, con le showroom. Ma negli scaffali, al posto dell' ultima collezione, ci sono bottiglie di vino. È il nuovo corso di Fantinel, il gruppo vinicolo che ha appena aperto uno showroom a Shanghai, e prossimamente a Mosca. Nei mercati più promettenti per l' export della casa friulana. «Gli showroom diventeranno il luogo dove massimizzare la visibilità delle nostre etichette e del nostro territorio, senza sostituirci ai nostri distributori, anzi supportandoli. [...] È invece il momento di concentrarsi sui marchi e farli diventare globali». (A. Jacchia, 7.5.2011)

In conclusione, è ormai possibile considerare la forma di genere maschile, perché è nettamente prevalso il legame con i valori di 'ambiente' e soprattutto 'spazio espositivo', come recepito in  Treccani 2012, Sabatini-Coletti 2008, GRADIT. Per quel che riguarda quei dizionari dove, invece, troviamo ancora la doppia indicazione di genere (Devoto-Oli 2014 e ZINGARELLI 2014), possiamo forse affermare che questa indicazione, accettabile al momento della nuova entrata lessicale del composto, sembra oggi essere superata dall'uso.

 

Alice Forasiepi e Serena Gori
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

9 marzo 2015