Il libretto delle giustifiche

Chiara Romano di Napoli ci scrive: “Nei dizionari di italiano il termine giustifica in qualità di sostantivo non è presente, ma in ambito scolastico è frequentemente utilizzato. Vorrei sapere se è scorretto quindi parlare di giustifica scritta o di libretto delle giustifiche”. 

Risposta

Il libretto delle giustifiche

 

Il sostantivo giustifica è un deverbale del verbo giustificare con il significato di ‘documentare la regolarità di un fatto’ ed è la forma concorrente del più comune derivato con il suffisso -zione, il sostantivo giustificazione. A scuola, come si sa, attraverso il libretto delle giustificazioni i genitori comunicano ai docenti i motivi delle assenze del figlio, che vengono così giustificate, oppure, ad esempio, con una giustificazione scritta spiegano il perché non siano stati fatti i compiti.

Per quanto riguarda la lessicografia italiana, il termine giustifica è presente solo nel GRADIT, che però non riporta la data della prima attestazione, lo indica come accorciamento di registro familiare e lo glossa come ‘giustificazione’. Il deverbale giustifica, al pari di altri deverbali in -a come verifica, qualifica, ecc., ha infatti uno statuto particolare perché, a differenza dei deverbali maschili in -o (come per esempio accordo, conteggio, ricambio ecc.; si vedano anche le schede su soddisfo, continuo), il termine può essere considerato come una formazione per riduzione, secondo il modello classificazione > classifica. Il fenomeno di riduzione dei sostantivi è del resto un tratto tipico del linguaggio giovanile e simili troncamenti sono frequenti nelle aule scolastiche soprattutto per le parole più usate, come prof per ‘professore/professoressa’ o come la spiega per ‘la spiegazione’. Ma si potrebbe anche pensare a un’influenza del linguaggio burocratico e ipotizzare, come nel caso di delibera e determina, che il sostantivo derivi dalla terza persona del presente indicativo del verbo che spesso viene evidenziato, anche facendo ricorso a espedienti grafici, come formula fissa nei documenti prestampati (il sindaco… delibera; il genitore… giustifica).

Per quanto riguarda la storia del termine giustifica, attraverso una ricerca diacronica in Google Libri si possono recuperare alcune occorrenze, in testi ottocenteschi di saggistica storica, giuridica e filosofica, stampati prevalentemente a Napoli o comunque nel meridione d’Italia:

 «la giustifica della qualità di erede» (1827); «la giustifica del suo fallo» (1833); «la speranza che il tempo afforzi le loro giustifiche» (1859); «il papa e il concilio non vollero ammetter giustifiche di sorta alcuna» (1867); «finiamo, amico carissimo, le giustifiche personali» (1877).

Le attestazioni contemporanee presenti in rete si rilevano invece principalmente in ambito scolastico, sia nei forum di discussione degli studenti («Come posso farmi fare la giustifica da mia mamma?», «Come funziona per la giustifica?») sia negli avvisi delle segreterie destinati ai genitori («Classi prime: ritiro libretto per la giustifica delle assenze», Bari; «Ritiro libretti per la giustifica delle assenze e dei ritardi», Catania), ma anche in alcuni articoli di stampa locale («Bidelli assenti per neve. Le scuole chiedono la giustifica», “BergamoNews”, 18 gennaio 2010) e nazionale («la nota e la giustifica sul diario da riportare firmata da un genitoreo chi ne fa le veci», “Corriere della Sera”, 6 febbraio 2013).

I dati, reperibili in rete tramite Google, sulla diffusione dell’espressione “giustifica scritta” si rivelano significativi se paragonati a quelli relativi all’espressione “giustificazione scritta”. Il dato più rilevante riguarda lo scarto consistente, del resto prevedibile, tra il numero di occorrenze della prima forma (65 nell’intervallo 2005-2013) e quello della seconda (891 nello stesso intervallo). Ma se si va a vedere la distribuzione nel tempo, si può osservare che negli ultimi dieci anni qualcosa è cambiato: mentre per “giustificazione scritta” le occorrenze nel triennio 2011-2013 sono poco più del doppio di quelle nel triennio 2005-2007 (e questo è dovuto anche all’incremento del numero di siti istituzionali delle scuole), per quanto riguarda “giustifica scritta” nello stesso intervallo di tempo le occorrenze si sono quintuplicate, come si vede nella tabella qui di seguito.

 

intervallo di tempo

giustificazione scritta

giustifica scritta

2005-2007

155

7

2008-2010

340

19

2011-2013

396

39

 

 

Come sempre, non è facile rispondere a domande, come quella che ci pone la nostra lettrice, che riguardano l’assoluta correttezza di un termine o di una forma linguistica. Da una parte abbiamo visto che giustifica è un “doppione”, più breve e di registro meno formale, di giustificazione; dall’altra abbiamo registrato un incremento nel tempo dell’uso di giustifica in ambito scolastico e la sua attestazione lessicografica in un dizionario come il GRADIT, attento alla variazione diafasica della lingua. Difficile fare previsioni: il termine, che oggi può apparire superfluo, potrebbe invece riuscire ad affermarsi specializzandosi come ‘giustificazione scolastica’ e lasciando alla parola giustificazione gli altri ambiti d’uso.

 

a cura di Angela Frati e Stefania Iannizzotto
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

Piazza delle lingue: Lingua e diritto

14 ottobre 2014


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