Il prefisso (o i prefissi) anti-

Alcuni utenti hanno chiesto delucidazioni riguardo al prefisso italiano anti-, che in apparenza ha molti significati differenti. Riproponiamo qui una risposta scritta da Raffaella Setti e apparsa sul numero 40 della nostra rivista La Crusca per voi (aprile 2010).

Risposta

«Vincenzo D'Aspo ci chiede l'etimologia della parola antipasto in rapporto ad altri derivati con il prefisso anti-, del tipo antibiotico, antipatico, ecc.

Il prefisso (o i prefissi) anti-

Il prefisso anti-, apparentemente lo stesso per tutti i moltissimi derivati, può avere due origini diverse: dal greco antí che significava 'contro', o dal latino ante che voleva dire 'davanti' nello spazio o 'prima' nel tempo. All'origine, tra la preposizione greca e quella latina doveva comunque esserci una relazione abbastanza stretta anche dal punto di vista semantico: chi è 'contro', in particolare l'esercito nemico, sta anche 'davanti, di fronte'; in un secondo tempo i due significati si sono specializzati e quindi distinti.

Le formazioni con questi prefissi sono per lo più derivati che hanno una base già presente in italiano, a cui è stato aggiunto il prefisso latino o greco.

In italiano il prefisso greco antí esprime due significati: 'contro' e 'il contrario di'. Rimandano al primo significato di antí, ad esempio, antiacido ('che agisce contro l'acido'), antibiotico ('che agisce contro i batteri'), antipatico ('che suscita un sentimento di avversione, quindi contro qualcosa o qualcuno'), antitarme ('che agisce contro le tarme'); per il secondo significato possiamo segnalare antieroe ('il contrario dell'eroe'), antimateria ('il contrario della materia'). Con il primo significato di 'contro' è un prefisso ancora molto produttivo (il volume dei Neologismi curato da V. Della Valle e G. Adamo, dell'Istituto dell'Enciclopedia Treccani del 2008, elenca 282 neologismi con questo prefisso, del tipo antiansiogeno, antibarriere, anticasta, ecc.).

Sui derivati con il prefisso latino ante- è opportuna una breve riflessione in merito alla forma: ante- si è mantenuto inalterato in parole dotte come antefatto, anteporre, antesignano, antelucano o come le più moderne antemarcia e anteguerra; lo stesso prefisso ha subìto il passaggio della e in i, e ha quindi assunto la forma anti-, in pochi derivati, tra i quali antipasto, in cui ha valore temporale, e il gruppo anticamera, antibagno, anticucina, antiporta (che però ha un sinonimo in controporta!), in cui ha valore spaziale. Per spiegare questi casi si può invocare il fatto che la variante anti era già presente in latino, e poi attestata in antichi testi siciliani e toscani (in Giacomo da Lentini, ad esempio: «Anti vorria morir di spata / ch'i' voi vedesse currucciusa», o in Guinizzelli: «Né fe' amor anti che gentil core, Né gentil cor anti ch'amor, natura»), con funzione avverbiale e significato di 'prima'; può trattarsi dell'evoluzione dell'e protonica in i, propria del fiorentino (si pensi ai tanti derivati con i prefissi de- e re- passati a di- e ri-), e, infine, dell'attrazione dell'anti- derivato dal greco. Nonostante l'omofonia dei due prefissi in alcuni derivati, non sembra tuttavia crearsi confusione nella mente dei parlanti: la serie dei derivati con anti- spaziale, e più raramente temporale qual è appunto il caso di antipasto, è molto limitata e indica referenti concreti ben noti.»

Raffaella Setti

22 ottobre 2010


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