In stato interessante

Paolo Lorenzini, dalla provincia di Ferrara, Daniela Masotti, da quella di Ravenna, e Manlio Marcos, da Pordenone, ci chiedono notizie sull'origine della locuzione in stato interessante riferita a una donna incinta; riproponiamo la risposta di Raffaella Setti, già pubblicata su La Crusca per voi n. 25 (ottobre 2002).

Risposta

In stato interessante

«Il signor Lorenzi ci chiede l'origine della locuzione "essere in stato interessante" per indicare una donna incinta.

 

La locuzione "essere in stato interessante" costituisce uno dei moltissimi casi di eufemismo (dal greco euphemismós, derivato di euphemízein 'dire parole bene auguranti') presenti nell'italiano e in molte altre lingue per indicare lo stato di gravidanza. Tutte le lingue, in tutti i tempi, infatti, hanno prodotto espressioni indirette, circonlocuzioni più o meno complesse e trasparenti per far riferimento a eventi, situazioni, oggetti avvertiti come tabù e, come tali, difficilmente indicati con la loro denominazione più immediata e concreta. Gli ambiti di inibizione più forte, in cui quindi si è esteso maggiormente il fenomeno di interdizione linguistica, si possono sintetizzare in alcuni gruppi (se ne può trovare ampia descrizione nel volume di Nora Galli de' Paratesi, Le brutte parole. Semantica dell'eufemismo, Milano, Mondadori, 1969): la sfera magico-religiosa con gli eufemismi per le malattie (un brutto male invece di tumore), per indicare la morte (dipartita invece di morte, passare a miglior vita invece di morire; su questo tipo di eufemismi si rimanda a S. Vanvolsem, L'uso del linguaggio eufemistico nei giornali. Un'analisi semantica del concetto di 'morte', in Lingua letteraria e lingua dei media nell'italiano contemporaneo, Atti del Convegno Internazionale di Studi, Siena 11-13 ottobre 1985, Firenze, Le Monnier, 1987, pp. 409-19); in ambito sociale si ricorre ad eufemismi, ad esempio, per i nomi di mestiere ritenuti degradanti (operatore ecologico per spazzino, ma anche informatore medico per rappresentante di prodotti farmaceutici) oppure per indicare vizi e difetti di vario genere (fisici, mentali, psicologici: ad esempio non vedente per cieco, claudicante per zoppo) comunemente caricati di una valenza negativa; la sfera politica si differenzia dalle altre categorie in quanto, in questi ambiti, il ricorso all'eufemismo può essere cosciente e strumentale al raggiungimento di uno scopo (non si dicono chiaramente le cose per "addolcire" i termini del discorso e suscitare consenso).

 

Possiamo far rientrare nell'ambito magico-religioso anche la sfera sessuale, in cui l'interdizione linguistica investe tutta la terminologia relativa agli organi e alle funzioni sessuali, particolarmente femminili. Per indicare lo stato di gravidanza, l'italiano mette a disposizione molte diverse denominazioni: gravidanza appunto, termine dotto derivante dal latino gravis 'pesante', ma largamente utilizzato nel linguaggio comune; l'aggettivo corrispondente al sostantivo gravidanza è gravida, usato prevalentemente per gli animali; ampiamente diffuso, invece, riferito alla donna, l'aggettivo incinta, anche questa una parola antica che ci arriva dal latino classico inciens 'pregno' (riferito per lo più ad animali) e che un'etimologia popolare ha collegato al verbo cingere in quanto le donne durante la gravidanza non portavano la cintura, anche se probabilmente è in stretto rapporto con il greco kuew (lat. cavus 'vuoto', 'gonfio'). Proprio questo esplicito riferimento all'effetto della gravidanza sul corpo della donna, contenuto nell'etimologia di questi termini, ne ha determinato, in alcuni casi, l'interdizione, rigida per gravida (e pregna), meno rigida, ma comunque operante su incinta, in molti contesti avvertito un po' troppo concreto e, per questo, poco opportuno. Da queste premesse, si è affermato l'uso dell'espressione eufemistica in stato interessante (altra formazione simile è essere in stato di grazia) che sottende l'attenzione dell'interlocutore nel rivolgersi "garbatamente" ad una donna in un momento della vita di particolare "interesse e mistero". La forma, documentata dalla prima metà dell'Ottocento (Landucci e Betteloni), definita "insopportabile eufemismo" da Giuseppe Rigutini nel suo Neologismi buoni e cattivi più frequenti nell'uso odierno, del 1886, è ormai di larghissima diffusione nella lingua comune; l'adozione dell'aggettivo interessante, calco semantico dal francese intéressant 'importante', 'di qualche conto' ma anche 'affascinante', ne rivela l'origine colta. Oltre all'evidente polisemia dell'espressione, possiamo accennare anche alle possibilità di usi multidirezionali, per cui lo stato interessante non è tale soltanto perché richiede attenzione e cura da parte dell'esterno verso la donna, ma anche perché implica la premura della donna stessa verso il suo corpo».

 

Raffaella Setti

14 gennaio 2011


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