Insito in, insito a o insito di? Insito è come innato? E si può dire insitamente?

Giuseppe Patota risponde ai lettori che ci hanno posto alcune domande sull’aggettivo insito e sul suo uso.

Risposta

L’aggettivo insito suscita vari dubbi e curiosità nei nostri lettori. La domanda più ricorrente riguarda la preposizione che deve seguirlo. Chi ci ha scritto mostra di sapere che normalmente insito (che significa ‘posto dentro dalla natura’, oppure ‘incluso’, ‘implicito’) richiede, dopo di sé, la preposizione in o le sue forme articolate nel, nella, nello e così via. Ma, chiede qualcuno, si può usare anche la preposizione a e dunque dire o scrivere insito al sistema, insito alla sentenza? E qualcun altro: si può usare anche la preposizione di e dire o scrivere insito di dubbi? La risposta a entrambe le domande è netta: no. Il costrutto insito di semplicemente non esiste; quanto insito a, una ricerca in Google libri mi ha fatto incontrare due soli esempi in cui è presente la sequenza “insito alla sentenza”: il primo si trova in un manuale di diritto pubblicato nel 1843 e il secondo in una rivista giuridica pubblicata nel 1921. Questi due esempi, e i rari altri analoghi che forse potrebbero incontrarsi navigando in rete e raccogliendo tutto il materiale possibile, sarebbero comunque troppo pochi per considerare accettabile un costrutto non registrato in nessuno dei vocabolari che descrivono l’italiano antico (il GDLI Grande Dizionario della Lingua Italiana diretto da Salvatore Battaglia e da Giorgio Bàrberi Squarotti) e moderno (il Devoto-Oli, il GRADIT Grande Dizionario Italiano dell’Uso diretto da Tullio De Mauro, il GARZANTI, il Sabatini-Coletti, il Vocabolario Treccani e lo ZINGARELLI). Tutti questi repertori lessicografici informano, invece, che insito può avere come sinonimo innato, e dunque possiamo rispondere al lettore che lo ha chiesto che lo scambio fra i due aggettivi è sì possibile, ma solo nei contesti adeguati: possiamo per esempio dire, indifferentemente, che una determinata virtù è insita o innata in una persona, ma, se diciamo che una risposta è insita (cioè ‘inclusa’) in una domanda, non possiamo anche dire che è innata (cioè posta dentro dalla natura) in quella stessa domanda. A proposito di domande: nell’ultima che ci è stata fatta, ci è stato chiesto se si possa dire insitamente. In linea generale, nulla vieterebbe di creare dal femminile dell’aggettivo insito (e dunque insita-) un avverbio di modo in -mente. Ma che cosa dovrebbe significare: in modo insito? in modo innato? Veramente, in un vocabolario di fine Settecento che a suo tempo ebbe un notevole successo l’avverbio insitamente è registrato; ma l’uso talmente raro che se ne è fatto e se ne fa (anzi, non se ne fa) suggerisce di non adoperarlo.

 

Giuseppe Patota

 

27 aprile 2018


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