Iper-romanzo

Una nostra lettrice chiede informazioni sulla prima attestazione in italiano del termine iper-romanzo e di altre formazioni prefissali come metaromanzo e anti-romanzo. Desidera poi approfondimenti sulla semantica del prefisso iper e sui significati che ha assunto in recenti neoformazioni.

Risposta

Iper-romanzo

I dizionari (primo fra tutti il Grande Dizionario della Lingua Italiana fondato da Salvatore Battaglia, Torino, UTET, 1961-2002 con aggiornamenti nel 2004, da ora citato GDLI) confermano la coniazione di iper-romanzo da parte di Italo Calvino nella raccolta di racconti Ti con zero (1967). Antiromanzo invece pare essere precedente: anche se non è registrato dal GDLI, il Grande Dizionario Italiano dell'uso di Tullio De Mauro (Torino, UTET, 1999-2000 con aggiornamenti nel 2002 da ora citato GRADIT)  lo data 1960 senza però indicazione della fonte e rimanda al francese anti-roman datato 1949. Più difficoltosa è la datazione di metaromanzo che il GRADIT  colloca nel XX secolo senza maggiori precisazioni.

Per quel che riguarda la semantica di iper-, notiamo che oltre ai significati etimologici, radicati in molte lingue europee di 'superamento di un limite stabilito' e di 'quantità superiore al normale, eccesso' (e, in questa accezione, ha sviluppato anche una venatura negativa, in formazioni del tipo iperattivo, ipergarantista), il prefisso ha assunto nuovi valori, in parte prevedibili per estensione o parziale risemantizzazione. Tra questi è stato messo in risalto, in uno studio di Raffaella Bombi (La risemantizzazione del prefisso iper-, in «Incontri Linguistici», n° 18, 1995, pp. 153-163), il significato di 'realtà di dimensioni estremamente grandi' o 'di qualità straordinarie' e la formazione esemplificativa riportata dall'autrice è ipermercato (documentata in italiano dal 1973). La fortuna e la grande diffusione di questa neoformazione, insieme ad altri  composti analoghi,  ha favorito la ridistribuzione del valore di iper- e la sua ulteriore specializzazione che la Bombi trova realizzata in particolare nel termine ipertesto (la cui coniazione, in inglese nella forma hypertext, viene fatta risalire al 1965). In quest'ultimo caso il prefisso assume infatti un nuovo valore: indica un testo in cui è superata una delle prerogative dei testi scritti tradizionali, la linearità per cui le informazioni contenute non si presentano più in una sequenza lineare, ma possono essere tutte contemporaneamente presenti in un sistema di associazioni e rimandi interni e anche esterni al testo stesso.

Il caso di iper-romanzo sembra proprio anticipare questa connotazione del prefisso e identificare un genere di romanzo che investa più la possibilità di sviluppi narrativi potenziali e la sovrapposizione di livelli interpretativi, la possibilità quindi di espansione (semplificando possiamo pensare alle diverse ramificazioni in cui può articolarsi un romanzo da un nucleo narrativo di partenza) che la dimensione di un'opera. Riprendendo infatti il contesto in cui Calvino lo ha inserito, risulta abbastanza evidente che il prefisso non si riferisce tanto alla dimensione del romanzo, che pure resta grande, ma alla sua illimitatezza, all'impossibilità di contenerlo in un unico testo lineare con un inizio, ma soprattutto con un'unica fine: "Due aiutanti... sviluppano una per una le varie alternative che si dipartono da ogni singolo punto, e forniscono a Dumas la trama di tutte le varianti possibili d'uno smisurato iper-romanzo."

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

Piazza delle lingue: Lingua e letteratura

17 giugno 2005


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