Nessuno o nessun

Si propongono - seguendo le richieste di diversi utenti - alcuni chiarimenti sull'uso di nessuno e nessun e sull'eventuale impiego dell'apostrofo.

Risposta

Nessuno o nessun

Per rispondere al dubbio sull'uso di 'nessuno'/'nessun', corre l'obbligo di una precisazione preliminare sul troncamento di questa voce e sui troncamenti in genere.

Il troncamento, o apocope, consistente nella caduta di un elemento fonico, che sia una vocale o una consonante o un'intera sillaba, avviene obbligatoriamente solo in alcune occasioni: tra esse bello e santo sono le più comuni, che diventano bel e san  dove useremmo un e il in luogo di uno e lo, ma con una tendenza attuale anche ad estendere la propria presenza oltre questi casi (si rinvia anche alla Guida alla scelta dell'articolo: Guida alla scelta dell'articolo e per l'articolo indeterminativo in particolare: L'articolo indeterminativo).

Nella maggior parte dei casi il troncamento è facoltativo, con distribuzione diversa a seconda della regione considerata: è nota la tendenza toscana al troncamento che lo stesso Manzoni cercò di adottare nel suo romanzo. In ogni caso, esso avviene se si soddisfano due condizioni: la vocale colpita deve essere atona e diversa da 'a' (ad eccezione di suora e dell'avverbio ora con i suoi composti); la consonante che precede la vocale finale deve essere una cosiddetta liquida (una 'l' o  una 'r': quel dottore, signor Gianni) o una nasale ('n', 'm': buon giorno, pian piano) (utile il dettagliato esame in L. Serianni, Italiano, Milano, Garzanti, 1997, capitolo I, paragrafi 76-87).

I composti di uno, come ciascuno, taluno e appunto nessuno «non si apocopano più in italiano moderno» quando sono usati come pronomi (sempre Serianni, cap. VII, par. 147); come aggettivi, invece, seguono le regole che valgono per l'articolo indeterminativo.

Pertanto, nel caso specifico, nessun ha troncamento come aggettivo maschile (per il femminile si parla di elisione, ovvero «l'incontro di due vocali, una in fine di parola e l'altra ad inizio della successiva» che provoca la caduta della prima vocale, Dizionario di linguistica 1994: 256-57), davanti a sostantivo che cominci per vocale (nessun amico), 'u-' (nessun uomo), consonante scempia (nessun nemico), incontro di consonante muta più liquida (nessun prete); raramente davanti a 'i-' o 'ps-'; mai per altri gruppi consonantici o per nasale o sibilante palatale (nessuno sconto, nessuno gnomo, nessuno sciopero) o 'z' (cfr. anche DOP. Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Roma, Rai-ERI, 1999, s.v.).

Quindi, come non useremmo *un scrittore, non usiamo neppure *nessun scrittore, in base a regole di troncamento codificate  e accolte nella lingua italiana a prescindere dalla gradevolezza del suono, pur consapevoli che varianti sono documentabili nei testi del passato e in alcune varietà dialettali anche oggi, come avviene per molti fenomeni della nostra lingua.

Per approfondimenti:

  • Bruni Francesco, L'italiano. Elementi di storia della lingua e della cultura, Torino, UTET Libreria, 1987;
  • Dizionario di linguistica, diretto da Gian Luigi Beccaria, Torino, Einaudi, 1994;
  • DOP. Dizionario di ortografia e di pronunzia, a cura di P. Fiorelli, B. Migliorini, C. Tagliavini, Roma, Rai-ERI, 1999;
  • Serianni Luca, Italiano, Milano, Garzanti, 1997 ai capitoli I e VII.

A cura di Mara Marzullo
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

25 febbraio 2005


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