Poiché continuano a giungere alla redazione richieste che riguardano la possibilità dell'occorrenza di doppia z di fronte a i + vocale nelle desinenze verbali, crediamo sia utile riproporre quanto scritto in proposito da Vera Gheno sulle pagine de La Crusca per voi (n° 30, aprile 2005), in risposta anche a lettori che facevano rilevare la presenza in Internet di forme verbali con una sola zeta.
"Il dubbio è provocato dalla commistione tra due ordini di problemi diversi: viene citata la cosiddetta "regola di zio, zia", ma la si applica a casi, in realtà, non pertinenti. Tale regola, infatti, per l'esattezza prescrive quanto segue: «non è mai indicato il rafforzamento di z = [ts] nella formula "voc. + zie, zia, zio" corrispondente a lat. "voc. + tie, tia, tio; ctie, ctia, ctio; ptie, ptia, ptio" (parole dotte). Es. nazione, azione, adozione (lat. NATIO, ACTIO, ADOPTIO). «[...] Non è mai indicato il rafforzamento di z = [dz] da z greco intervocale nelle parole dotte (es. azoto, ozono), in azienda, bazar e in cognomi come Azeglio, Donizetti, Teza» (Camilli, Pronuncia e grafia dell'italiano. Terza edizione riveduta a cura di Piero Fiorelli, Sansoni 1965, p. 37).
Per citare anche quanto scritto nel DOP, Dizionario di Ortografia e Pronunzia di Migliorini-Tagliavini-Fiorelli (RAI-Eri 1999, p. XXVIII): «Tanto la z sorda quanto la z sonora, se si trovano in mezzo a due vocali, hanno pronunzia sempre doppia [...] anche se in parecchie parole sono scempie nella scrittura».
In altre parole, non si scrive *ozzio, *sfizzio, *polizzia anche se nella pronuncia si ha [òttsio], [sfìttsio], [polittsìa]. Ma non si può generalizzare l'applicazione della regola che - come nota Camilli - ha la sua validità in un principio etimologico ben circoscritto: si applica a termini con una precisa derivazione dal greco e dal latino. Tanto è vero che esistono parole in italiano che, in apparente contraddizione con quanto prescritto, si scrivono con doppia z, come razzia - di derivazione non greca o latina ma francese che, a sua volta, ha acquisito il termine dal magrebino - o pazzia, interrazziale, schiamazzio - costruiti attraverso l'aggiunta dei suffissi -ia, -iale, -io a termini che contengono già la doppia z: pazzo, razza, schiamazzo.
La formazione nel nesso -zio-, -zia- è dovuta quindi all'accostamento tra due elementi morfosintattici separati: il morfema lessicale o radice, che contiene già -zz- (sorda) e il morfema flessivo o desinenza in -ia, -io In questo secondo caso rientrano anche tutte le forme flesse di verbi che nella radice hanno zz- sordo (come ammazzare, spazzare, ecc.), o sonoro (come organizzare, analizzare, ecc., questi secondi formati con il suffisso -izzare derivato dal greco ìzein) combinato con le desinenze -iamo, -iate della prima persona plurale dell'indicativo e del congiuntivo presente e -iate della seconda persona plurale del congiuntivo presente.
Dunque: organizziamo (e ipotizziamo) è la forma corretta. Che poi ai parlanti dell'Italia settentrionale possa capitare di pronunciare e scrivere questa e tante altre forme con la scempia invece che con la doppia è tutt'altra questione: è una deformazione dovuta alla fonetica regionale."
Vera Gheno
1 agosto 2008
Evento di Crusca
Collaborazione di Crusca
Evento esterno
La Biblioteca dell'Accademia della Crusca resterà chiusa per la pausa estiva dal 10 al 23 agosto 2026.
L'archivio dell'Accademia della Crusca resterà chiuso al pubblico per tutto il mese di agosto.