Propedeutico

Alcuni lettori ci chiedono se l’uso dell’aggettivo propedeutico come sinonimo di introduttivo, preparatorio o preliminare sia corretto; un lettore chiede se l’aggettivo può usarsi in associazione all’avverbio particolarmente (“particolarmente propedeutico”).

Risposta

La parola propedeutico si affaccia nella nostra lingua in tempi relativamente recenti. Le prime apparizioni in italiano risalgono al primo Ottocento, quando il termine viene registrato dai dizionari in funzione di aggettivo in riferimento a ciò ‘che serve d’introduzione ad una scienza e sim.’ (Vocabolario universale italiano compilato a cura della Società Tipografica Tramater e C., Napoli, 1829-40, vol. V, 1835) e, al femminile, come sostantivo (propedeutica: ‘complesso di nozioni preliminari necessarie allo studio d’una scienza’, voce corrispondente a quella greca originariamente introdotta da Platone nella Repubblica per indicare “l’insegnamento delle scienze speciali (aritmetica, geometria, astronomia e musica) rispetto alla dialettica”, come osserva il filosofo Nicola Abbagnano nel Dizionario di filosofia, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1961). Nei testi, la voce comincia a comparire sempre nei primi decenni del secolo in alcune opere di carattere storico-filosofico:

Questo [scil. sistema cronologico] dee in quattro periodi distribuirsi, nel propedeutico, nel magistrale, nel critico, e nel classico; sebbene a quest’ultimo (austeramente giudicandone) l’autore compiutamente non arrivò (Il sepolcro di Winckelmann in Trieste, Venezia, tipografia di Alvisopoli, 1823, p. 205)

Non si dee però dimenticare che l’autorità nelle cose non istoriche ha solo propriamente un uso propedeutico, sussidiario e negațivo. (Pietro Baroli, Instituzioni di filosofia teoretica e morale, Como, Ostinelli, 1828, vol. II, p. 353)

L’accezione di ‘introduttivo, preparatorio’ su cui richiamano l’attenzione alcuni nostri lettori è registrata dal maggiore dizionario storico dell’italiano, il GDLI Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia, che offre due diverse sfumature: ‘che costituisce preparazione preliminare, utile o indispensabile’ (“L’arte è propedeutica al vero e al bene”, Benedetto Croce) e ‘introduttivo, preliminare’ («Queste immagini melodiche che non “rappresentano”, ma sono puramente “voce”, voce che commenta, spiega o esclama, hanno in Noventa un fine, alquanto fantasiosamente, propedeutico», Pier Paolo Pasolini), oltre all’accezione che la voce ha assunto nel linguaggio accademico e della formazione, scolastica o universitaria, di ‘che deve essere superato prima di altri, pena l’invalidamento di questi ultimi (l’esame di profitto relativo a un insegnamento)’.

Vero è che i dizionari più vicini ai nostri giorni tendono a tenere distinta l’accezione di ‘introduttivo, preparatorio’ dal valore restrittivo originario: se il GRADIT di Tullio De Mauro ravvisandola in alcune espressioni (ad es. indagine, analisi propedeutica) la connota come ‘estensiva’ rispetto all’accezione primaria di ‘preparatorio allo studio di una disciplina’ (seminario propedeutico, lezione propedeutica), il Vocabolario Treccani online la caratterizza come ‘meno comune’, ricordandone un esempio appunto in Benedetto Croce.

Quest’uso, estensivo e meno comune, appare infatti circolare oggi soprattutto in ambito burocratico o commerciale, forse come variante semplicemente più ricercata rispetto ai più correnti preparatorio, preliminare, introduttivo, come si potrebbe ricavare da alcuni contesti attuali che qui si riportano: “mi sono recata a fare il sopralluogo per l’home staging, propedeutico al servizio fotografico che si terrà tra qualche giorno (L’home staging con il supporto delle stampe decorative, in myinteriordesign.it, 25/3/2019); “si aprirà un nuovo corso con una serata introduttiva e propedeutica durante la quale si affronta il tema del taglio di potatura” (che si leggeva nel sito confagricoltura.it, da cui è stato poi rimosso); “Poi ci sono molte ricette, dalle basi principali (come rossa e bianca che sono propedeutiche a qualsiasi pizza) fino alle più complesse” (3 ricette per convincersi che “Il gioco della pizza” di Gabriele Bonci è il solo libro di cui abbiamo bisogno, in dissapore.com, 16/4/2012).

Poco congruo si direbbe invece l’abbinamento con l’avverbio particolarmente, il quale implica una graduabilità propria di molti aggettivi (“è particolarmente interessante / bello / attento”) ma non di altri, tra i quali il nostro, compresi i suoi possibili sostituti (preliminare, introduttivo, preparatorio).


Stefano Telve

15 settembre 2023


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