Questa risposta non è una bufala!

Sono pervenute in redazione molte richieste circa l'impiego della parola bufala per indicare una "burla mediatica" o un "film di scarso valore" e sull'origine di tale uso.

Risposta

Alla voce bufala (f. di bufalo dal lat. būfalum), i dizionari riportano solitamente tre accezioni; citiamo il Sabatini-Coletti: 1. "femmina del bufalo"; 2. "notizia clamorosamente infondata, errore madornale"; 3. "produzione artistica noiosa e scadente". Le ultime due accezioni sono ovviamente figurate; alla prima accezione si lega l'espressione mozzarella di bufala, per indicare la mozzarella prodotta con latte di bufala e non di mucca, tanto che, per ellissi, nel parlato e in determinati contesti, bufala indica proprio questo formaggio, particolarmente pregiato.

Stando al GRADIT di De Mauro, l'uso figurato di bufala sarebbe attestato dal 1960 e deriverebbe dal romanesco e tale datazione risale a Claudio Quarantotto, che riporta un esempio di Gianfranco Calderoni, che parla di «un film che, anche prima di essere visto, fu definito una "bufala" dagli amici romani». Paolo D'Achille (Sui neologismi. Memoria del parlante e diacronia del presente, “Studi di lessicografia italiana”, XI, pp. 269-322: 285), oltre ad aver segnalato un'attestazione anteriore dell'uso figurato di bufala, all'interno di uno sketch di Nino Manfredi nella Canzonissima del 1959 (Fusse che fusse la vòta bbona), ne ha proposto una spiegazione convincente. Il significato figurato di bufala avrebbe avuto origine in ambito gastronomico, non con riferimento alla mozzarella di bufala, ma alla carne; alcuni ristoratori romani disonesti, infatti, avevano il malcostume di spacciare la carne di bufala invece della più pregiata carne di vitella; di qui il termine avrebbe assunto il valore di 'fregatura' e quindi di 'notizia falsa' e di 'produzione artistica/cinematografica scadente'.

Un'altra attestazione anteriore, collegata a quest'ultima accezione del termine, si trova (e l'ho segnalata io stesso in un articolo su "Lingua nostra", LXXI, 2010, pp. 52-53) nel romanzo di Ercole Patti, Un amore a Roma (1956), in cui viene perentoriamente evidenziata l'origine del termine dal romanesco: "La ragazza, pur conservando l'accento veneto, non appena il discorso era passato al cinematografo, aveva cominciato ad esprimersi in termini romaneschi. Non ha visto il Pozzo dei miracoli? Meglio così. Una vera bufala. Una? chiese Marcello. Una bufala. Si dice così a Roma quando si vuole alludere a un film brutto e noioso".

Ho l'occasione di presentare qui un ulteriore dato: recentemente mi è capitato di parlare dell'argomento con un anziano parlante romano, che mi ha ricordato un fatto che accadeva proprio a Roma, intorno agli anni Quaranta. All'epoca le donne erano solite portare, per risparmiare, delle scarpe con le suole in pelle di bufalo/bufala, invece del più costoso cuoio; capitava, nei giorni di pioggia, che con tali calzature si scivolasse, anche con considerevoli conseguenze; quando una donna infortunata arrivava al Pronto Soccorso (l'allora CTO della Garbatella), il personale d'ospedale, considerata l'alta frequenza dei casi, usava l'espressione "Ecco un'altra bufala" (indicando la paziente metonimicamente con la causa del suo incidente: 'un'altra scarpa in pelle di bufalo aveva provocato nuovamente una brutta caduta'). Di qui il termine sarebbe diventato sinonimo di fregatura, per passare poi a indicare sia la notizia falsa, sia una produzione cinematografica di scarso valore. Non sono in grado di verificare la veridicità di questo racconto, che comunque conferma l'origine romana dell'uso figurato del termine.

Possiamo, in conclusione, rispondere ai nostri lettori che l'accezione figurata di bufala, sia come 'notizia falsa' sia come 'produzione artistica di scarso valore', è relativamente recente e ha sicuramente origine a Roma, anche se è stata registrata solo tardivamente nella lessicografia romanesca. Due grandi dizionari della lingua italiana, come il GDLI e il LEI, non la riportano nei lemmari di base, ma la recuperano nei supplementi o integrazioni: essi infatti segnalano solo il significato figurato di "cosa evidentissima", nella locuzione non vedere la bufola nella neve, attestata in Sacchetti. La V edizione del Vocabolario della Crusca (vol. II, 1866) riporta invece la locuzione menare altrui pel naso come un bufalo/una bufala, nel senso di 'raggirare qlcn.'. Ma ora, anche grazie alla rete, da cui vengono diffuse notizie e informazioni che si rivelano poi solo delle... bufale, la parola è d'uso comune sull'intero territorio nazionale. 

Riccardo Cimaglia

 

24 marzo 2017


Agenda eventi

  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Nuovo regolamento per gli utenti della Biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Dal 3 gennaio 2023, per gli studiosi che accedono alla Biblioteca è in vigore un nuovo regolamento.

Ordine di servizio

Avviso da Crusca

In ottemperanza alla normativa vigente, si raccomanda a tutti coloro che frequentano, a vario titolo, la Villa medicea di Castello, l’osservanza delle seguenti regole da adottare per il contenimento dei consumi energetici:
- all’interno della Villa l’esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale è consentito per 11 ore giornaliere dall’8 novembre al 7 aprile (art. 1 comma 2 del Decreto del Ministro della Transizione ecologica del 6 ottobre 2022);
- la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti di ciascun locale della Villa per la climatizzazione invernale non deve essere superiore a 19 gradi centigradi, più 2 gradi centigradi di tolleranza (art. 19-quater del Decreto legge n. 17 del 1° marzo 2022);
- l’apertura delle finestre per il ricambio dell’aria deve essere limitata allo stretto necessario;
- regolare la luminosità della luce artificiale a seconda della luminosità esterna;
- spegnere le luci, il monitor del PC e il fancoil quando ci si allontana dalla propria postazione di lavoro e al termine del proprio orario di lavoro;
- non stampare mail o altri documenti, se non strettamente necessario.

Chiusura della sala di lettura della Biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Da martedì 22 novembre la sala di lettura della Biblioteca è temporaneamente chiusa. I servizi della Biblioteca verranno erogati normalmente lungo tutto il periodo della chiusura, ma è raccomandata agli utenti la prenotazione, data la disponibilità limitata di posti.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Scomparsa l'accademica Bice Mortara Garavelli

26 gen 2023

Antichi maestri: un allestimento teatrale appositamente pensato per la Crusca

11 nov 2022

Scomparso lo storico della lingua Andrea Dardi

02 nov 2022

Due spettacoli teatrali alla villa medicea di Castello

26 ott 2022

Scomparso l'accademico Luciano Agostiniani

20 ott 2022

L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo: il libro edito dall'Accademia in occasione della Ventiduesima Settimana della lingua italiana nel mondo

15 ott 2022

Tre visite guidate riservate ai soci UniCoop Firenze e Amici dell'Accademia della Crusca

10 ott 2022

Sao ko kelle terre. Piccola storia della lingua italiana: al MUNDI uno spettacolo dedicato alla lingua italiana

23 set 2022

Vai alla sezione