Si parla che...

Proponiamo quanto ha scritto Manuela Manfredini sull'ultimo numero della rivista La Crusca per voi (n. 41, ottobre 2010) in risposta a quanti ci fanno notare l'uso progressivo del verbo parlare seguito da proposizione oggettiva.

Risposta

Si parla che...

«In espressioni come "dove ho parlato che il film è di Ligabue?" o "ho sentito parlare che", usare il verbo parlare invece del verbo dire è chiaramente scorretto. Ma l'errore come si definisce esattamente? Che tipo di errore è? Come spiegare l'eventuale regola a chi ne sbaglia l'uso? Lo ha chiesto Fla Vio.

 

Il quesito va diviso in due parti: la prima riguarda la possibilità di usare parlare al posto di dire, la seconda riguarda l'uso della costruzione parlare che/sentir parlare che al posto di dire che/sentir dire che.
Nell'italiano letterario, specie poetico, parlare è stato utilizzato al posto di dire - attribuendo a parlare un valore transitivo con la reggenza soggetto-verbo-argomento -, nel significato di "esprimere, pronunciare, profferire qlco.": Parlando cose che 'l tacere è bello (Dante) oppure in quello di "narrare, raccontare qlco.": E parlo cose manifeste e conte (Petrarca). La transitività non è di per sé sufficiente per rendere i due verbi sinonimi: infatti, nell'uso transitivo tipico di parlare, nel significato di "conoscere, sapere, essere in grado di usare una certa lingua" (Luigi parla il tedesco), la sostituzione con dire è impossibile.
Ben diverso il caso in cui parlare venga utilizzato come verbo che regge una proposizione oggettiva esplicita introdotta dalla cong. subordinante che, dando vita a quelle forme non standard citate dal lettore del tipo parlare che con il significato di "dire che". Si tratta senza dubbio di un uso non accettabile, non solo in contesti medio-formali, ma anche in contesti colloquiali che deriva dalla sovraestensione impropria di significati transitivi di dire su parlare.

 

Tra i dizionari, soltanto il GRADIT registra per parlare transitivo - oltre ai significati di "parlare una lingua", "usare un dato modo di esprimersi" e, ristretto all'ambito letterario, "dire" - il valore di "dire, seguito da proposizione oggettiva", collocandolo però nella fascia del lessico di "basso uso" e limitandolo ad un registro popolare. Va segnalato che la struttura parlare che trova una certa accoglienza in scritture particolarmente poco sorvegliate e prossime al parlato come i testi dei forum e dei blog. Da Internet ricaviamo questi esempi: Ho sentito parlare che molti utenti soprattutto sul web, subiscono il fenomeno dello spoofing. Di che cosa si tratta esattamente? (fonte: forum); Ho sentito parlare che nel 2010 tutti i tipi di motorini saranno tutti 4 tempi? e non 2 tempi? (luglio 2008; fonte: it.answers.yahoo). Come mostra bene il secondo esempio in cui si incrocia infelicemente un costrutto dichiarativo con uno interrogativo, nell'italiano digitato delle conversazioni telematiche non sorvegliate è frequente che si verifichino quei fenomeni, che sono tipici dell'oralità, di interferenza tra costrutti frasali e tra significati che, in questo caso, hanno un'immediata ricaduta sulla formula di reggenza del verbo e che dipendono da una progettazione del discorso che, pur essendo scritto, procede in maniera approssimativa.
Infine, vale la pena di richiamare un impiego piuttosto subdolo di parlare al posto di dire ma che è strettamente attinente a quanto detto sopra. Si tratta dell'uso di parlare in costruzione impersonale, si parla, al posto del più corretto si dice come reggente di proposizioni oggettive esplicite introdotte da che. Ancora qualche esempio preso da due blog: Si parla che [D'Addario] si sarebbe sfogata perché chi l'aveva mandata a Roma, pagandola, le avrebbe fatto delle promesse (19.06.2009); si parla che potrebbero durare un paio di mesi (22.3.2010).

 

Qual è la regola per non sbagliarsi? Se c'è, potrebbe essere questa. Nell'italiano dell'uso, parlare ha sempre valore intransitivo tranne nel tipico caso di parlare una lingua. Dunque se il nostro parlante è indeciso sull'uso di parlare o dire si chieda se, nella frase che intende pronunciare o scrivere, il suo verbo reggerà un complemento oggetto o una proposizione oggettiva (introdotta da che): se la risposta è sì, allora il verbo giusto è dire. Dire è un verbo naturalmente transitivo: se si dice, si dice necessariamente qualcosa, mentre se si parla, in genere, si parla di qualcosa».

 

Manuela Manfredini

7 gennaio 2011


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