Sismico o antisismico?

Alcuni lettori hanno notato una contraddizione nelle espressioni adeguamento sismico e miglioramento sismico: non sarebbe più corretto usare l’aggettivo antisismico

Risposta

 

Sismico o antisismico?

 

L’aggettivo sismico, come si legge nel GDLI, può significare ‘che è proprio del sisma’, come in onda sismica, e ‘che riguarda il sisma, che si riferisce al sisma’, come in ingegneria sismica, definita come ‘quella che studia le tecniche costruttive atte alla fabbricazione di edifici resistenti ai terremoti’. La prima attestazione di sismico reperita in rete (la data è confermata da DELI e GRADIT) si trova nel saggio di Michele Stefano De Rossi dal titolo Le fratture vulcaniche laziali ed i terremoti del gennaio 1873, pubblicato negli Atti dell’Accademia Pontificia de’ nuovi Lincei (Roma, 1873): “Ma il periodo sismico ha continuato e tuttora continua mentre scrivo”. Con questi significati sismico è registrato dai dizionari dell’italiano contemporaneo. Non deve pertanto destare stupore l’uso dell’aggettivo insieme ai sostantivi adeguamento e miglioramento, se si considera il suo significato più ampio di ‘relativo al sisma’: l’adeguamento o il miglioramento sismico indicano l’insieme degli interventi su una struttura per renderla più resistente a un eventuale terremoto.

L’aggettivo antisismico deriva da sismico con l’aggiunta del prefisso anti- ‘contro’ e, riferito a un edificio/costruzione/struttura, ha il significato di ‘che resiste al terremoto’, come in edifici antisismici; la prima attestazione, reperita ancora in rete, si trova negli Atti del Collegio toscano degli ingegneri e degli architetti (Firenze, 1907): “Muro antisismico in cemento armato, compreso l'intonaco, mq. 1254…”. In associazione a norma/normativa/legge significa ‘che mira a garantire il più alto grado di resistenza alle scosse di terremoto’, come in normativa antisismica (usato in alternativa a normativa sismica con lo stesso valore); in linea con questo significato quindi anche le espressioni adeguamento antisismico e miglioramento antisismico sono possibili e sensate.

Ma qual è la forma che è più opportuno usare? Per cercare di rispondere a questa domanda si può far riferimento alla normativa in materia, le cui origini risalgono al XVII secolo, ma che inizia a dettagliarsi in Italia nel XX secolo, dopo il terremoto di Messina del 1908. Per esempio, facendo una ricerca nell’archivio in rete della Gazzetta Ufficiale le espressioni adeguamento antisismico e adeguamento sismico ricorrono soltanto a partire dagli anni Ottanta, rispettivamente nella legge del 14 maggio 1981 n. 219 (“compresi i lavori di adeguamento antisismico ovvero indispensabili per conseguire livelli di funzionalità adeguati…”) e nel decreto legge del 28 febbraio 1985 n. 47 (“Ove all’adeguamento sismico prescritto non si provveda nei termini previsti dalla legge…”). L’espressione miglioramento sismico ricorre invece per la prima volta nel decreto legge del 29 dicembre 1995 n. 560 (“per i necessari interventi di miglioramento sismico…”), mentre miglioramento antisismico nell’archivio non è attestato. Nella normativa più recente si registra un uso alternativo dei due aggettivi associati a entrambi i sostantivi, come ad esempio nella legge del 7 aprile 2017 n. 45 in cui gli interventi di ristrutturazione corredati “della progettazione per il miglioramento e l’adeguamento antisismico dell’edificio…” convivono con gli “interventi di miglioramento e adeguamento sismico degli edifici scolastici”. Si può inoltre evidenziare che le Norme tecniche per le costruzioni (NTC) del 2008, ancora in vigore, riportano esclusivamente le espressioni adeguamento o miglioramento sismico (che si trovano anche nel testo in bozze delle NTC 2017).

In testi d’altro tipo, dai quotidiani alle riviste specializzate, le espressioni adeguamento o miglioramento sismico oantisismico si trovano usate (anche all’interno dello stesso testo) in alternativa e con lo stesso significato. Lo conferma anche la ricerca in Google libri: nell’intervallo di tempo dagli anni Ottanta a oggi le pubblicazioni preferiscono inizialmente associare ai termini adeguamento e miglioramento l’aggettivo sismico (nel decennio 1980-1990 le occorrenze con sismico sono più del doppio di quelle con antisismico); oggi invecele occorrenze si equivalgono seppur ancora con una leggera prevalenza di sismico. Anche gli archivi in rete dei principali quotidiani (“Corriere della Sera” e “la Repubblica”) ribadiscono la sostanziale interscambiabilità dei due aggettivi sempre con uno sbilanciamento verso sismico.

Per rispondere ai nostri lettori, dunque, l’espressione adeguamento sismico – che in ambito edìle indica l’insieme degli interventi finalizzati a raggiungere i livelli di sicurezza previsti dalla norma – e l’espressione miglioramento sismico – che indica invece l’insieme degli interventi finalizzati al miglioramento strutturale senza raggiungere obbligatoriamente i livelli richiesti – non contengono nessuna contraddizione. Come si è visto, sono usate sia nei testi normativi e tecnici sia nella lingua più comune in alternativa alle espressioni adeguamento antisismico e miglioramento antisismico.

I dubbi forse nascono dalla considerazione che gli interventi strutturali edìli abbiano come fine quello di contrastare gli effetti del terremoto: dal punto di vista linguistico può sembrare più logico usare l’aggettivo antisismico in cui il prefisso anti- (‘contro’) rende evidente che il nemico da sconfiggere, contro cui bisogna lottare e da cui bisogna proteggersi, è proprio il terremoto. Nonostante questa percezione il significato delle espressioni è equivalente ed è possibile l’uso di entrambe.

 

Nota:

Anche il nuovo testo delle NTC, pubblicato a gennaio del 2018, riporta esclusivamente l'espressione adeguamento o miglioramento sismico.

 

 

A cura di Stefania Iannizzotto e Angela Frati
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

26 gennaio 2018


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