Sottomettere e consistenza: due anglicismi “sotto traccia”

Andrea L. e Francesca Di P., entrambi da Pisa, ci segnalano l'uso di sottomettere per sottoporre o inviare un contributo, un articolo, un documento che si sta diffondendo in ambito scientifico come "traduzione" di  submit (an abstract, a paper e simili). Marco Z., da Torino oltre che su sottomettere,  richiama la nostra attenzione anche su consistenza usato nel senso di 'coerenza' in riferimento a una teoria. 

Risposta

 

Sottomettere e consistenza: due anglicismi  “sotto traccia”

 

“Sottomettere qualcosa a qualcuno” in italiano vale soprattutto se il qualcosa è una persona o un territorio, una proprietà materiale ecc.; se invece è un testo, una proposta, un bene intellettuale ecc., l'italiano preferisce sottoporre. Quindi la traduzione dell'inglese submit a paper è sottoporre un articolo o anche, ma meno precisamente, proporre un articolo. Sottomettere in questo significato specifico, per quanto attestato (persino in Manzoni), è meno comune (la verifica su Google dà un rapporto con sottoporre di 1 a 6) e in quello di 'inviare' del tutto improprio. Nel significato di 'invio' e 'inviare', infatti, sottomissione e sottomettere discendono dal button (for) submit inglese, il 'pulsante  (di) conferma', invio previsto da vari programmi informatici, e ne costituiscono un'indebita, inutile e oserei dire erronea estensione, da evitare e scoraggiare, non solo a tutela della nostra lingua ma anche del buon senso (e delle regole di trasparenza nella comunicazione pubblica). Comunque, c'è di peggio. C'è chi, senza ironia, usa (lo si vede in un testo pubblicato sul sito Roars) submittare nel senso del nostro sottoporre (un articolo a una rivista), perché al peggio non c'è mai fine.

Quanto a chi usa consistenza per 'coerenza di una teoria', se davvero lo fa, dovrebbe chiarirsi prima le idee (tanto per capirci: la prova ontologica dell'esistenza di Dio di S. Anselmo ha una grande coerenza logica ma poca consistenza!). Ma, ovviamente, è di nuovo la pressione dell'inglese (consistency) che spinge a fare un'inutile violenza all'italiano, favorendo equivoci.

 

Vittorio Coletti

 

Piazza delle lingue: Lingua e saperi

3 maggio 2016


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