Sul plurale di mango e avocado

Sono pervenuti vari quesiti sulla forma plurale dei nomi mango e avocado.

Risposta

Mango e avocado sono due cosiddetti esotismi, cioè voci entrate in italiano, spesso per il tramite di altre lingue europee, “da paesi lontani e assai poco conosciuti” (così Walter Belardi, in Marco Mancini, L’esotismo nel lessico italiano, Viterbo, Università degli studi della Tuscia, 1992, p. 7).

Mango ‘frutto della Mangifera indica’ deriva dal tamil (lingua dravidica parlata nell’India meridionale e nello Sri Lanka) mānkāy, per il tramite del portoghese manga e poi di spagnolo e inglese mango.

Avocado ‘frutto della Persea americana’ deriva dal nahuatl (lingua uto-azteca parlata in Messico all’epoca della conquista spagnola) āhuacatl, adattato in spagnolo come aguacate. Diversi dizionari di varie lingue (OED per l’inglese, TLFi per il francese, l’Etimologico per l’italiano) sono concordi nell’indicare un incrocio avvenuto in spagnolo tra aguacate e abogado /aβoˈɣaðo/ ‘avvocato’, che sarebbe alla base delle forme inglese e italiana avocado, e della forma francese avocat ‘avocado’, omonima di avocat ‘avvocato’. Tuttavia, secondo il DRAE, la denominazione del frutto in spagnolo è tuttora aguacate, e avocado è una variante propria dello spagnolo delle Filippine, la cui etimologia è ritenuta incerta; il DRAE non menziona l’ipotesi di un incrocio con abogado ‘avvocato’.

La storia dei nomi che indicano l’avocado nelle diverse lingue sarebbe quindi da approfondire, ma è irrilevante ai fini dei quesiti che ci sono stati posti.

Sia mango che avocado sono sostantivi maschili che indicano entità numerabili e terminano al singolare in ‑o, per i quali sarebbe del tutto normale un plurale in ‑i. Tale plurale è infatti ben attestato, ma è attestato anche l’uso di entrambe le voci come invariabili (quindi con plurali i mango, gli avocado) e, in minima parte, anche il trattamento di questi esotismi con conservazione della forma plurale dello spagnolo (mangos, avocados).

Un’idea delle tendenze nell’uso italiano contemporaneo si può avere ricercando le varie forme di plurale nel corpus ItTenTen20, contenente oltre 12 miliardi di occorrenze di parole usate in testi in lingua italiana presenti in rete.

Una ricerca delle diverse possibilità di plurale per avocado, dove la forma si presenti preceduta da gli, dà i seguenti risultati:

gli avocado 751          gli avocadi 68        gli avocados 34

Per mango, un’analoga ricerca richiede una considerevole ripulitura manuale dei risultati, dato che sia Mango che Manghi sono attestati anche come cognomi (la cui etimologia, però, non ha nulla a che vedere con quella del nome del frutto, cfr. Enzo Caffarelli e Carla Marcato, I cognomi d’Italia: dizionario storico ed etimologico, Torino, UTET, 2008, s.v.), e Mangos come (parte del) nome proprio di locali e altro; eliminate le occorrenze in cui le forme rappresentano un cognome o (parte di) un nome proprio, i dati sono i seguenti:

i mango     162           i manghi   231         i mangos      0

Come si vede, i due nomi, pur indicando referenti della stessa natura (frutti tropicali commestibili), non sono trattati esattamente nello stesso modo: per mango prevale la flessione con plurale in -i, mentre per avocado prevale largamente il trattamento come invariabile; inoltre, per entrambe le voci, ma soprattutto per avocado, è attestato, anche se in misura assai ridotta, un plurale non adattato in ‑s (in ItTenTen20 non si trova la sequenza i mangos, ma si trova il plurale mangos usato in italiano, come si vede nell’ultimo degli esempi citati più avanti).

Diamo qui di seguito qualche esempio di testi in cui le varie forme sono usate; si noterà che chi ha scritto i diversi testi non sempre tratta nello stesso modo le due voci:

alla frutta, portata dall’ospite di riguardo, s’abboffano finalmente di gustose banane, di succulenti manghi, di fragranti papaie, dei celebri avocadi, di ananassi superbi, d’insipidi kiwi e di dolci cocchi.

Un posto romantico con 4 casette circondate da magnifici giardini: manghi, papaye, avocados, aranci... e tanti fiori

siamo gli unici ospiti ci porta a visitare il loro orto: alberi pieni di frutta, avocados, papaya, frutto di passione, manghi, verdura, fiori e tutto intorno migliaia di farfalle di tutti i colori, in un ambiente naturale stupendo.

I Mango e gli Avocadi che troviamo in tutti i supermercati provengono spesso dal Brasile

21 Dicembre Stamattina io e Grigorj sotto direttiva di Ilda facciamo una confettura di mangos del posto per i bambini del merendero.

Ci si può chiedere il perché della diversità di tendenza nel trattamento delle due voci.

Tra i fattori che giocano un ruolo sta probabilmente l’attestazione di Manghi come cognome, che rende familiare la forma manghi, almeno per chi conosca persone con questo cognome. Al contrario, la somiglianza ma anche la differenza tra avocado e avvocato favorisce la percezione di un’origine spagnola di avocado, e quindi il trattamento come invariabile, comune con gli esotismi anche quando nulla osterebbe a una loro flessione regolare (come nel caso di nomi maschili in ‑o e nomi femminili in ‑a), o l’adozione del plurale nella sua forma alloglotta.

Insomma, tutte le tendenze attestate hanno una loro motivazione.

In italiano, sono oggi produttive tre classi di flessione per i nomi (cfr. Paolo D’Achille e Anna M. Thornton, La flessione del nome dall’italiano antico all’italiano contemporaneo, in Italia linguistica anno Mille – Italia linguistica anno Duemila. Atti del XXXIV congresso internazionale di studi della SLI, a cura di Nicoletta Maraschio e Teresa Poggi Salani, Roma, Bulzoni, 2003, pp. 211-230): quella con singolare in ‑o e plurale in ‑i, che accoglie sostanzialmente solo nomi maschili (isolata l’eccezione di mano / mani, e di qualche altra voce femminile di uso non comune; cfr. Paolo D’Achille e Anna M. Thornton, I nomi femminili in ‑o, in Prospettive nello studio del lessico italiano. Atti del IX Congresso Internazionale della SILFI, a cura di Emanuela Cresti, Firenze, Firenze University Press, 2008, pp. 473-481), quella con singolare in ‑a e plurale in ‑e, che accoglie solo nomi femminili, e quella invariabile, che accoglie nomi di entrambi i generi. La classe degli invariabili un tempo comprendeva solo nomi che avevano specifiche caratteristiche fonologiche (terminazione in vocale accentata o in consonante), ma in seguito si è allargata anche ad accogliere nomi che avrebbero potuto anche entrare in una delle altre classi: innanzitutto nomi in cui la terminazione del singolare e il valore di genere appaiono in contrasto rispetto all’associazione che si ha nelle due classi più produttive, quindi i femminili in ‑o (sdraio, lampo, ecc.) e i maschili in ‑a (sosia, lama ‘monaco buddista’, ecc.; si consideri la differenza tra il papa / i papi e il lama / i lama), poi alcuni nomi in ‑e (specie, ecc.), e infine, di recente, anche nomi maschili in ‑o e femminili in ‑a, specialmente ma non solo se esotismi (cfr. Paolo D’Achille, L’invariabilità dei nomi nell’italiano contemporaneo, “Studi di Grammatica Italiana” XXIV, 2005, pp. 189-209). Per quest’ultima categoria di nomi, c’è variazione tra la flessione in una delle due classi produttive e il trattamento come invariabili, con prevalenza dell’una o dell’altra opzione in relazione a fattori difficilmente generalizzabili, tra i quali senz’altro gioca un ruolo la riconoscibilità di un dato nome come esotismo, per esempio in base a caratteristiche dell’ortografia, come nel caso di kimono, eskimo, poncho, trattati molto più comunemente come invariabili che flessi con plurale in ‑i. Nel caso di mango e avocado l’ortografia non permette di individuare immediatamente lo status di esotismo, che può però essere dedotto dalla conoscenza dei referenti, e nel caso di avocado, come detto, anche dal confronto con avvocato; per questi due nomi quindi la competizione tra le due tendenze nella formazione del plurale (in ‑i perché maschili con singolare in ‑o, invariabili perché esotismi) è particolarmente viva.

Anna M. Thornton

27 settembre 2023


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