Sul termine capofilato

Antonella Sacchi da Calolziocorte (Lecco) ha esitato a firmare un documento perché nel testo si legge che “il progetto è capofilato da un’amministrazione”. Ritenendo errato il termine capofilato, ci confessa che la sua intenzione sarebbe quella di sostituirlo: deve farlo?

Risposta

Sul termine capofilato

Il sostantivo composto capofila è un termine di origine militare attestato già nel XVII secolo (nelle Memorie militari del Generale Montecuccoli) per indicare il soldato che in uno schieramento è a capo di una fila di uomini. Il termine, con il significato di ‘primo di una fila di persone’, si è poi diffuso in altri ambiti, come ad esempio quello scolastico e, più recentemente, quello amministrativo ed economico, non più in riferimento a una persona fisica. In progetti che prevedono la partecipazione di più unità, infatti, il capofila è l’istituzione che coordina le attività del gruppo. A causa della sua sempre più larga diffusione in ambito amministrativo, soprattutto nel campo della ricerca di fondi, dal termine capofila si sono formate altre parole come capofilare e capofilato, non (ancora) attestate in nessun vocabolario della lingua italiana.

Il verbo capofilare, con il significato di ‘fare da capofila’, è usato molto raramente e soltanto in testi scritti negli ultimi anni:

Quindi, laddove c’è un’ipotesi di progettazione su un accordo di progettazione, è opportuno considerare la possibilità di far “capofilare” il progetto da Stati con delle legislazioni leggere (Programma Comunitario “CULTURA 2000”, Trento, 7 marzo 2001).

Si avvia oramai alla conclusione il Progetto Robinwoodplus che ha visto Regione Liguria capofilare un partenariato europeo composto da regioni appartenenti a Italia, Finlandia, Francia e Romania (www.liguriaricerche.eu, 11 ottobre 2013).

Le prime attestazioni del sostantivo capofilato (da capofila + il suffisso nominale denominale -ato), per indicare la carica in astratto, cioè ‘l’attività di capofila’, risalgono agli anni Ottanta e si registrano in testi di ambito imprenditoriale e aziendale. Si tratta di quindi di un tecnicismo settoriale le cui occorrenze sono molto rare: per fare un esempio, in GoogleLibri se ne sono potute trovare soltanto due:

Tale conferma si coglie ancora, ad esempio e per altro verso, nella censura giurisprudenziale al ricorso a prassi e forme (si pensi ad esempio alla nota prassi del «pool» e del cd. capofilato) tipiche ed usuali della dinamica imprenditoriale («Rivista delle società», 25, 1980, p. 479).

Altre commissioni: Management 0.125% (una tantum); Capofilato 0,25% (una tantum) (Alfredo Del Monte, Finanza d’impresa, Utet, 1988, p. 200).

Spesso presente in espressioni come aggiudicarsi il capofilato, assumere il capofilato, detenere il capofilato, il sostantivo oggi indica in generale il ruolo e le mansioni di chi all’interno di una rete «tiene le relazioni tra gli enti, indice le riunioni, riceve e distribuisce i soldi ai vari servizi» (G. Petti, Il male minore, 2004):

Il capofilato della rete è uno dei compiti più impegnativi mai svolto dalla nostra associazione («Quaderni del Centro nazionale» di Genova, 31, 2002).

Più problematica risulta invece l'assenza di capofilati italiani nell'ambito del sottoprogramma 1, dedicato alle azioni generali sul Bacino del Mediterraneo (Luca Santarossa, Medocc. Identità mediterranea nello spazio europeo sud occidentale, 2005, p. 53).

La nostra lettrice ha invece colto un’altra forma derivata da capofila, che oggi è la più diffusa, cioè quella dell’aggettivo capofilato, participio passato del verbo, solitamente usato in espressioni come progetto capofilato da oppure rete capofilata da. L’esigenza che ha portato alla creazione di questa nuova forma e al suo utilizzo potrebbe essere rintracciata forse nella ricerca di una maggiore sinteticità: in questo caso, per esempio, invece di esprimere un concetto attraverso una proposizione relativa (come il progetto la cui unità capofila è X) si può ricorrere a una frase più breve e più semplice (come il progetto capofilato da X). Vediamone alcuni esempi presenti in rete:

Il progetto, ideato e redatto da Ethyca e capofilato da ANMIL Sicilia, è oggi una realtà e un modello di politica attiva del lavoro […] Progetto capofilato dal Governo Turco, intende promuovere e avviare una rete di giovani capaci di sensibilizzare i propri Paesi sul tema dell’ecoturismo (www.assoethyca.blogspot.it, aprile 2013).

Il prossimo 17 gennaio l’atto conclusivo del progetto comunitario, capofilato dalla Provincia di Ferrara, incentrato sulla mobilità ciclabile (www.ferraraforum.com, gennaio 2013).

L’ambito d’uso del termine capofilato rimane comunque quello economico e amministrativo, e non si registra nessuna attestazione in altri contesti comunicativi. Perfino la lingua dei giornali, sempre attenta a recepire i nuovi termini settoriali e a dare loro eco, non lo ha accolto. Nessuna occorrenza infatti nell’archivio dei quotidiani il “Corriere della sera” e “La Repubblica”; alcune, come era prevedibile, negli articoli finanziari de “Il Sole 24 ore”.

Le perplessità sui termini capofilato e capofilare nascono forse a causa della sovrapposizione con il significato di filato e di filare, parole senz’altro molto più comuni e diffuse. Il verbo capofilare inoltre potrebbe subire anche l’interferenza del sostantivo composto capofilare, usato in ambito agronomico nella locuzione a capofilare (es. le rose piantate a capofilare della vigna). Per di più, se è vero che in italiano la derivazione si applica con qualche difficoltà ai composti, è altrettanto vero che i termini composti pienamente lessicalizzati, e quindi percepiti come parole semplici, possono dare origine a derivati (crocerossa > crocerossina). E questo è il nostro caso: il percorso che porta dal composto capofila a capofilato e capofilare segue in pratica la stessa modalità di derivazione che da capitano porta a capitanato e a capitanare. Inoltre, nella formazione del termine può certamente avere influenzato anche la terminologia dell’Unione europea che usa verbi come to lead o to head coniugandoli a seconda del contesto; come si vede nel seguente esempio a capofilato da corrisponde led by:

Cosa suggerire dunque alla nostra lettrice: lasciare o sostituire il termine? Sapendo che si tratta di un documento amministrativo di cui però non è specificato il destinatario, forse potremmo consigliare, per maggior chiarezza, di sostituire capofilato da con l’espressione il cui capofila è. Ma, chissà, tra qualche anno il termine potrebbe affermarsi in ambito settoriale e di conseguenza essere registrato dai vocabolari.

 

Per approfondimenti:

  • Antonietta Bisetto, Composti come base di derivazione, in La formazione delle parole in italiano, a cura di Maria Grossmann e Franz Rainer, Tübingen, Niemeyer, 2004, pp. 53-55.

 

A cura di Angela Frati e Stefania Iannizzotto
Redazione Consulenza Linguistica

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