Sull'uso di davanti in luogo di davanti a

Molti utenti domandano alla nostra redazione un parere in merito all'uso ricorrente sui giornali della preposizione impropria davanti non seguita da a, in frasi del tipo davanti la Provincia invece di davanti alla Provincia.

Risposta

La preposizione impropria davanti (dal lat. tardo 'da' e abănte 'avanti', composto a sua volta di ăb 'da' e ănte 'prima') esprime essenzialmente un valore 'locativo' (come accanto, dietro, sotto, dinanzi ecc.) e in genere regge di preferenza la preposizione propria a, formando con essa la locuzione preposizionale davanti a. Quest'ultima è ad esempio così definita nel Sabatini Coletti 2008: "nello spazio antistante, di fronte a qlcu. o a qlco.: ci sono molte persone d. a me; ho piantato tre tigli d. alla casa; d. al pubblico mi emoziono; con anticipazione del compl. in forma di pron. e assorbimento della a nelle forme atone: la persona a cui mi ero messo d. protestò; gli ero d. ma non mi riconobbe; ormai ci sei d.". Nel Grande dizionario italiano dell'uso leggiamo poi la seguente definizione: "1 di fronte a: guardare d. a sé 2 alla presenza di: difendersi d. ai testimoni" (GRADIT); oltre a note locuzioni verbali, quali avere davanti agli occhi ("avere presente, ricordare chiaramente"), oppure mettere il carro davanti ai buoi ("voler precorrere i tempi; agire in modo prematuro").

Nella lingua letteraria, in luogo della locuzione prepositiva è possibile trovare anche la sola preposizione impropria. Dall'archivio elettronico di LIZ 2001 si possono ricavare diversi esempi ottocenteschi, tra cui segnaliamo:

quando avrebbe voluto star sola, ad udir quel passo, a guardar quell'ombra che passeggiava là davanti la cancellata del molo (G. Verga, Il marito di Elena, Cap. 8.39);

Mamma, figliuoli e amici s'incontrarono di nuovo davanti la chiesa in mezzo al gran bisbiglio della gente che usciva (E. De Marchi, Demetrio Pianelli, Parte 3,3.76);

Era tanto oppresso d'angoscia e in preda a un'agitazione così soffocante, che dovette fermarsi per un momento davanti la soglia (L. Pirandello, I vecchi e i giovani, Parte 1,4.68).

Tuttavia, per quanto concerne l'uso non letterario e contemporaneo della lingua italiana, è possibile concludere che la locuzione preposizionale davanti al è senz'altro preferibile a davanti il, e dunque l'espressione più corretta sarà davanti a qualcuno o a qualcosa, davanti alla Provincia e così via.

Per approfondimenti:

  • GRADIT = Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell'uso, Torino, UTET, 1999, 6 voll., con l'aggiunta del vol. VII, Nuove parole italiane dell'uso, 2003 (con CD-ROM).
  • LIZ 2001 = Letteratura Italiana Zanichelli, CD-ROM dei testi della letteratura italiana, a cura di P. Stoppelli, E. Picchi, Sistema di interrogazione DBT in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna, Zanichelli, 2001.
  • Sabatini Coletti 2008. Dizionario della lingua italiana, diretto da F. Sabatini, V. Coletti, Firenze, Sansoni, 2007 (con allegato CD-ROM).


A cura di Manuela Cainelli
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

26 settembre 2008


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