Una risposta che non pecca in chiarezza

Diversi utenti denunciano incertezze nell’uso del verbo peccare, anche in relazione al significato che di volta in volta può assumere: i più chiedono come debba intendersi l’espressione peccare di qualcosa, mentre uno di loro domanda se sia possibile usare peccarmi.

Risposta

I dubbi di chi ci ha scritto sono pienamente comprensibili e perfino condivisibili.
Proviamo a mettere un po’ d’ordine.
Il verbo peccare può avere tre significati diversi ed essere al centro di tre diversi tipi di enunciati, i quali mettono in scena, per così dire, tre diversi tipi di situazione.

Un primo significato del verbo peccare è quello di ‘commettere un peccato’, ‘commettere un’infrazione morale’. In questo caso, il verbo può essere completato dal solo soggetto, come nell’esempio (1), oppure può essere completato dal soggetto e da un nome (indicante l’àmbito relativo al peccato, che è sempre qualcosa di negativo) preceduto dalla preposizione di, come nell’esempio (2). Quando peccare ha questo significato pertinente alla religione e alla morale, il luogo figurato in cui si pecca è indicato da un nome preceduto dalla preposizione in, come nell’esempio (3):

    (1) Padre, perdonatemi perché (io) ho peccato.

    (2) Gli uomini peccano spesso d’invidia, di gola, avarizia, ecc.

    (3) Ho peccato in pensieri, in parole, in opere e in omissioni.

        Un secondo significato del verbo peccare è quello di ‘commettere un errore’. In questo caso, il verbo è completato, oltre che dal soggetto, da un nome indicante l’àmbito in cui si commette l’errore (e anche in questo caso si tratta di un àmbito negativo) preceduto dalla preposizione di, come negli esempi (4) e (5):

          (4) Il tuo ragionamento pecca d’imprecisione.

          (5) Il loro comportamento pecca di slealtà.

              Un terzo significato del verbo peccare è quello di ‘mancare’, ‘avere difetto’. In questo caso, il verbo è completato, oltre che dal soggetto (sempre rappresentato da un oggetto, mai da una persona), da un nome indicante l’àmbito relativo a ciò che manca (che in questo caso è sempre positivo) preceduto dalla preposizione in, come negli esempi (6) e (7):

                (6) Il tuo ragionamento pecca in precisione.

                (7) Il vostro comportamento pecca in correttezza.

                    Su questa base, rispondiamo ai singoli quesiti. “Il verbo peccare – scrive Martina – mi confonde: peccare d’invidia vuol dire ‘essere invidiosi’? Peccare di carisma vuol dire averne poco?”. La risposta è sì nel primo caso e no nel secondo, che richiede un’altra preposizione: Peccare in carisma. Federica incalza: peccare di sincerità significa ‘essere poco sinceri’, come sostengono i suoi amici, o designa una schiettezza estrema, come ritiene lei? Poiché la sincerità non è da considerare un difetto, peccare di sincerità sembra poco ammissibile nel senso di ‘essere di una schiettezza estrema’, mentre per sostenere che una persona è poco sincera bisognerebbe dire peccare in sincerità. La stessa risposta vale per Maurizio a proposito di peccare di modestia. Infine, essendo peccare intransitivo, l’uso riflessivo indicato da Marco è inammissibile.

                    Giuseppe Patota

                    10 novembre 2020


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                    Visite in presenza alla mostra “Della nostra favella questo divin poema è la miglior parte”. Dante e la Crusca

                    Avviso da Crusca

                    Mercoledì 7 luglio 2021 sarà possibile visitare in presenza la mostra dantesca allestita nella Sala delle Pale insieme al curatore Domenico De Martino. Sono previsti 2 incontri da massimo 15 partecipanti, uno alle 21 e l'altro alle 22, con prenotazione obbligatoria. Le informazioni sull'allestimento e sulle modalità di prenotazione sono disponibili qui.

                    Premio Giovanni Nencioni per una tesi di dottorato in linguistica italiana discussa all’estero

                    Avviso da Crusca

                    La domanda di partecipazione alla X edizione del Premio Nencioni è disponibile nella sezione "Bandi".

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                    Avviso dalla biblioteca

                    Il Presidente dell’Accademia della Crusca, in ottemperanza alla vigente normativa, ed in particolare al DL n. 65 del 18 maggio 2021, impartisce le seguenti indicazioni:

                    la Biblioteca dell’Accademia della Crusca è aperta al pubblico con gli orari consueti e con le norme indicate nell’Avviso pubblicato il 4 dicembre 2020, tranne le seguenti novità a partire da giovedì 27 maggio 2021:

                    • l’accesso alla sala di lettura avviene senza prenotazione;
                    • è consentito l’accesso al ballatoio della sala dopo la sanificazione delle mani.

                    Chiusura estiva dell'Accademia

                    Avviso da Crusca

                    L'Accademia della Crusca resterà chiusa dal 9 al 22 agosto compresi. Gli uffici riapriranno regolarmente il lunedì 23.

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                    Avviso da Crusca

                    L'Accademia resterà chiusa venerdì 25 giugno 2021.

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                    Notizie dall'Accademia

                    Una mostra virtuale su Dante e la Crusca alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana

                    26 mar 2021

                    Mostra “Della nostra favella questo divin poema è la miglior parte”. Dante e la Crusca

                    23 mar 2021

                    La parola fresca di giornata. 365 giorni con Dante

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                    "Dentro la Crusca, dentro l'italiano": le iniziative nate dalla collaborazione 2020/2021 tra l'Accademia e UniCoop Firenze

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                    L'Accademia della Crusca e le celebrazioni del 2021, anno dantesco

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