Uso avverbiale degli aggettivi

Alcuni lettori (R. Bottari, A.M. Milazzo, R. Piro) ci hanno chiesto chiarimenti sull'uso avverbiale di alcuni aggettivi.

Risposta

Uso avverbiale degli aggettivi

L'uso di alcuni aggettivi in funzione avverbiale risale all'italiano antico (ad esempio in Boccaccio, "la fante piangeva forte", Decameron VIII 8 20) e si è largamente diffuso soprattutto in costruzioni idiomatiche costituite da un verbo seguito dall'aggettivo in forma invariabile, del tipo andare piano, guardare storto, lavorare sodo, parlare chiaro, ridere amaro, tenere duro. Un'ulteriore spinta a questo uso dell'aggettivo è stata prodotta dalla pressione della lingua giornalistica e in particolare della pubblicità: sono quindi frequenti costrutti di questo tipo che si sono formati per analogia con le frasi cristallizzate che abbiamo citato, ma sono possibili sfumature diverse; nei casi elencati infatti il verbo è usato in genere intransitivamente e l'aggettivo ha propriamente funzione avverbiale (può essere sostituito dall'avverbio corrispondente: mangia sano equivale a mangia in modo sano, sanamente; ridere amaro equivale a ridere amaramente) e, quindi, forma invariabile. Ci sono però casi del tipo fare largo in cui largo è aggettivo sostantivato e funziona da complemento oggetto (non è equivalente a *fare largamente), così come nelle costruzioni del tipo votate socialista (formula rilevata e analizzata da Bruno Migliorini nei suoi Saggi sulla lingua del Novecento, Firenze, Sansoni, 1963), brindate Gancia! (in cui il nome Gancia si piega ad un uso avverbiale) lo schema utilizzato prevede un verbo intransitivo seguito da un sintagma nominale (aggettivo o sostantivo) in sostituzione di un sintagma preposizionale (votate per il partito socialista, brindate con Gancia) e con una valenza avverbiale solo sfumata.

È da osservare la possibile coincidenza formale di parole appartenenti a classi grammaticali diverse, come per piano aggettivo, e quindi sottoposto a flessione, e piano avverbio, quindi invariabile, mentre per esempio accanto a spesso avverbio si ha la formula spesse volte 'molte volte', 'numerose volte' che, nel suo insieme, è sostituibile con l'avverbio spesso.

 

Per approfondimenti:

  • Leone A. Conversazioni sulla lingua italiana, Firenze, Leo S. Olschki editore, 2002, p. 91.
  • Migliorini B., Saggi sulla lingua italiana del Novecento, Firenze, Sansoni, 1963, pp. 268-292.
  • Serianni L. Grammatica italiana, Torino, UTET Libreria, 1989, p. 494.

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca 

 

20 dicembre 2002