Uso dei pronomi reciproci l'uno e l'altro

Alcuni utenti, tra cui Stefano Giraldi da Prato, chiedono precisazioni sull'uso dei pronomi reciproci "l'uno e l'altro" soprattutto in merito alla flessione dei due pronomi e all'ordine da preferire quando si inseriscano in una frase.

Risposta

Uso dei pronomi reciproci  l'uno e l'altro

I pronomi uno e altro prevedono una flessione completa con le forme del femminile (l'una e l'altra) e del plurale (gli uni, gli altri, le une, le altre) ed è quindi opportuno concordarli con i nomi a cui si riferiscono anche quando indichino reciprocità. Per quel che riguarda la forma preferibile l'un l'altro/a è quella normalmente utilizzata, ma possono destare qualche incertezza contesti in cui il femminile preceda il maschile ("quella ragazza e quel ragazzo si amano l'una l'altro"). In effetti, in questi casi è preferibile invertire i nomi cui i pronomi si riferiscono (quindi "quel ragazzo e quella ragazza si amano l'un l'altra" o, se ci sono nomi propri non seguire l'ordine, ad esempio, "Maria e Mario" ma "Mario e Maria"). Lo stesso trattamento è da riservare alle forme plurali, cercando di far precedere il maschile (gli uni le altre). Tutte le possibili flessioni del pronome si mantengono naturalmente anche in presenza di preposizioni (gli uni degli altri, gli uni degli altri), benché alcune combinazioni siano decisamente rare e sia difficile trovare contesti in cui si adattino (ad esempio l'una degli altri o l'uno delle altre). Nel caso specifico, è opportuno accordare i pronomi di reciprocità al genere dei soggetti di cui si parla per cui l'uno per l'altro se ci si riferisce a due soggetti/oggetti maschili ("Marco e Giuseppe si aiutano l'uno con l'altro"), l'uno per l'altra nel caso di un maschile e un femminile (es. "Marco e Maria sono fatti l'uno per l'altra").

 

 

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

17 marzo 2009


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