Verbi riflessivi e reciproci

Vista la distinzione tra verbi riflessivi propri e apparenti, mi chiedevo se esiste una corrispondente discriminazione tra "verbi riflessivi reciproci propri" e "verbi riflessivi reciproci apparenti".

Risposta

Verbi riflessivi e reciproci

Dal punto di vista teorico la categoria verbale cui appartengono sia i riflessivi che i reciproci è quella dei verbi pronominali, intesi, dal punto di vista formale, come quei verbi che si coniugano con l'ausilio del morfema pronominale ("mi accorgo", "si fida", ecc.) e, dal punto di vista lessicale, verbi che mostrano una forma lessicalizzata con un pronome ("lavarsi", "raffreddarsi", ecc.). All'interno di questa ampia categoria si individuano usi diversi: l'uso riflessivo (diretto o proprio, in costruzioni del tipo "mi lavo", che prevedono soggetto e oggetto in rapporto di coreferenzialità e la possibilità di sostituire il pronome riflessivo clitico con la forma libera "me stesso"; e indiretto o derivato, in costruzioni del tipo "mi lavo le mani", "mi pento di avertelo detto" in cui il pronome clitico non può comparire in forma libera); l'uso reciproco ("Marco e Laura si sono sposati") e alcuni studiosi sono concordi anche nel riconoscere un uso intensivo di alcuni di questi verbi (il tipo "si è bevuto un caffè"). L'uso reciproco, che alcune grammatiche distinguono in proprio e improprio, prevede, oltre all'equivalenza tra pronome riflessivo e complemento oggetto, il senso della reciprocità, cioè di un'azione che viene scambiata tra due o più persone (o cose). Alcuni esempi di verbi reciproci sono amarsi, scontrarsi, incontrarsi, stimarsi, ecc. È vero che, in alcuni casi, può esserci ambiguità tra il significato riflessivo proprio e il significato reciproco: frasi del tipo "gli spettatori si interrogavano sul significato dello spettacolo", "i giocatori si buttarono a terra" possono essere intese sia con valore riflessivo, sia con valore reciproco, nel qual caso è preferibile sciogliere l'ambiguità aggiungendo espressioni come l'un l'altro, a vicenda, scambievolmente. Nelle grammatiche non mi pare però che sia contemplata la categoria di verbi riflessivi reciproci apparenti e comunque questa varietà terminologica nella classificazione è prova della stratificazione dei tentativi da parte dei grammatici di far rientrare in categorie definite fenomeni fortemente condizionati dalla semantica di ogni singolo verbo.

Per approfondimenti:

  • Jezek E., Classi di verbi tra semantica e sintassi, Pisa, ETS Edizioni, 2003, in particolare cap. IV.
  • Sabatini F., La comunicazione e gli usi della lingua, Torino, Loescher, 1990, pp. 357-360.
  • Serianni L., Italiano, Milano, Garzanti, 1997, in particolare cap. XI 18.29.

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

4 marzo 2005


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