Scomparso l'accademico Harald Weinrich

Il 27 febbraio è morto Harald Weinrich, dal 1977 socio corrispondente straniero dell’Accademia della Crusca. Nato nel 1927, fu richiamato alle armi ed è proprio durante la prigionia che imparò la lingua francese. Nel 1948 intraprese gli studi di romanistica, germanistica, latino e fi­lo­so­fia a Münster, Freiburg, Toulouse e Madrid, acquisendo il dottorato di ricerca nel 1954 e la libera docenza con Heinrich Lausberg nel 1958 a Münster. A soli 31 anni ottenne la prima cattedra di Filologia romanza a Kiel, cui seguirono le cattedre di Romanistica a Köln, di Linguistica a Bielefeld e quella, creata da lui stesso, di Deutsch als Fremdsprache (‘tedesco come lingua straniera’) a München. Altre tappe della sua carriera includono le università americane di Ann Arbor, Michigan, e di Princeton, New Jersey, dove fu invi­ta­to come visiting professor, il Wissenschaftskolleg a Berlino, la cattedra europea del Collège de France a Parigi, la cattedra Galileo Galilei della Scuola Normale Superiore di Pisa (1992/1993) e, ormai da emerito, il suo ritorno al Collège de France come primo professore straniero alla Chaire de langues et de littératures romanes. Le sue nomine a membro delle più nobili società scientifiche tedesche e straniere (tra le quali anche l’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma) e altre onorificenze, tra cui molti dottorati h.c. tedeschi e stranieri, hanno sancito il riconoscimento dell’importanza della sua persona e della sua opera.

Weinrich è stato l’ultimo romanista tedesco a ricoprire sia gli insegnamenti di linguistica che di letteratura, insegnamenti che, dopo di lui, sono stati assegnati a cattedre separate. Mentre l’argomento della sua tesi di dottorato era stato Das Ingenium Don Quijotes, quello per la tesi d’abilitazione alla libera docenza fu Phonologische Studien zur romanischen Sprach­geschichte. Proprio all’incrocio di linguistica e letteratura si può individuare il suo capolavoro, Tempus. Besprochene und erzählte Welt (1964, in italiano 1978: Tempus: Le funzioni del tempo nel testo). Questo libro fu il primo esempio di applicazione agli studi della linguistica testuale, teoria da lui stesso ideata e presto diffusa da Maria-Elisabeth Conte anche in Italia. Weinrich non fu solo l’ideatore della linguistica testuale, ma ne rimase anche il maestro, come mostrano la Textgrammatik der französischen Sprache del 1982 e la Textgrammatik der deutschen Sprache del 1993.

Per Weinrich la cultura fu anche un impegno civico. La fondazione della prima cattedra di Deutsch als Fremd­sprache a Monaco può essere considerate una sua risposta all’immigrazione straniera in Germania. Promosse l’Adalbert-von Chamisso-Preis, conferito dal 1985 al 2017, agli scrittori stranieri di lingua tedesca. Va aggiunto infine che lui stesso ebbe degli importanti riconoscimenti, tanto per l’eleganza del suo stile, quanto per l’originalità del suo pen­siero.

Con Harald Weinrich una delle più belle voci europee si è spenta. L’Accademia della Crusca, che riteneva un l’onore averlo tra i soci esteri, esprime il proprio profondo cordoglio.

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