didattica a distanza (DAD)

Ambito d'uso: lingua comune,

Ambito d'origine: scuola,

Rilancio

Categoria grammaticale:

loc. f. inv.

Definizione

'Insegnamento impartito in passato attraverso corrispondenza postale, poi tramite la televisione e la radio, oggi anche soprattutto attraverso gli strumenti informatici e telefonici, per ovviare alla distanza fisica tra docente e discente'.

Etimologia

Didattica a distanza: composto dal sostantivo femminile didattica (voce dotta dal lat. mediev. didattica [ars] ‘arte dell’insegnamento’), dalla preposizione semplice a e dal sostantivo femminile distanza.

DAD: acronimo di didattica a distanza composto prendendo le prime lettere delle parole che compongono la locuzione.

Prima attestazione

Didattica a distanza: 1990
Anche all’università si è avviato, con quest’anno accademico, un programma europeo (Euro Pace) di didattica a distanza, via satellite. Gli atenei interessati sono a Roma e a Catania, il Politecnico di Milano e quello di Torino. (Enrica Maggio, Gramsci fa la pace con Sturzo all’ombra del computer, repubblica.it, 29/12/1990) 

DAD (o DaD, Dad): 2020
Ma, dal centro alla periferia, non per tutti gli studenti di Roma la Dad, la didattica a distanza anti-Covid inaugurata due settimane fa, funziona allo stesso modo. [...] Certo, rimane la mancanza del contatto umano. Eppure, lo confermano i dati degli Studenti medi, per l’84% di loro l’esperienza con la Dad è positiva. (Arianna Di Cori, Valentina Lupia, La scuola, repubblica.it, 25/3/2020)

Periodo di affermazione:

2020

Repertori

Treccani Neologismi online (2020)

Diffusione al: 7 luglio 2020

Google: 3.940.000 r.
"Corriere della Sera": 840 r. p.a. 2005
"la Repubblica": 833 r. p.a. 29/12/1990

Note

La locuzione didattica a distanza (abbreviata con l’acronimo DAD) è un rilancio che nel 2020, in seguito alla chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale tra i molti provvedimenti governativi presi per arginare l’epidemia di Covid-19, si è caricato di un peso semantico nuovo e ben più consistente. Didattica a distanza esiste fin dalla metà dell’Ottocento e ha indicato, negli anni, un insegnamento a distanza declinato attraverso i mezzi di comunicazione sempre più evoluti: prima la corrispondenza postale, poi la televisione e la radio, infine i mezzi digitali informatici e telematici. Oggi didattica a distanza si riferisce all’insieme di tutte quelle pratiche messe in atto durante il periodo emergenziale che ha costretto a casa studenti e docenti: comprende sia le vecchie strategie comunicative (tranne quelle postali cartacee), sia altre più recenti e consolidate (come ad esempio il registro elettronico o l’e-book), sia nuove modalità virtuali tra cui le piattaforme atte a ricreare la cosiddetta “classe virtuale”. Si serve di tutti i dispositivi comunicativi possibili: computer, tablet e cellulari. La didattica a distanza, oltre a coinvolgere anche le lezioni pratiche come nelle scuole ad indirizzo alberghiero o di alta formazione musicale e coreutica, viene associata anche a quelle attività educative extrascolastiche, praticate spesso per diletto.

Per quanto riguarda la diffusione di didattica a distanza, a partire da fine febbraio 2020, in seguito alle prime chiusure scolastiche nelle zone più a rischio al nord Italia, la locuzione ha cominciato a essere impiegata all’interno dei testi legislativi ed istituzionali, poi all’interno di quelli giornalistici fino a entrare nella lingua di uso comune. D’altra parte le prime occorrenze dell’acronimo DAD (sciolto sempre, quale spiegazione, in didattica a distanza) risalgono a fine marzo 2020, segno questo che da una parte la locuzione ha raggiunto piena lessicalizzazione e dall’altra che l’acronimo ancora non è “indipendente” lessicalmente. Sinonimo di didattica a distanza è teledidattica e accanto a questo bisogna ricordare una serie di termini, molti dei quali usati impropriamente in maniera sinonimica: formazione a distanza, l’anglismo e-learning, e-didattica, didattica digitale, didattica online, smart learning.

Esempi d'uso

  • Cosa si intende per attività didattica a distanza.  Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. [...] Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza.  (Nota del Ministero dell’Istruzione del 17/3/2020, n. 388, Emergenza sanitaria da nuovo coronavirus. Prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza
  • La didattica a distanza è cresciuta rapidamente: aiuta la diffusione di libri e sta uscendo dal suo spazio di surroga della lezione in classe. [...] Quel lavoro dice che uno studente su tre, in questi quarantacinque giorni di lezioni a distanza, ha scaricato un nuovo ebook: sono due milioni, adesso, e raddoppiano quelli acquisiti nel corso dell’anno scolastico. Ancora, 691 mila docenti (su 900 mila) hanno seguito almeno un seminario in rete (webinar) erogato gratuitamente dagli editori scolastici, [sic] Gratuitamente, ecco. [...] Le case editrici scolastiche, che rappresentano l’87 per cento del mercato librario, spiegano che ancora oggi il lavoro sui libri di carta resta il cuore della didattica a distanza. (Corrado Zunino, Coronavirus, la scuola a distanza è cresciuta: 4,4 milioni di lavori digitali scaricati, repubblica.it, sez. Scuola, 16/4/2020) 
  • Vorrei chiarire che la «Dad», acronimo di Didattica a distanza è stata una soluzione di emergenza per una situazione inedita, inimmaginabile e non la si può tradurre in lezione frontale. I momenti di video-lezione, specialmente per i bambini piccoli, sono stati per tante classi un ambito di condivisione e di «vicinanza» per mantenere vivo quel filo rosso dei contatti che non vogliamo né avremmo mai voluto spezzare. La «Dad», invece, ha rappresentato l’occasione per partecipare a tutte le proposte didattiche che nel tempo i docenti hanno preparato per il loro bambini [...]. (Lettera inviata da Mara Granvillana alla rubrica di Giangiacomo Schiavi, Una didattica ricca di stimoli e un nuovo alfabeto digitale, “Corriere della Sera”, 11/6/2020, p. 13)
  • Nei giorni del lockdown ha «vissuto male la DaD, le lezioni online, l’assenza di contatto con prof e compagni di classe, un “buongiorno” e un “arrivederci” virtuali non prenderanno mai il posto di un saluto vis a vis». (Laura Barbuscia, La diciottenne che recensisce i premi Strega, repubblica.it, 15/6/2020)
Miriam Di Carlo

Approfondimenti e link

30 luglio 2020