ludopatia *

Ambito d'uso: mass media,

1997

Definizione: condizione patologica di dipendenza dal gioco, in particolare dal gioco d’azzardo

Sebbene la prima attestazione giornalistica di ludopatia risalga al 1997, la parola si afferma nel discorso pubblico nel corso del 2012, diffondendosi attraverso i media vecchi e nuovi.

Con la parola ludopatia si fa riferimento alla malattia di chi è dipendente dal gioco, in particolare dal gioco d’azzardo. Nella maggior parte delle attestazioni, non solo giornalistiche, ludopatia ricorre infatti con il significato ristretto di ‘dipendenza dal gioco d’azzardo’, senza che la parola abbia, però, lo statuto scientifico di tecnicismo. Nel lessico medico italiano, il termine che denota tecnicamente e univocamente la patologia è gioco d’azzardo patologico (o il suo acronimo G.A.P.): questo è il tecnicismo adottato e raccomandato nei manuali clinico-diagnostici di riferimento e questo è il termine più frequente nei testi specialistici (solo in via non preferenziale, in ambito specialistico, si usano anche forme sinonimiche come gioco patologico, gioco compulsivo e, più raramente, ludopatia).

Ludopatia è, invece, il termine medico-specialistico in lingua spagnola. La scelta diversa degli specialisti italiani si spiega probabilmente con il fatto che nella forma ludopatia si perde il riferimento specifico alla componente dell’azzardo: alla brevità è stata anteposta la specificità e la precisione del riferimento.

In effetti, la parola ludopatia si presta a designare comportamenti di gioco patologici anche non connessi con il gioco d’azzardo, come per esempio la dipendenza dai videogiochi o da altri tipi di gioco, non necessariamente legati a scommesse o a poste in denaro. Con questa estensione più ampia, la parola viene usata in testi che si occupano del gioco, delle sue forme e delle sue deviazioni, in una prospettiva diversa da quella clinica o epidemiologica: per esempio storica, filosofica, sociologica o anche linguistica. Con valore di iperonimo, cioè con significato esteso, la parola si trova, pur sporadicamente, anche in alcuni testi giornalistici o divulgativi.

Sul piano formale si tratta di un composto “neoclassico”, formato cioè con basi derivate da lingue classiche: ludo- (dal latinolūdu(m) , ‘relativo al gioco’)e -patia (dal greco -pátheia, usato nella lingua medica con il significato di ‘malattia, stato di sofferenza’). La fortuna mediatica di ludopatia è riconducibile, almeno in parte, al fatto che si tratti di una sola parola (contro le tre di gioco d’azzardo patologico) e che sia un composto relativamente trasparente, dal momento che i formanti sono già presenti in parole italiane dell’uso (si considerino ad esempio i composti ludoteca, ludoterapia, il più recente ludolinguistica, e si consideri anche, con lo stesso etimo, l’aggettivo ludico; composti con –patia sono angiopatia, cardiopatia e simili, ma anche omeopatia).

Attestazioni

  • "Stampa" (15/1/1997, p. 26, sez. Società e Cultura): "la dipendenza dai giochi preoccupa medici di tutto il mondo (la ludopatìa è una grave dipendenza psicologica dal gioco che, secondo appositi studi epidemiologici, colpisce mezzo milione di spagnoli, e ne minaccia altri settecentocinquantamila)"
  • "Repubblica" (21/11/2012, p. 26; sez. Commenti): "Si chiama "ludopatia", si valuta che i casi conclamati siano almeno un milione (!), associa la pulsione all' azzardo con la dipendenza da videogame (che è implacabile, e altamente dannosa, anche senza esborso di denaro)"
  • "Corriere della Sera" (9/1/2013, p. 24): "Recentemente la ludopatia, intesa come dipendenza dal gioco d'azzardo, è stata inclusa nelle malattie curabili a carico delle Asl. […] Grazie all'ampiezza dell'offerta, la ludopatia è uscita dai casinò e dalle bische e ha trovato i suoi piccoli altari sacrificali in angoli anonimi di bar e altri esercizi"

Attestazioni lessicografiche

TRECCANI

Per approfondimenti leggi anche la scheda della Consulenza linguistica

[a cura di Maria Cristina Torchia]

 

La parola è stata inserita nel Nuovo Soggettario della Biblioteca Nazionale centrale di Firenze.

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21 febbraio 2013

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