Di che cosa si fa prevenzione? Delle malattie o della salute? Del male o del bene?

Alcuni lettori chiedono chiarimenti sul termine prevenzione e su quale siano i contesti più opportuni in cui usarlo.

Risposta

I nostri lettori notano spesso usi impropri della lingua anche in documenti pubblici. Quello che segnalano di prevenzione di/della è particolarmente interessante. Cominciamo col dire che prevenzione (dal latino tardo praeventionem), come il verbo prevenire suo stretto parente, contiene nel proprio etimo la sostanza del suo significato: ciò che viene prima, l’atto di anticipare, di precedere qualcuno o qualcosa. Prevenzione ha oggi sostanzialmente due significati: uno, calcato sul francese prévention, che comporta soprattutto l’uso della parola al plurale, di pregiudizio, preconcetto, con valenza quindi negativa (“un giudizio senza, con troppe prevenzioni”, “è uno pieno di prevenzioni”, “non bisogna avere prevenzioni”); l’altro, etimologico, di atto di protezione, tutela di qualcosa prima che possa danneggiarsi o essere danneggiata: “è necessaria una capillare prevenzione”, “non è stata fatta sufficiente prevenzione”. L’Istituto Superiore della Sanità (Centro nazionale malattie rare) definisce “la prevenzione… un insieme di attività, azioni ed interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie”. Ai primi dell’Ottocento, Gian Domenico Romagnosi (citato dal GDLI) aveva scritto che “(la prevenzione) ha sol per oggetto di impedire l’avvenimento di un male o danno temuto, sì dal canto delle cose che dal canto degli uomini”: definizione perfetta ancora oggi.

In entrambi i significati connessi alla parola c’è dunque un tratto negativo, presunto o temuto. In passato erano attestati (sempre dal GDLI) anche dei significati positivi, di previdenza, previsione, prefigurazione e persino di disposizione favorevole:

B. Davanzati (ante 1600): “Questa sollecitata prevenzione arà cagionato tre beni: rallegrato il mondo, insegnato a me e guardato il libraio di danno”. Bersezio (1876): “Sorrise fra sé e sentì inumidirsi gli occhi in prevenzione della dolcezza di quegli amplessi”.

ma oggi non circolano più. Il dato negativo è prevalente e sostanzialmente il solo. Del resto, è quello più vicino all’etimo (si cerca di prevenire più un danno che un vantaggio) e si trova tra quelli originari della parola in italiano nel XVII secolo (fonte GDLI):

Giovanni Grimani, Relazioni di ambasciatori veneti al senato: “A necessaria prevenzione de’ mali incontri feci opportunamente il mio solito ricorso al Conte di Traumesdorf”.

La valenza negativa resta forse un po’ nascosta nell’uso assoluto della parola, in espressioni frequenti come “buona, lodevole prevenzione”, in cui è valutata positivamente l’azione in sé di prevenire, premunirsi, ma proprio perché volta contro o a tutela da eventuali aspetti o fenomeni negativi. Più evidente è il tratto negativo che giustifica e richiede la prevenzione quando di essa si specifica l’oggetto: è di questo che ci chiedono conto i lettori. Infatti, se la prevenzione è specificata da un complemento, questo non può che indicare cose, situazioni negative o pericolose o dannose. Si fa prevenzione delle malattie, dei tumori, degli infortuni, degli incidenti, dei contagi, delle frane, dei reati, della violenza ecc. Non si può fare prevenzione di un bene, ma di un male, per evitarlo prima che arrivi. Quindi, per rispondere ai lettori, non si può fare prevenzione della salute, perché la si fa delle malattie; non si fa prevenzione della trasparenza degli atti pubblici, perché la si fa della loro opacità. Non si fa prevenzione dell’onestà, ma dei crimini; tant’è vero che negli “istituti di prevenzione (e pena)” (carceri) non ci sono gli innocenti ma i (presunti) colpevoli.

Domanda. Come mai cominciano a circolare complementi “positivi” di prevenzione come quelli (salute, trasparenza) segnalati dai lettori? Intanto, come segnala uno di loro, c’è uno slittamento semantico propiziato da una sinonimia approssimativa: siccome la prevenzione protegge da un danno, viene accostata, come sinonimo, a difesa, protezione: parole che, però, diversamente da essa, ammettono complementi sia negativi, con la preposizione da (“difesa, protezione dal raffreddore”), che positivi, con di (“difesa, protezione della salute”), cosa che non si dà per prevenzione (è ammessa solo “la prevenzione del raffreddore”). Quindi una sinonimia imperfetta, imprecisa, da evitare, fonte di equivoco nell’uso della nostra parola.

Poi, c’è un’altra ragione: lo scambio dell’effetto per la causa. Siccome (causa) la prevenzione previene i malanni e quindi protegge la salute (effetto), le si attribuisce la proprietà dell’effetto che invece non possiede. È un caso di rovesciamento di prospettiva. Sul nostro sito abbiamo qualche tempo fa segnalato un fenomeno analogo, quando abbiamo fatto notare che sui pannelli delle autostrade a volte si legge “controllo mancato pagamento pedaggio” e abbiamo ricordato che non si controlla una mancanza, ma un adempimento (per sanzionare l’eventuale omissione). Il controllore non chiede chi non ha il biglietto, ma controlla che tutti lo abbiano. In quel caso si introduce un complemento (di controllo) semanticamente non compatibile, specificandolo con un’assenza invece che con una presenza. Nel caso di prevenzione si fa una cosa simile: la si specifica con un complemento positivo, invece che negativo. Lo scostamento semantico è vistoso e scorretto, culturalmente più che grammaticalmente inesatto. Ma il rischio che si affermi è forte, come mostra il caso dei pannelli autostradali che nessuno ha mai pensato di correggere.

Casi come questi, che non riguardano la forma, ma la semantica, sono più insidiosi di quelli puramente formali: “prevenzione della salute” è grammaticalmente corretto, come “prevenzione dei tumori”, ma la seconda espressione è ammissibile e la prima no, perché rischia di far passare la salute per qualcosa di dannoso per evitare il quale è bene fare prevenzione. Come “bere una bistecca” è grammaticalmente accettabile quanto “bere una birra”, ma culturalmente non ammissibile, così “prevenzione di un bene” è inaccettabile, non per la grammatica, ma per la cultura.

Vittorio Coletti

8 giugno 2021


Agenda eventi

  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Nuovo regolamento per gli utenti della Biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Dal 3 gennaio 2023, per gli studiosi che accedono alla Biblioteca è in vigore un nuovo regolamento.

Ordine di servizio

Avviso da Crusca

In ottemperanza alla normativa vigente, si raccomanda a tutti coloro che frequentano, a vario titolo, la Villa medicea di Castello, l’osservanza delle seguenti regole da adottare per il contenimento dei consumi energetici:
- all’interno della Villa l’esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale è consentito per 11 ore giornaliere dall’8 novembre al 7 aprile (art. 1 comma 2 del Decreto del Ministro della Transizione ecologica del 6 ottobre 2022);
- la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti di ciascun locale della Villa per la climatizzazione invernale non deve essere superiore a 19 gradi centigradi, più 2 gradi centigradi di tolleranza (art. 19-quater del Decreto legge n. 17 del 1° marzo 2022);
- l’apertura delle finestre per il ricambio dell’aria deve essere limitata allo stretto necessario;
- regolare la luminosità della luce artificiale a seconda della luminosità esterna;
- spegnere le luci, il monitor del PC e il fancoil quando ci si allontana dalla propria postazione di lavoro e al termine del proprio orario di lavoro;
- non stampare mail o altri documenti, se non strettamente necessario.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Scomparsa l'accademica Bice Mortara Garavelli

26 gen 2023

Antichi maestri: un allestimento teatrale appositamente pensato per la Crusca

11 nov 2022

Scomparso lo storico della lingua Andrea Dardi

02 nov 2022

Due spettacoli teatrali alla villa medicea di Castello

26 ott 2022

Scomparso l'accademico Luciano Agostiniani

20 ott 2022

L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo: il libro edito dall'Accademia in occasione della Ventiduesima Settimana della lingua italiana nel mondo

15 ott 2022

Tre visite guidate riservate ai soci UniCoop Firenze e Amici dell'Accademia della Crusca

10 ott 2022

Sao ko kelle terre. Piccola storia della lingua italiana: al MUNDI uno spettacolo dedicato alla lingua italiana

23 set 2022

Vai alla sezione