Di controlleria sui treni delle Ferrovie dello Stato Italiane non si parla più (ma il controllo dei biglietti resta!)

Nel corso del 2017 sono arrivate in Accademia varie segnalazioni di un annuncio ferroviario (diffuso in particolare sui treni regionali) che invitava i viaggiatori a tenere pronti il biglietti (anzi, i “titoli di viaggio”) perché di lì a poco sarebbe iniziata “l’attività di controlleria”. Molti esprimevano fastidio per l’uso di questa parola da parte delle Ferrovie dello Stato Italiane, anche se qualcuno ammetteva di averla trovata registrata in qualche dizionario. Ma da qualche tempo l’annuncio è cambiato...

Risposta

Una breve premessa, per rispondere ad altre domande che ci sono pervenute e che riguardano la denominazione delle Ferrovie. Il nome ufficiale dell’azienda è oggi Ferrovie dello Stato Italiane (e non Ferrovie dello Stato Italiano) e l’accordo dell’aggettivo con la testa della locuzione, pienamente corretto, vuole probabilmente sottolineare l’italianità delle linee ferroviarie. La sigla attuale è FS; FFSS (o anche FF.SS.) si usava in passato e la ripetizione delle consonanti si giustificava col fatto che nelle abbreviazioni dei plurali in italiano si raddoppiano spesso le consonanti: si pensi a pp. o pagg. (pagine) opposto a p. o pag. (pagina), a ss. o sgg. (seguenti) rispetto a s. o sg. (seguente), a proff. (professori) rispetto a prof. (professore). Ma poi ha, evidentemente, prevalso l’dea di semplificare la sigla, anche perché la sua pronuncia più frequente (effe-effe-esse-esse) aveva un che di buffo o comunque la rendeva poco perspicua.

E veniamo ora al quesito. La parola controlleria nel senso di ‘controllo del possesso e della validità dei biglietti’ esiste in italiano almeno dal sec. XVIII: è registrata infatti nel GRADIT con la data 1769 (che si riferisce all’attestazione in Pietro Verri riportata nel GDLI) e con esempi come personale di c(ontrolleria), addetti alla c(controlleria).

Analogamente a quanto segnalato su questa stessa rubrica da Rita Librandi a proposito del termine bidelleria, che è addirittura più antico ma che è stato accolto nei dizionari solo di recente, si tratta di una parola ben formata. Come mai, allora, il suo uso ha suscitato tante perplessità? Forse perché controlleria in questo caso non indica il luogo in cui si effettuano i controlli ma l’attività di controllo? Ora, è vero che il suffisso -eria è produttivo per formare, a partire da nomi, nomi collettivi e, soprattutto, nomi di luogo, ma può essere usato anche per formare nomi che indicano attività e azione (cfr. i vari saggi che ne trattano nel fondamentale volume La formazione delle parole in italiano, a cura di Maria Grossmann e Franz Rainer, Tübingen, Niemeyer, 2004).

Una spiegazione alternativa ce la fornisce lo stesso GRADIT, che accoglie sì la parola nel suo lemmario, ma segnala che è di B(asso) U(so). Si tratta infatti di un termine rimasto sempre confinato nell’àmbito burocratico, e si sa che la burocrazia predilige forme desuete o rare, a cui conferisce spesso lo statuto di tecnicismi. Ma la collocazione di controlleria all’interno di un annuncio destinato a viaggiatori, la maggior parte dei quali non aveva mai incontrato prima d’allora quel termine, tanto da sentirlo come un neologismo e da rimanere perplessa o addirittura infastidita dal suo uso, è sembrata poco opportuna.

Così, quando, nello stesso 2017, le Ferrovie hanno chiesto la collaborazione dell’Accademia della Crusca per rivedere gli annunci, tra le proposte che abbiamo avanzato (e che le Ferrovie hanno accolto), accanto alla sostituzione di “clienti” con “viaggiatori” e di “esibire il titolo di viaggio“ con “mostrare il biglietto”, all’invito a pronunciare “dispórsi” (con la o chiusa) e non “dispòrsi” (con la o aperta), c’è stato anche il cambiamento del nostro annuncio: al posto dell’“attività di controlleria” ci sono ora le “operazioni di controllo”. Di controlleria, dunque, in treno ormai non si parla più; resta però il controllore, che continua, giustamente, a verificare il possesso del biglietto da parte dei singoli viaggiatori.

 

Paolo D’Achille

 

Piazza delle lingue: Lingua e saperi

4 giugno 2019


Agenda eventi


Avvisi

Prestiti esterni

Avviso dalla bibliotecaI prestiti in corso e in scadenza si considereranno naturalmente prorogati fino alla riapertura della Biblioteca.

Il Tema

Avviso da Crusca

In margine a un’epidemia: risvolti linguistici di un virus: il nuovo Tema di Claudio Marazzini. La discussione è aperta.

Chiusura temporanea della sede dell'Accademia

Avviso da CruscaSi comunica che, allo scopo di contrastare il diffondersi dell'epidemia COVID-19, in attuazione del DPCM 22 marzo 2020, l’Accademia della Crusca resterà chiusa fino al 3 aprile 2020 (salvo nuove indicazioni).

"Italiano digitale" IX, 2019/2 (aprile-giugno)

Avviso da Crusca

Il nuovo numero è disponibile nella sezione "Pubblicazioni".

Biblioteca dell'Accademia - Donazioni

Avviso dalla biblioteca

La Biblioteca accetta in dono unicamente opere attinenti ai propri ambiti disciplinari.
Le opere inviate non saranno comunque restituite al donatore.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

25 marzo, ore 18: appuntamento al balcone per il primo Dantedì

24 mar 2020

Due speciali su Dante di Rai Cultura

22 mar 2020

25 marzo 2020: il primo Dantedì

21 mar 2020

Claudio Marazzini intervistato su Nev.it

06 mar 2020

L'accordo tra l'Accademia della Crusca e il Ministero della Pubblica amministrazione

16 feb 2020

Un museo della lingua italiana a Firenze: la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

21 gen 2020

Istituito il Dantedì. Ogni 25 marzo Dante Alighieri sarà celebrato a livello nazionale

19 gen 2020

I manifesti futuristi dell'archivio Crusca-Memofonte al programma televisivo "Passato e presente"

Vai alla sezione