Fideiussione o fidejussione?

Molti lettori ci chiedono quale sia la giusta grafia per fideiussione (o fideiubente ): con i o con j ?

Risposta

Molte le domande su fideiussione: la grafia di questa parola e dei suoi derivati ha oscillato e talvolta oscilla ancora tra quella con la j e quella con la i. La j (detta tradizionalmente i lunga o i lungo o iod), introdotta nella scrittura latina medievale come variante grafica della i, è stata usata un tempo nella grafia italiana con valore di semiconsonante, in principio di parola (jeri, juta) o tra due vocali (frantojo, noja, pajo ), oppure in fine di parola come terminazione del plurale dei nomi in -io atono (varj).

Con queste funzioni l’uso della j in parole italiane è quasi del tutto scomparso tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo. Tale uso è tuttora conservato ufficialmente nella scrittura di un certo numero di cognomi (Jemolo, Ojetti), registrati con queste forme negli uffici anagrafici, di nomi propri di luogo (Ajaccio, Jesolo, l’Aja) e dell’aggettivo juventino, mentre si hanno oscillazioni, con preferenze personali e senza criterio fisso, per la semiconsonante iniziale di nomi propri come Jacopo e Jonio. La j si trova, inoltre nelle parole straniere non adattate, nelle quali mantiene il valore consonantico della lingua d’origine (abat-jour, jogging ecc.). Potremmo aggiungere anche, tra le grafie quasi del tutto ma non completamente uscite dall’uso, fidejussione, di cui però vale la pena di raccontare l’evoluzione grafica.

La parola deriva dal latino tardo fideiussionem, ed è attestata nella lingua italiana fin dalla metà del XVI secolo: la prima attestazione risale alle Lettere dell’umanista veneziano Bernardo Cappello, del 1565. Giulio Rezasco, autore del Linguaggio italiano storico ed amministrativo (1881) cita il termine riportando proprio il passo di una lettera di Bernardo Cappello (“Haveriano convenuto deponere della pena delle fidejussioni rotte”), e riporta il lemma d’entrata nella grafia fidejussione.

Nel passato le discussioni sull’uso della lettera j sono state numerose e vivaci, come ricorda Luca Serianni nella Grammatica italiana (Serianni 1989, 1.152). Pietro Fanfani e Costantino e Arlìa nel Lessico dell’infima e corrotta italianità (1881) dedicarono alla questione più di due pagine del loro vocabolario, in cui riportavano uno scherzoso lamento della “più piccola e sparuta lettera dell’alfabeto”, lamento al quale il Fanfani in persona rispondeva che “Molti grammatici e vocabolaristi hanno del tutto bandito questa lettera, e fattone una cosa medesima con la I vocale. A me par ciò irragionevole”. Fanfani riportava il nome dei grammatici e filologi che si servivano della j “nelle voci composte tolte di peso a’ Latini”. Agli autori citati da Fanfani possiamo aggiungere il Tommaseo, che nel suo Dizionario della lingua italiana (1861-1865) registrò fidejussione, fidejussore, fidejussorìa e fidejussorio. Ma nel Novo dizionario della lingua italiana di Giorgini e Broglio (1870-1897), nel Vocabolario italiano della lingua parlata di Fanfani e Rigutini (1875), nel Dizionario Universale della lingua italiana di Policarpo Petrocchi (1887-1991) e nel Vocabolario Nomenclatore di Palmiro Premoli (1902-1912) sono registrati solo fideiussione e fideiussorio, con la i. In nessun dizionario contemporaneo sono accolte le forme con la j (con l’eccezione dello Zingarelli, che accanto a fideiussione, fideiussore e fideiussorio aggiunge anche le varianti fidejussione, fidejussore, fidejussorio), segno che ormai le parole con la i sono quelle in uso, anche se le altre non possono essere considerate non corrette, ma solo antiquate.

In aggiunta, attraverso l’interrogazione in Google si ha la conferma del prevalere della forma con la i: fideiussione ha 767.000 risultati, fidejussione 318.000. Le forme con la j sono però tuttora presenti nei moduli degli istituti bancari. Come spesso succede nei testi burocratici, si continua a privilegiare, per i termini tecnici del linguaggio del diritto, le forme considerate ancora più classiche ed eleganti, perché ininterrottamente usate con quella grafia in quel particolare settore.

Valeria Della Valle

17 gennaio 2020


Agenda eventi


Avvisi

Una nuova banca dati in rete: la Stazione Lessicografica

Avviso da Crusca

Un sistema di consultazione integrato di dizionari di italiano in rete, aperto a tutti. La Stazione è raggiungibile dalla sezione Scaffali digitali.

Biblioteca dell’Accademia della Crusca: servizi in emergenza covid-19

Avviso dalla biblioteca

Modalità di accesso alla sala consultazione e alle collezioni della Biblioteca aggiornate al 31 luglio 2020.

Commento di chiusura al Tema di Angela Ferrari

Avviso da Crusca

Il commento di chiusura a L’italiano istituzionale svizzero: come parla la burocrazia confederale? è disponibile nella sezione "Il Tema".

Il Tema Il genere di covid-19 e i giornali italiani, di Claudio Marazzini

Avviso da Crusca

Nella sezione "Il Tema" è possibile intervenire.

Claudio Marazzini rieletto Presidente dell'Accademia della Crusca insieme al nuovo Consiglio

Avviso da CruscaIl presidente Marazzini è rieletto per il suo terzo mandato; il Consiglio è stato rinnovato. Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione "Ufficio stampa".

Gruppo Incipit: La notifica del data breach: un anglicismo inopportuno e incomprensibile. Si usi “violazione dei dati”

Avviso da Crusca

Il nuovo comunicato del gruppo Incipit è disponibile nella sezione "Comunicati stampa".

Biblioteca dell'Accademia - Donazioni

Avviso dalla biblioteca

La Biblioteca accetta in dono unicamente opere attinenti ai propri ambiti disciplinari.
Le opere inviate non saranno comunque restituite al donatore.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

L’italiano non è una lingua da confinare. Intervista a Claudio Marazzini

27 apr 2020

Il nuovo direttore dell'Opera del Vocabolario Italiano

20 apr 2020

Le celebrazioni del centenario della nascita di Gianfranco Folena

14 apr 2020

Il perfetto italiano del primo ministro albanese Edi Rama e l'amicizia tra le nostre due nazioni

09 apr 2020

25 marzo, ore 18: appuntamento al balcone per il primo Dantedì

24 mar 2020

Due speciali su Dante di Rai Cultura

22 mar 2020

25 marzo 2020: il primo Dantedì

21 mar 2020

Claudio Marazzini intervistato su Nev.it

06 mar 2020

Vai alla sezione