Francesco Sabatini ricorda Giovanni Nencioni

Il custode della lingua

Pochi sanno della vita piena di svolte di Giovanni Nencioni, grande linguista italiano ed europeo della generazione che ha attraversato il Novecento e ha messo fermamente il piede anche nel secolo successivo. L'uomo dall'espressione sempre distesa e conciliante, il gentiluomo fiorentino che invitava amabilmente i visitatori ad affacciarsi dalle grandi vetrate della sua casa-biblioteca sul Lungarno, il professore che trattava con immancabile garbo gli studenti, celava uno spirito inquieto, sempre proteso ad adeguare la propria visione dei fatti allo stimolo dei tempi.

Nato a Firenze nel settembre 1911 e scomparso ieri, Nencioni si laurea in legge con Piero Calamandrei, evita di dedicarsi alla vita forense, come avrebbe voluto suo padre, si cerca un posto a Roma, al ministero dell'Istruzione, dove lavora dal 1937 al '51. È nel gabinetto del ministro Bottai; arrivano gli anni tremendi delle persecuzioni razziali e si adopera, copertamente, per proteggere insegnanti e impiegati della comunità ebraica; nel '43 nasconde in casa propria i rotoli della Torah. Intanto, nella città che si ridesta dalla tragedia, nella Roma che egli ama sempre di più - amava citare i passi del d'Annunzio romano - frequenta intellettuali di punta, i filosofi del diritto Capograssi e Lopez, il francesista Trompeo, l'archeologo Pugliese Carratelli, il linguista Bertoldi.

Attraverso le frequentazioni romane la mente di Nencioni viene catturata dal nesso tra diritto e linguaggio ed ecco che, spinto da Bertoldi, il ministeriale diventa linguista, seguendo una linea che lo differenzia nettamente dal tardo idealismo crociano. Nel 1951 è professore di Glottologia a Bari per tre anni, poi passa all'università di Firenze, da dove nel '70 passerà alla Normale di Pisa. È la storia della lingua italiana la disciplina nella quale emerge velocemente, come l'instauratore deciso ed equilibrato di una prospettiva capace di abbracciare la dimensione sociale e quella individuale della lingua, e si dedica ad applicarla alle più diverse fasi della nostra storia linguistica, letteraria e civile. Chi, dei suoi allievi e degli studiosi di due o tre generazioni successive alla sua, non si è nutrito delle sue meravigliose, terse e vibranti pagine su Dante, Ariosto, Guicciardini, Michelangelo, Vasari, Vico, Leopardi, Manzoni, De Sanctis, Verga, Pirandello e sull'«italiano in movimento»?

E poi, c'è l'accademico della Crusca. Dal 1953 è incaricato di disegnare il progetto per il nuovo Vocabolario storico dell'italiano: impresa ciclopica, che gli verrà subito affidata, da Bruno Migliorini e Giacomo Devoto, quando, due anni dopo, entra nell'Accademia. L'impresa decolla (diventerà l'attuale Opera del Vocabolario Italiano) e si apre alle tecnologie informatiche. La Crusca diventa l'epicentro di nuovi studi di grammatica e di lessicografia, si arricchisce di grandi fondi bibliografici, si proietta più decisamente in Europa, con nomine di accademici in Russia, Svezia, Inghilterra, Francia, Germania, Paesi balcanici e poi negli Stati Uniti d'America. La quadrisecolare istituzione si lega alle più giovani società e associazioni di linguistica italiana, diventa una vera piazza d'incontri dei linguisti italianisti di tutto il mondo. È anche questo un grandioso lascito di Nencioni, presidente della Crusca per 28 anni.

 

Attività

Proverbi danteschi: ieri e oggi

Le iniziative dell'Accademia per il 2021, anno dantesco

Dantedì


Agenda eventi

  Evento di Crusca

  Collaborazione di Crusca

  Evento esterno


Avvisi

Nuovo regolamento per gli utenti della Biblioteca

Avviso dalla biblioteca

Dal 3 gennaio 2023, per gli studiosi che accedono alla Biblioteca è in vigore un nuovo regolamento.

Ordine di servizio

Avviso da Crusca

In ottemperanza alla normativa vigente, si raccomanda a tutti coloro che frequentano, a vario titolo, la Villa medicea di Castello, l’osservanza delle seguenti regole da adottare per il contenimento dei consumi energetici:
- all’interno della Villa l’esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale è consentito per 11 ore giornaliere dall’8 novembre al 7 aprile (art. 1 comma 2 del Decreto del Ministro della Transizione ecologica del 6 ottobre 2022);
- la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti di ciascun locale della Villa per la climatizzazione invernale non deve essere superiore a 19 gradi centigradi, più 2 gradi centigradi di tolleranza (art. 19-quater del Decreto legge n. 17 del 1° marzo 2022);
- l’apertura delle finestre per il ricambio dell’aria deve essere limitata allo stretto necessario;
- regolare la luminosità della luce artificiale a seconda della luminosità esterna;
- spegnere le luci, il monitor del PC e il fancoil quando ci si allontana dalla propria postazione di lavoro e al termine del proprio orario di lavoro;
- non stampare mail o altri documenti, se non strettamente necessario.

Vai alla sezione

Notizie dall'Accademia

Scomparsa l'accademica Bice Mortara Garavelli

26 gen 2023

Antichi maestri: un allestimento teatrale appositamente pensato per la Crusca

11 nov 2022

Scomparso lo storico della lingua Andrea Dardi

02 nov 2022

Due spettacoli teatrali alla villa medicea di Castello

26 ott 2022

Scomparso l'accademico Luciano Agostiniani

20 ott 2022

L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo: il libro edito dall'Accademia in occasione della Ventiduesima Settimana della lingua italiana nel mondo

15 ott 2022

Tre visite guidate riservate ai soci UniCoop Firenze e Amici dell'Accademia della Crusca

10 ott 2022

Sao ko kelle terre. Piccola storia della lingua italiana: al MUNDI uno spettacolo dedicato alla lingua italiana

23 set 2022

Vai alla sezione