I dipinti della Sala delle Pale

Dipinto su tela di cm 157x138, firmato da Giuseppe Bezzuoli (1784-1855), datato 1847.

Il quadro, commissionato dall’Accademia della Crusca, raffigura San Zanobi, suo patrono.
Il 3 agosto 1650, gli accademici della Crusca riuniti in Generale Adunanza per la riforma del loro Statuto, decidono di darsi un “avvocato” (patrono), e scelgono il santo, arcivescovo di Firenze, Zanobi (+ 417). Il 20 ottobre dello stesso anno, la festa del Santo venne solennemente celebrata in Accademia, e la cerimonia si ripeté ogni anno fino al 1764 (ultimo processo verbale delle sedute accademiche per il Settecento).
La scelta di San Zanobi quale patrono dell’Accademia è dovuta al fatto che il santo era nativo di Firenze ed a Firenze giace sepolto nel Duomo in un’urna d’argento, lavoro del Ghiberti (1440 circa).

Dipinto su tela di cm 174x230 del sec. XVII-XVIII di Pier Dandini

La tela allegorica raffigura Filippo Baldinucci, detto in Accademia "il Lustrato", assistito dall'Accademia della Crusca, e dalle arti (Architettura, Pittura e Scultura) nella stesura del suo Vocabolario toscano dell'arte del disegno (Firenze, 1681).
La piacevole composizione, ambientata all'aperto in un paesaggio alberato, si articola nel seguente modo: la figura femminile centrale, rappresentante l'Accademia della Crusca, mostra col dito un foglio sul quale si legge: Vocabolario degli Accademici della Crusca. Alla destra del Baldinucci, che tiene in mano il suo vocabolario in composizione, sta una figura femminile, l'Accademia del Disegno. Sulla sinistra sono raffigurate le tre arti che si indicano a vicenda una pergamena dove è disegnato l'albero genealogico degli artisti fiorentini, al disopra di un panorama di Firenze. Sotto le due raffigurazioni della pittura e della scultura vi sono, rispettivamente, il disegno di una scena di battaglia e una scultura mutila. In basso a destra compare lo stemma dell'Accademia della Crusca col frullone e il motto: "Il più bel fior ne coglie".

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